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Torino, truffa a un’anziana: tre arresti e oro recuperato

14/07/2026

Torino, truffa a un’anziana: tre arresti e oro recuperato

Tre uomini sono stati arrestati dalla Polizia di Stato con l’accusa di truffa aggravata in concorso dopo essere stati fermati a Torino con un borsello contenente numerosi gioielli in oro. Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile, i preziosi sarebbero stati sottratti poche ore prima a un’anziana residente a Brescia, convinta a consegnarli a un falso maresciallo dei Carabinieri con il pretesto di doverne verificare la provenienza.

L’auto fermata alla stazione Rebaudengo-Fossata

Gli agenti hanno intercettato un’automobile proveniente da Brescia con a bordo un cittadino brasiliano di 39 anni e due italiani di 20 e 22 anni. Il veicolo, osservato mentre effettuava ripetuti cambi di corsia nelle strade cittadine, ha attirato l’attenzione degli operatori ed è stato successivamente bloccato da una Volante nel parcheggio della stazione ferroviaria Rebaudengo-Fossata.

Durante la perquisizione, i poliziotti hanno trovato sotto il sedile anteriore un borsello pieno di monili d’oro. Nel corso del controllo, il trentanovenne avrebbe aperto improvvisamente la portiera nel tentativo di allontanarsi. Ne sarebbe nata una colluttazione durante la quale l’uomo avrebbe fatto cadere a terra e colpito alcuni agenti, prima di essere immobilizzato. Per questo episodio è stato denunciato anche per resistenza a pubblico ufficiale.

Gli investigatori della Squadra Mobile sono intervenuti per ricostruire la provenienza dei gioielli e gli spostamenti compiuti dai tre uomini. Gli accertamenti hanno condotto a una donna anziana residente a Brescia, vittima di un raggiro basato sul falso coinvolgimento del marito, morto da diversi anni, in una rapina ai danni di una gioielleria.

La telefonata del falso appartenente alle forze dell’ordine

Secondo l’ipotesi investigativa, la donna sarebbe stata contattata telefonicamente da uno dei componenti del gruppo, che si sarebbe presentato come appartenente alle forze dell’ordine. Durante la conversazione le sarebbe stato riferito che alcuni oggetti preziosi custoditi in casa potevano essere collegati a un’indagine riguardante il marito.

Per rendere credibile la storia, uno dei tre si sarebbe qualificato come maresciallo dei Carabinieri e avrebbe raggiunto l’abitazione dell’anziana. La vittima, convinta che fosse necessario controllare l’origine dei beni, gli avrebbe consegnato un borsello contenente tutti i propri monili d’oro. L’uomo si sarebbe poi ricongiunto con i complici, partendo verso Torino.

Il rapido collegamento tra il materiale trovato nell’auto e la segnalazione proveniente da Brescia ha consentito agli agenti di recuperare i preziosi e contestare ai tre indagati il reato di truffa aggravata commessa in concorso ai danni di una persona vulnerabile.

Hashish e schede SIM sequestrati durante le perquisizioni

Le verifiche sono proseguite nelle abitazioni degli arrestati. Presso l’indirizzo del ventenne sono stati rinvenuti altri gioielli in oro, la cui provenienza dovrà essere chiarita attraverso ulteriori accertamenti. Nel domicilio del ventiduenne, invece, gli agenti hanno sequestrato diverse schede SIM e circa 100 grammi di hashish.

Quest’ultimo è stato quindi denunciato anche per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Gli investigatori dovranno ora verificare se i monili recuperati siano riconducibili ad altri episodi analoghi e ricostruire eventuali ulteriori contatti telefonici effettuati attraverso le schede sequestrate.

La Polizia invita i cittadini a diffidare di chi chiede denaro o gioielli sostenendo di dover risolvere problemi giudiziari, pagare cauzioni o chiudere indagini. Le forze dell’ordine non richiedono la consegna di beni preziosi con queste modalità. In presenza di persone che si qualificano come agenti o militari è opportuno chiedere il tesserino e contattare immediatamente il Numero unico di emergenza 112 prima di consentire l’accesso all’abitazione.

I procedimenti sono nella fase delle indagini preliminari. Le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate nel corso del processo e per tutti vale la presunzione di innocenza fino a una sentenza definitiva.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to