Piemonte, siccità diffusa: a settembre deficit di pioggia del 66%
06/10/2026
La siccità continua a interessare l’intero Piemonte e a settembre 2026 la situazione è peggiorata rispetto al mese precedente. I dati diffusi da Arpa Piemonte indicano condizioni di scarsità idrica almeno moderata su tutto il territorio regionale, con livelli severi nei bacini settentrionali. A pesare sono soprattutto le precipitazioni ridotte, le temperature eccezionalmente elevate e la diminuzione delle portate dei principali corsi d’acqua.
Solo 35 millimetri di pioggia e deficit del 66%
Nel corso di settembre le precipitazioni medie registrate sul bacino del Po, considerando la sezione chiusa alla confluenza con il Ticino, sono state pari a circa 35 millimetri. Il dato corrisponde a un deficit del 66% rispetto alla media mensile storica e colloca il mese tra i dieci settembre più secchi osservati negli ultimi settant’anni.
Le piogge si sono concentrate soprattutto nella prima metà del mese, mentre le ultime due settimane sono state caratterizzate da condizioni particolarmente asciutte. Valori inferiori alla norma sono stati rilevati in tutta la regione, con scostamenti particolarmente marcati nei bacini settentrionali del Toce e del Sesia e nelle aree occidentali dell’Orco e della Stura di Demonte, dove il deficit ha raggiunto circa l’80%.
Alla scarsità delle precipitazioni si sono aggiunte temperature medie superiori di oltre 3,5 gradi rispetto alla norma climatica. Settembre 2026 è risultato così il più caldo registrato in Piemonte negli ultimi settant’anni, superando anche i valori osservati nel 1987 e nel 2023.
Invasi e Lago Maggiore sotto la media del 49%
Gli indicatori SPI e SPEI, utilizzati per valutare rispettivamente l’anomalia delle precipitazioni e il rapporto tra pioggia ed evapotraspirazione, confermano un quadro di sofferenza idrica esteso. Sulle scale temporali di uno e tre mesi emerge una siccità lieve diffusa, con situazioni più marcate nel Cuneese. Considerando periodi di sei e dodici mesi, le condizioni diventano moderate o severe su gran parte del Piemonte, con valori estremi nella zona settentrionale e nel bacino della Dora Baltea.
Anche le riserve superficiali mostrano segnali negativi. Le risorse idriche accumulate negli invasi e nel Lago Maggiore risultano complessivamente inferiori del 49% rispetto alla media del periodo. Gli scarti maggiori vengono segnalati nelle aree occidentali e orientali della regione.
Portate in calo nei fiumi, Po sotto la media
Le portate dei corsi d’acqua sono diminuite rispetto ad agosto in quasi tutto il territorio piemontese. Tra le riduzioni più rilevanti figurano il Sesia a Palestro, con un -61%, il Varaita a Polonghera, con un -59%, e il Tanaro a Montecastello, dove il calo raggiunge il 56%.
Il Po, misurato alla stazione di Isola Sant’Antonio, presenta a sua volta una portata inferiore alla media stagionale, con un deficit del 49%. Il dato conferma la pressione esercitata dalla prolungata carenza di precipitazioni sull’intero sistema idrografico regionale.
Falde stabili, sorgenti su livelli molto bassi
Per quanto riguarda le acque sotterranee, la falda superficiale presenta generalmente una soggiacenza superiore ai valori storici, con livelli particolarmente elevati rispetto a quelli abitualmente osservati. Alcune eccezioni vengono rilevate nell’Alessandrino e nella pianura vercellese. Rispetto ad agosto, la situazione delle falde risulta comunque sostanzialmente stabile.
Più critica appare invece la condizione delle sorgenti sottoposte a monitoraggio, che registrano portate generalmente molto inferiori alla norma.
Settembre segna inoltre la chiusura dell’anno idrologico. Sul bacino del Po chiuso a Ponte Becca sono caduti complessivamente circa 786 millimetri di pioggia, con uno scarto negativo del 26% rispetto alla media climatica 1991-2020. I quantitativi maggiori si sono concentrati nei bacini di Sesia, Toce e Ticino e nell’area appenninica al confine con la Liguria. Nelle zone settentrionali e occidentali il deficit annuale ha superato il 25%, raggiungendo punte del 40% nei bacini del Toce e del Sesia, mentre nel Piemonte meridionale e sud-occidentale gli scostamenti sono rimasti compresi tra il 10 e il 20%.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to