Piemonte, il 59% delle imprese punta già sull’intelligenza artificiale
22/04/2026
Software, piattaforme digitali, cybersecurity, ricerca e sviluppo, server e cloud: passa da qui la traiettoria degli investimenti delle imprese piemontesi, che nel 2025 hanno concentrato una parte rilevante delle risorse sulla trasformazione tecnologica e che nel 2026 sembrano intenzionate a proseguire lungo la stessa direzione. A dirlo sono due studi presentati da Unioncamere Piemonte e Confindustria Piemonte, dai quali emerge un dato netto: il 59 per cento delle aziende ha già avviato un percorso di adozione dell’intelligenza artificiale oppure si prepara a farlo a breve.
Investimenti in ripresa e innovazione al centro delle scelte
Il quadro tratteggiato dal monitoraggio di Unioncamere Piemonte descrive il 2025 come un anno di ripartenza, con il 30 per cento delle imprese che ha effettuato investimenti. A distinguersi per maggiore propensione sono stati i comparti chimico, alimentare, elettrico ed elettronico, mentre tra le destinazioni delle risorse compaiono macchinari interconnessi, impianti per energie rinnovabili e attività di ricerca. Proprio la ricerca e sviluppo ha coinvolto il 14,8 per cento delle imprese intervistate.
La provincia più dinamica sul fronte degli investimenti è risultata Asti, dove il 37,8 per cento delle aziende ha scelto di investire, seguita da Cuneo, Vercelli e Torino. Resta invece marcata la distanza tra piccole e grandi imprese nella capacità di innovare: le realtà di maggiori dimensioni continuano a muoversi con maggiore intensità, arrivando in alcuni casi a superare l’80 per cento di propensione. La spesa media destinata all’innovazione si è attestata al 7,4 per cento del fatturato, con un ruolo di primo piano per il settore dei mezzi di trasporto.
Intelligenza artificiale, il terziario accelera più dell’industria
Il secondo studio, curato dal Centro Studi dell’Unione Industriali Torino su impulso di Confindustria Piemonte, mette a fuoco l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali. Il dato generale del 59 per cento si accompagna a una spinta particolarmente forte nel terziario, dove oltre il 60 per cento delle imprese ha già introdotto strumenti di IA.
Le applicazioni più diffuse riguardano analisi dei dati aziendali, automazione dei processi produttivi e servizio clienti. Seguono controllo qualità, manutenzione predittiva, marketing e ricerca e sviluppo. Tra gli effetti percepiti dalle aziende prevale l’automazione delle attività ripetitive, indicata nel 23 per cento dei casi, davanti alla riduzione dei costi, al miglioramento della qualità dei prodotti e dei servizi e alla spinta su creatività e innovazione.
Competenze e costi restano i principali ostacoli
La diffusione dell’intelligenza artificiale non procede però senza difficoltà. Il problema segnalato più spesso è la scarsità di competenze interne, citata dal 43 per cento delle imprese, mentre circa un terzo lamenta il peso economico delle tecnologie e dei servizi collegati. Tra gli strumenti di IA generativa più utilizzati compare ChatGPT, ma una quota significativa ricorre anche a sistemi sviluppati in proprio o a piattaforme cloud con funzionalità integrate.
Dai due rapporti emerge così un passaggio preciso: per il sistema produttivo piemontese investire in digitale, innovazione e intelligenza artificiale non è più un capitolo accessorio, ma una scelta che incide su competitività, organizzazione e capacità di stare sul mercato. Il tema, ora, si sposta sulla possibilità di accompagnare questa transizione con più competenze, più accesso al credito e strumenti capaci di rendere stabile il salto tecnologico già avviato.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to