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Autonomia differenziata, il Piemonte rilancia in Parlamento

28/05/2026

Autonomia differenziata, il Piemonte rilancia in Parlamento

Il Piemonte torna a spingere sull’Autonomia differenziata e lo fa davanti alle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato riunite a Palazzo Carpegna. Nel corso dell’audizione plenaria dedicata all’esame delle intese preliminari tra Governo e Regioni, il presidente Alberto Cirio ha chiesto maggiore capacità decisionale su materie considerate strategiche, dalla sanità alla protezione civile, passando per previdenza integrativa e organizzazione amministrativa.

Accanto al governatore era presente anche l’assessore regionale all’Autonomia Enrico Bussalino. Al centro dell’intervento piemontese la richiesta di ottenere strumenti più flessibili per gestire servizi e risorse direttamente sui territori.

Cirio: “Più responsabilità per rispondere ai territori”

Nel suo intervento davanti ai parlamentari, Cirio ha chiarito la posizione della Regione, sottolineando come la richiesta non punti ad aumentare i poteri politici ma ad accelerare la capacità di risposta ai bisogni locali.

“Oggi il Piemonte chiede di poter gestire in modo più diretto alcune funzioni strategiche. Non vogliamo più poteri, ma più responsabilità”, ha dichiarato il presidente della Regione.

Uno dei temi principali riguarda la sanità. Secondo Cirio, una maggiore autonomia consentirebbe di utilizzare le risorse statali in modo più aderente alle necessità reali del territorio, superando vincoli considerati troppo rigidi nella destinazione dei fondi.

Il governatore ha poi richiamato le difficoltà delle aree montane e periferiche nel reperire personale sanitario e professionisti qualificati. Tra le ipotesi avanzate figura la possibilità di introdurre strumenti di previdenza integrativa e incentivi specifici per medici, insegnanti e lavoratori pubblici disposti a operare nei territori più disagiati.

Nel campo della protezione civile, invece, il Piemonte punta a ottenere margini operativi più ampi per intervenire rapidamente in situazioni di emergenza legate a calamità naturali.

Il percorso avviato nel 2018 e il confronto con il Governo

Durante l’audizione, Cirio ha ricordato che il percorso verso l’Autonomia differenziata era stato avviato già nel 2018 dalla Giunta Chiamparino, ampliato nel 2019 e successivamente rilanciato nel luglio 2024 con una richiesta formale al Governo di riaprire il confronto.

Il presidente ha inoltre ribadito che, secondo la Regione, l’Autonomia non rappresenta una frattura istituzionale del Paese. “È uno strumento previsto dalla Costituzione per rendere più efficienti le istituzioni”, ha spiegato, richiamando anche il tema dei livelli essenziali delle prestazioni previsti dal Governo come garanzia di uniformità nazionale.

Nel suo intervento, Cirio ha utilizzato anche un riferimento simbolico al concetto di “chilometro zero”, spesso associato alle produzioni agroalimentari piemontesi: “Vale anche per ciò che amministriamo”, ha affermato.

Bussalino: “Pubblica amministrazione più moderna”

Sulla stessa linea l’assessore Enrico Bussalino, che ha definito il percorso dell’Autonomia differenziata come un’occasione per modernizzare la macchina amministrativa regionale.

Secondo Bussalino, avere strumenti più flessibili permetterebbe di programmare politiche pubbliche più vicine alle esigenze delle comunità locali, riducendo tempi burocratici e migliorando i servizi destinati a cittadini e imprese.

Terminata la fase parlamentare, il procedimento proseguirà ora con la definizione delle intese definitive tra il Governo e le Regioni interessate all’attribuzione di ulteriori competenze.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.