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Carceri in Piemonte, allarme sovraffollamento e carenza di personale

14/10/2026

Carceri in Piemonte, allarme sovraffollamento e carenza di personale

Le carceri piemontesi ospitano 4.537 persone detenute, mentre il sovraffollamento, la carenza di agenti della Polizia penitenziaria e le difficoltà nell'accesso all'assistenza sanitaria continuano a incidere sulle condizioni degli istituti. È il quadro emerso il 13 ottobre 2026 durante la seduta aperta del Consiglio regionale del Piemonte dedicata al sistema penitenziario. Sindacati, amministratori locali, rappresentanti della magistratura, professionisti sanitari e garanti hanno illustrato le principali criticità, chiedendo interventi sugli organici, sulle strutture e sui servizi di salute mentale. La Regione ha presentato anche un pacchetto di finanziamenti da circa 2,5 milioni di euro per sostenere il reinserimento sociale e i percorsi alternativi alla detenzione.

Carceri piemontesi, sovraffollamento al 119%

La situazione degli istituti penitenziari è stata esaminata durante la seduta del Consiglio regionale intitolata “Sistema penitenziario in Piemonte: condizioni delle persone sottoposte a detenzione e del personale di Polizia Penitenziaria”.

Ad aprire i lavori è stato il presidente dell'Assemblea legislativa, Davide Nicco, che ha richiamato la necessità di garantire condizioni dignitose alle persone detenute e ambienti di lavoro sicuri al personale.

Secondo i dati presentati da Sara Comoglio, rappresentante della Fp Cgil, il tasso di sovraffollamento delle carceri piemontesi raggiunge il 119%.

La garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Monica Formaiano, ha riferito che negli istituti del Piemonte sono presenti complessivamente 4.537 detenuti.

Formaiano ha sottolineato che il sovraffollamento riduce gli spazi disponibili e influisce sulla qualità dei servizi, sull'assistenza sanitaria, sulla sicurezza e sulle possibilità di svolgere attività formative e lavorative.

Torino, al Lorusso e Cotugno circa 1.600 detenuti

Tra le situazioni esaminate figura quella della casa circondariale Lorusso e Cotugno di Torino.

Il consigliere comunale Claudio Cerrato ha riferito che l'istituto ospita circa 1.600 detenuti, quasi 500 oltre la capienza ordinaria.

La dotazione prevista per la Polizia penitenziaria è di 901 agenti, mentre quelli indicati come presenti in servizio sono 692.

Ulteriori difficoltà riguardano il reparto detenuti dell'ospedale Molinette, dove, secondo i dati illustrati da Cerrato, operano 14 agenti su un organico previsto di 35 unità, distribuiti su tre turni.

Criticità analoghe sono state segnalate anche per l'istituto minorile Ferrante Aporti.

Cerrato ha proposto l'istituzione di un tavolo permanente tra Regione, Comune, amministrazione penitenziaria, Asl e garanti, con impegni formalizzati e scadenze definite.

Vercelli, Asti e Alessandria: le criticità negli istituti

La situazione più grave in termini di sovraffollamento, secondo i dati richiamati durante la seduta, riguarda il carcere di Vercelli.

L'assessora comunale alle Politiche sociali Valeria Simonetta ha segnalato la presenza di 376 persone detenute a fronte di 219 posti regolamentari, indicando un tasso di sovraffollamento del 162%.

Nell'istituto operano soltanto due educatori e alcune attività formative vengono sospese a causa della carenza di personale addetto alla sorveglianza.

Ad Asti, secondo l'assessora comunale Eleonora Zollo, sono presenti 276 detenuti rispetto a 200 posti disponibili, con un sovraffollamento del 138%.

Tra le persone recluse, 137 hanno più di 50 anni. L'amministratrice ha segnalato difficoltà nell'accesso alle visite specialistiche e una presenza limitata a poche ore settimanali di psichiatra e psicologa.

Ad Alessandria, l'assessora Roberta Cazzullo ha richiamato i ritardi nei lavori di trasformazione del carcere San Michele in un hub nazionale destinato al regime detentivo 41-bis, con una capienza prevista di 200 posti.

