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Piemonte, scontro sul riordino degli istituti tecnici

22/04/2026

Piemonte, scontro sul riordino degli istituti tecnici

Il riordino degli istituti tecnici e la filiera del “4+2” sono arrivati nell’aula del Consiglio regionale del Piemonte con un’interrogazione della consigliera del Partito Democratico Nadia Conticelli, alla quale ha risposto l’assessore Daniela Cameroni. Al centro del confronto, le ricadute della riforma sull’offerta formativa piemontese, il ruolo della scuola pubblica e i margini di intervento della Regione rispetto a un processo che, sul territorio, sta già alimentando discussione tra docenti, istituti e famiglie.

La Regione richiama il proprio ruolo nel coordinamento territoriale

Nella risposta fornita in aula, Cameroni ha chiarito che la Regione opera in raccordo con l’Ufficio scolastico regionale per garantire il coordinamento delle reti scolastiche sul territorio, la progettazione integrata dei percorsi formativi e l’informazione alle famiglie. A questo si aggiunge, ha spiegato l’assessore, l’impegno a monitorare gli effetti dell’attuazione del nuovo impianto, con l’obiettivo di seguirne l’impatto concreto sul sistema educativo piemontese.

La posizione illustrata dalla Giunta si muove dentro un perimetro preciso: la definizione degli ordinamenti scolastici resta competenza dello Stato, mentre alle Regioni spetta la programmazione dell’offerta formativa integrata tra istruzione e formazione professionale, oltre alla definizione delle modalità con cui rendere operativa la filiera. È su questo terreno che il Piemonte colloca la propria azione, rivendicando un ruolo di accompagnamento e verifica, più che di indirizzo normativo diretto.

Secondo l’assessore, il percorso 4+2 punta ad avvicinare l’Italia ai modelli già presenti in diversi Paesi europei, con una riduzione dei tempi di accesso al lavoro e un collegamento più strutturato tra scuola secondaria e sistema terziario professionalizzante degli ITS Academy. La Giunta, in sostanza, ha ribadito che il nuovo assetto va letto dentro una strategia di continuità verticale dei percorsi tecnici e professionali.

Le critiche di Conticelli e il nodo della sperimentazione

L’interrogazione presentata da Nadia Conticelli ha però messo in evidenza una lettura molto diversa. La consigliera dem ha chiesto quali iniziative intenda assumere la Regione per difendere la qualità dell’offerta formativa e il ruolo della scuola pubblica piemontese di fronte a una riorganizzazione che, a suo giudizio, procede senza basi sufficientemente solide. Nel mirino c’è soprattutto la cosiddetta filiera del 4+2, cioè quattro anni di scuola superiore seguiti da due anni di specializzazione negli ITS Academy.

Secondo Conticelli, il nuovo modello arriverebbe dopo appena due anni di sperimentazione e senza dati tali da sostenere con chiarezza la validità dei profili in uscita. La consigliera ha inoltre richiamato il dissenso espresso da numerosi collegi docenti e ha ricordato la nascita, a Torino, della Rete degli istituti tecnici in mobilitazione, segnale di un malessere che riguarda non soltanto il piano didattico ma anche il metodo con cui il cambiamento sta prendendo forma.

Il punto politico emerso in aula riguarda proprio questo: da una parte la Regione sottolinea i limiti delle proprie competenze e rivendica un ruolo di coordinamento; dall’altra l’opposizione chiede una presa di posizione più netta a tutela della scuola pubblica e della tenuta complessiva dei percorsi tecnici. Il tema resta aperto e tocca un passaggio decisivo per migliaia di studenti piemontesi, chiamati a orientarsi in una fase di trasformazione che incide sulla durata dei percorsi, sul rapporto con il mondo del lavoro e sull’identità stessa dell’istruzione tecnica.

Nel question time anche sanità, trasporti e aree protette

Nel corso dello stesso question time il Consiglio regionale ha affrontato anche altri dossier, dal futuro dell’Ente di gestione delle aree protette della Valsesia ai problemi nel conteggio delle prestazioni di neuropsichiatria infantile, fino alla situazione del personale di Arpa Piemonte, al sostegno al trasporto pubblico locale, alla ricetta dematerializzata nei servizi territoriali e alle misure per contrastare le aggressioni al personale sanitario e socio-sanitario.

Un elenco ampio, che conferma come la seduta abbia toccato temi molto diversi, ma il confronto sul riordino degli istituti tecnici resta uno dei passaggi con maggiore impatto sul medio periodo, perché investe direttamente il rapporto tra scuola, formazione e lavoro in una regione dove il tessuto produttivo continua a chiedere competenze tecniche, ma dove resta centrale anche la difesa della qualità e dell’autonomia del sistema pubblico di istruzione.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.