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Immobili non residenziali, nel 2025 scambi in crescita del 4,9%

28/05/2026

Immobili non residenziali, nel 2025 scambi in crescita del 4,9%

Il mercato immobiliare non residenziale torna a crescere in Italia e supera quota 77mila compravendite tra uffici, negozi e immobili produttivi. A certificarlo è il Rapporto immobiliare 2026 realizzato dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate insieme ad Assilea, che fotografa un 2025 in espansione sia sul fronte degli scambi sia su quello del leasing immobiliare.

Secondo il report, il numero complessivo delle transazioni è aumentato del 4,9% rispetto all’anno precedente, con un valore stimato superiore ai 20 miliardi di euro. A trainare il mercato sono soprattutto i negozi, che registrano la crescita più consistente, mentre continua anche l’espansione del leasing immobiliare destinato alle imprese.

Negozi e uffici guidano la crescita del mercato

Il comparto commerciale è quello che mostra la dinamica più vivace. Nel 2025 le compravendite di negozi e laboratori hanno superato le 46mila unità, con un incremento del 7% rispetto al 2024 e un valore di scambio stimato in circa 8,5 miliardi di euro.

La crescita più marcata si registra nelle Isole, dove l’aumento raggiunge l’11%, seguite dal Nord Est (+9,2%) e dal Sud (+7,5%). Segno positivo anche per il Centro Italia (+6,3%) e per il Nord Ovest (+4,6%). Il patrimonio immobiliare censito nelle categorie catastali C/1 e C/3 resta stabile attorno ai 2,5 milioni di unità.

Andamento positivo anche per il settore degli uffici, che nel 2025 archivia oltre 14mila compravendite, in aumento del 3,2% rispetto all’anno precedente. Il valore complessivo stimato degli scambi raggiunge i 3,7 miliardi di euro.

La crescita è sostenuta soprattutto dalle regioni del Nord Ovest (+6,4%) e del Nord Est (+3,7%), mentre il Centro segna un incremento più contenuto (+1,1%). Negli archivi catastali risultano censite quasi 626mila unità della categoria A/10, con oltre la metà concentrate nel Nord Italia.

Capannoni e immobili produttivi in lieve aumento

Più moderata la crescita del comparto produttivo, che comprende capannoni e industrie. Il tasso medio nazionale sale dell’1%, con un valore di scambio superiore agli 8 miliardi di euro.

Il dato nazionale è sostenuto soprattutto dalle regioni del Centro e del Sud. In evidenza il Lazio e la Sardegna, entrambe con un aumento del 20,1%, e la Campania con un rialzo del 16,2%. In flessione invece le macroaree del Nord, dove si concentra comunque circa il 60% dello stock immobiliare produttivo italiano.

Complessivamente risultano censite oltre 846mila unità produttive appartenenti alle categorie catastali D/1 e D/7.

Leasing immobiliare oltre i 3,2 miliardi di euro

Continua intanto la crescita del leasing immobiliare non residenziale, strumento scelto soprattutto dalle piccole e medie imprese per la maggiore flessibilità rispetto al credito bancario tradizionale.

Nel 2025 sono stati stipulati 2.513 contratti per un valore superiore ai 3,2 miliardi di euro, con un incremento del 5,9% rispetto al 2024. Il leasing rappresenta così il 15,8% del valore complessivo delle compravendite stimate dall’Agenzia delle Entrate.

La domanda si concentra soprattutto sugli immobili produttivi di fascia alta, con operazioni superiori ai 2,5 milioni di euro, mentre cresce in maniera significativa il segmento degli immobili da costruire (+15,7%). Sul piano territoriale il Nord Ovest resta l’area più attiva, ma il dato che emerge dal rapporto riguarda il Sud Italia, dove il leasing immobiliare cresce del 34%.

Secondo il report, il comparto mantiene ancora ampi margini di espansione rispetto ad altri Paesi europei come Francia e Portogallo, dove l’incidenza del leasing immobiliare sul mercato risulta più elevata.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.