Etanolo, studio UniTo: prezzo e fiducia guidano le scelte
24/09/2026
Il prezzo più basso dell’etanolo rispetto alla benzina non basta, da solo, a convincere gli automobilisti a cambiare carburante. A incidere sulle scelte entrano anche informazione, fiducia, abitudini e caratteristiche sociali dei territori. È quanto emerge da uno studio nato dalla collaborazione tra l’Università di Torino e l’Agência Nacional do Petróleo, Gás Natural e Biocombustíveis, l’autorità brasiliana che regola petrolio, gas naturale e biocarburanti. La ricerca ha analizzato il comportamento dei consumatori in 5.454 comuni brasiliani tra settembre 2020 e dicembre 2021.
Analizzati i consumi in oltre 5.400 comuni brasiliani
Lo studio, pubblicato sulla rivista Energy Policy, porta le firme di Magda Fontana, del Dipartimento di Economia e Statistica dell’Università di Torino, Laura Soares, affiliata all’Universidade Federal de Minas Gerais e ad ANP, e André Suriane, anch’egli di ANP.
I ricercatori hanno esaminato i fattori che influenzano la scelta tra benzina ed etanolo in un Paese dove le automobili flex-fuel consentono agli automobilisti di utilizzare entrambi i carburanti oppure miscele dei due. La possibilità tecnica di passare da una soluzione all’altra, tuttavia, non determina automaticamente un cambiamento nelle preferenze dei consumatori.
I risultati mostrano che il comportamento varia anche in funzione delle caratteristiche economiche e demografiche locali, delle politiche fiscali e della struttura produttiva dei territori. Secondo gli autori, questo significa che interventi identici applicati in tutto il Paese potrebbero avere effetti differenti a seconda del contesto.
Etanolo più utilizzato nei territori con popolazione più anziana
L’analisi individua alcune associazioni significative. Nei comuni con una maggiore presenza di persone anziane viene registrato un utilizzo più elevato dell’etanolo. Al contrario, una maggiore presenza di popolazione ad alto reddito o con livelli di istruzione più bassi risulta associata a un minore ricorso al biocarburante.
Queste differenze suggeriscono, secondo la ricerca, la necessità di costruire politiche calibrate sulle caratteristiche delle singole aree, anziché affidarsi esclusivamente agli incentivi economici.
Il Brasile rappresenta un caso particolarmente significativo. L’impiego dell’etanolo nei carburanti risale agli anni Trenta e dal 1975 è stato promosso in modo strutturale attraverso il programma Proálcool, avviato dopo la crisi petrolifera con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle importazioni di petrolio.
Incentivi alla produzione, agevolazioni fiscali e obblighi di miscelazione hanno favorito lo sviluppo della filiera. Dal 2003, con la diffusione delle auto flex-fuel, la scelta del carburante è passata in misura maggiore direttamente agli automobilisti. Nonostante questa flessibilità, l’utilizzo dell’etanolo continua però a rimanere sotto gli obiettivi indicati dalle politiche nazionali.
Informazioni più semplici sul rapporto tra prezzo e rendimento
Tra le possibili leve individuate dagli studiosi figurano gli strumenti dell’economia comportamentale. In particolare, la ricerca richiama i cosiddetti nudge, interventi pensati per rendere una determinata scelta più immediata e comprensibile senza imporla ai consumatori.
Una delle proposte riguarda la presentazione di informazioni più semplici sul rapporto tra prezzo e rendimento di benzina ed etanolo. Un carburante meno costoso al litro, infatti, non necessariamente rappresenta la soluzione economicamente più conveniente se non viene considerato anche il consumo necessario per percorrere la stessa distanza.
Lo studio suggerisce inoltre di aumentare la visibilità dell’etanolo nelle stazioni di servizio e di utilizzare messaggi costruiti sulla fiducia e sull’esperienza delle comunità locali. Un’altra possibilità consiste nel collegare maggiormente il biocarburante alla storia energetica brasiliana e alle prospettive delle nuove generazioni.
UniTo: la transizione energetica passa anche dai comportamenti
La ricerca mette così in evidenza un aspetto spesso meno considerato nella transizione energetica: la disponibilità di una tecnologia e la convenienza economica non determinano necessariamente il comportamento finale degli utenti.
Per favorire l’adozione di carburanti alternativi può essere necessario intervenire anche sul modo in cui le persone ricevono e interpretano le informazioni, sulla conoscenza delle diverse opzioni e sulla fiducia sviluppata nei confronti di una tecnologia o di una politica pubblica.
La collaborazione tra Università di Torino e ANP propone quindi un approccio che affianca agli strumenti fiscali e agli incentivi economici misure informative e comportamentali, con interventi adattati ai diversi contesti territoriali e sociali. Un modello che può offrire indicazioni anche per altre politiche legate alla transizione energetica e alla diffusione di tecnologie a minore impatto ambientale.
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