Nel carcere Cantiello e Gaeta, secondo i dati presentati, risultano presenti 117 agenti rispetto ai 127 previsti, oltre a carenze nei ruoli degli ispettori e dei sovrintendenti.

Alba, interrogativi sul futuro della casa di reclusione

Nel corso della seduta è stata affrontata anche la situazione della casa di reclusione Giuseppe Montaldo di Alba.

L'assessora comunale ai Servizi sociali Donatella Croce ha ricordato che l'istituto era stato evacuato tra il 2016 e il 2017 a seguito di numerosi casi di salmonellosi.

Successivamente la struttura è stata parzialmente riaperta e, dalla primavera del 2021, destinata a casa lavoro per internati.

I lavori di ristrutturazione del corpo principale, avviati nel 2022, risultano prossimi alla conclusione.

L'amministrazione comunale ha chiesto chiarimenti sulla futura destinazione della struttura e sull'organizzazione delle attività penitenziarie.

Polizia penitenziaria, sindacati denunciano turni fino a 20 ore

Le organizzazioni sindacali intervenute hanno descritto una situazione caratterizzata da carichi di lavoro elevati, aggressioni e difficoltà nella copertura dei turni.

Il segretario regionale del Sappe, Vicente Santilli, ha chiesto nuove assunzioni e strumenti di protezione adeguati, sottolineando le conseguenze della carenza di personale sulla sicurezza degli istituti.

Raffaele Tuttolomondo, segretario nazionale Sinappe, ha riferito di turni che possono raggiungere le 18 ore, evidenziando anche le necessità di personale legate all'apertura di nuovi padiglioni e alla riattivazione di strutture.

Il vicesegretario regionale Osapp, Gerardo Romano, ha denunciato turni fino a 20 ore consecutive e ha riferito di 62 aggressioni dall'inizio dell'anno nel carcere torinese.

Romano ha inoltre richiamato un incendio verificatosi nell'istituto di Torino la sera precedente alla seduta, chiedendo verifiche sul funzionamento delle attrezzature antincendio.

Le organizzazioni sindacali hanno sollecitato anche interventi per contrastare l'introduzione illecita di sostanze stupefacenti e telefoni cellulari negli istituti.

Assistenza sanitaria e salute mentale, richiesti nuovi interventi

Una parte significativa del confronto è stata dedicata alle condizioni sanitarie delle persone detenute e alla necessità di potenziare i servizi specialistici.

Luciano Giglio, segretario regionale Uspp Piemonte e Valle d'Aosta, ha chiesto un tavolo tra Regione, Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e sindacati per rafforzare l'assistenza psichiatrica.

Secondo Guido Giustetto, presidente dell'Ordine dei Medici di Torino, il sistema penitenziario presenta difficoltà nella continuità delle cure e nella gestione delle patologie psicosociali.

Giustetto ha riferito che l'utilizzo di psicofarmaci riguarda il 40% delle persone detenute, richiamando la necessità di predisporre interventi specifici per la salute mentale.

Tra le proposte avanzate figurano una maggiore digitalizzazione della documentazione sanitaria, il ricorso alla telemedicina per visite specialistiche e consulti tra professionisti e il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie delle celle.

La rappresentante dell'Ordine degli Psicologi del Piemonte, Barbara La Russa, ha evidenziato l'esigenza di valutare il rischio suicidario fin dall'ingresso in carcere e monitorarlo durante la detenzione.

Ha inoltre proposto servizi di ascolto e formazione sulla gestione dello stress per gli operatori penitenziari.

Rems in Piemonte, poco più di 40 posti disponibili

Il confronto ha affrontato anche la disponibilità delle Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), destinate alle persone sottoposte a specifiche misure giudiziarie che necessitano di assistenza sanitaria.

Arturo Pasqualucci, coordinatore del gruppo per la presa in carico dei soggetti sottoposti a misure di sicurezza, ha spiegato che le due Rems piemontesi dispongono complessivamente di poco più di 40 posti.

La permanenza media è compresa tra un anno e mezzo e due anni, con conseguenti difficoltà nella gestione delle liste d'attesa.

