Piemonte, nuovo protocollo Seveso: controlli coordinati sugli impianti
25/09/2026
Regione Piemonte, Direzione regionale dei Vigili del Fuoco e Arpa Piemonte hanno definito un nuovo modello operativo per le ispezioni negli stabilimenti a rischio di incidente rilevante di soglia inferiore. La convenzione, presentata il 24 settembre al Grattacielo della Regione, stabilisce compiti e procedure comuni per rafforzare il coordinamento dei controlli previsti dalla direttiva Seveso e avvia una fase sperimentale della durata di un anno. Al termine sarà verificata l’efficacia del sistema prima dell’approvazione definitiva.
Un anno di sperimentazione per il nuovo sistema di controlli
L’accordo riguarda gli stabilimenti classificati a rischio di incidente rilevante di soglia inferiore e punta a estendere a queste attività un modello di collaborazione già utilizzato per gli impianti appartenenti alla soglia superiore. L’obiettivo operativo è rendere le verifiche più coordinate, definendo con maggiore precisione le funzioni dei diversi enti coinvolti ed evitando sovrapposizioni nelle attività ispettive.
La convenzione si inserisce nel quadro delle ispezioni sui sistemi di gestione della sicurezza, attraverso le quali viene verificata la capacità dei gestori di individuare i pericoli, organizzare le misure di prevenzione e mantenere condizioni adeguate di esercizio. Il provvedimento collega così l’attività ordinaria di controllo con il sistema di risposta alle eventuali emergenze industriali.
Il percorso non diventa immediatamente definitivo: Regione, Vigili del Fuoco e Arpa utilizzeranno i prossimi dodici mesi per valutare sul campo procedure, scambio di informazioni e modalità di coordinamento. La convenzione era stata formalmente approvata dalla Regione nel maggio 2026 per l’esecuzione delle ispezioni previste dall’articolo 27 del decreto legislativo 105/2015 negli stabilimenti di soglia inferiore.
Regione, Arpa e Vigili del Fuoco uniscono le competenze
Gli assessori regionali Matteo Marnati, titolare dell’Ambiente, e Marco Gabusi, responsabile della Protezione civile, hanno indicato nel coordinamento tra enti uno degli strumenti attraverso cui rafforzare la sicurezza del territorio e la tutela ambientale. La nuova organizzazione mette in relazione le competenze tecniche di Arpa, quelle regionali e l’esperienza dei Vigili del Fuoco nella prevenzione incendi e nella gestione delle emergenze.
Il direttore generale di Arpa Piemonte, Secondo Barbero, ha richiamato il ruolo delle ispezioni nella verifica dei sistemi utilizzati dalle aziende per riconoscere e governare i rischi. Secondo Arpa, l’intesa dovrebbe consentire anche una gestione amministrativa più efficiente, con ricadute sulla sicurezza dei lavoratori, della popolazione residente e dell’ambiente circostante.
Meno duplicazioni nelle verifiche sugli stabilimenti
Un altro elemento riguarda l’integrazione dei controlli già svolti dai Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco nell’ambito della normativa sulla prevenzione incendi. Il direttore regionale Alessandro Paola ha spiegato che le informazioni raccolte attraverso queste attività potranno confluire nel patrimonio conoscitivo condiviso dagli enti, contribuendo a rendere più complete le valutazioni sugli stabilimenti interessati.
Il modello punta anche a evitare la duplicazione di verifiche amministrative che riguardano aspetti già controllati da uno degli organismi coinvolti. La finalità è concentrare le risorse sulle effettive condizioni di sicurezza degli impianti, mantenendo distinti i compiti istituzionali ma favorendo lo scambio delle informazioni tecniche.
Prevenzione ordinaria collegata alla gestione delle emergenze
La convenzione segna quindi un passaggio verso una gestione integrata del rischio industriale in Piemonte. Il sistema mette in relazione attività ispettive, prevenzione incendi, conoscenza ambientale e capacità di risposta operativa, con l’obiettivo dichiarato di individuare tempestivamente eventuali criticità prima che possano trasformarsi in situazioni di emergenza.
Il primo banco di prova sarà rappresentato dalla sperimentazione annuale. I risultati consentiranno agli enti firmatari di verificare l’efficacia delle procedure adottate, individuare eventuali correzioni e definire successivamente il modello definitivo per le ispezioni negli stabilimenti Seveso di soglia inferiore.
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