Per affrontare il problema è stato costituito un gruppo temporaneo con rappresentanti delle Asl, delle Rems, della magistratura e di Azienda Zero.

Anche il presidente del Tribunale di sorveglianza di Torino, Marco Viglino, ha richiamato la necessità di aumentare la disponibilità di strutture adeguate per le persone con gravi patologie psichiatriche.

Regione Piemonte, 2,5 milioni per reinserimento e misure alternative

Durante la seduta, il vicepresidente della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, ha illustrato gli interventi recentemente approvati per sostenere il reinserimento sociale delle persone sottoposte a misure penali.

Le risorse annunciate ammontano a circa 2,5 milioni di euro, provenienti da finanziamenti nazionali del Ministero della Giustizia ed europei.

Nell'ambito del programma AMA ES, finanziato attraverso il PN Inclusione, sono previsti quattro Hub territoriali destinati a sostenere i percorsi di lavori di pubblica utilità e giustizia di comunità, con oltre 1,1 milioni di euro tra FSE+ e FESR.

Altri 860.000 euro finanzieranno quattro sportelli multiservizi dedicati all'ascolto, all'informazione e all'orientamento delle persone in uscita dal carcere o sottoposte a misure penali esterne.

La Regione ha inoltre destinato 400.000 euro alla residenzialità temporanea e ai percorsi di accompagnamento al reinserimento.

Un contributo di 40.000 euro sarà assegnato al Comune di Torino per garantire fino al 31 dicembre 2026 la continuità delle attività dell'Hub territoriale dedicato alle persone sottoposte a procedimento penale.

Personale e lavoro in carcere, i dati dell'amministrazione penitenziaria

Il provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria, Mario Antonio Galati, ha illustrato gli interventi effettuati sul fronte degli organici.

Secondo i dati presentati, negli ultimi due anni sono state assegnate al Piemonte 121 unità delle funzioni centrali e 120 unità appartenenti ai ruoli degli ispettori e dei sovrintendenti della Polizia penitenziaria.

È inoltre previsto l'arrivo di altri 22 assistenti amministrativi.

Galati ha precisato che gli incrementi sono stati in parte compensati dagli allontanamenti di personale dalla regione, rendendo necessario individuare soluzioni per favorire la permanenza degli operatori.

Sul fronte delle attività lavorative, ha riferito che 54 cooperative e imprese operano all'interno degli istituti penitenziari. Di queste, 27 hanno richiesto l'accesso a sgravi fiscali per complessivi 500.000 euro relativi al 2027.

Il presidente del Tribunale di sorveglianza Marco Viglino ha inoltre comunicato che nell'ultimo anno sono state concesse circa 1.000 misure alternative alla detenzione, richiamando la necessità di ampliare le opportunità di lavoro e reinserimento.

Le richieste al Consiglio regionale: assunzioni, cure e strutture

Dal confronto sono emerse richieste rivolte alle istituzioni regionali e nazionali su diversi ambiti di intervento.

Tra le priorità indicate figurano l'incremento degli organici della Polizia penitenziaria, il potenziamento dell'assistenza medica e psichiatrica, il miglioramento delle strutture e la disponibilità di percorsi abitativi e lavorativi per le persone che accedono alle misure alternative.

Il rappresentante della Cisl, Daniele Montefusco, ha proposto soluzioni abitative economicamente accessibili per gli agenti provenienti da altre regioni, anche attraverso il recupero di immobili pubblici inutilizzati.

Il presidente della Camera penale del Piemonte e Valle d'Aosta, Roberto Capra, ha chiesto investimenti sugli istituti e maggiori opportunità di formazione e lavoro per i detenuti.

La garante regionale Monica Formaiano ha richiamato anche i lunghi tempi di attesa segnalati per le istanze relative alle misure alternative e alla liberazione anticipata.

La seduta del 13 ottobre ha quindi raccolto le criticità e le proposte dei diversi soggetti coinvolti nel sistema penitenziario piemontese, evidenziando la necessità di coordinare gli interventi sulle condizioni detentive, sulla sicurezza del personale e sull'assistenza sanitaria.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.