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Torino, mostra sugli 80 anni dal primo voto delle donne

17/06/2026

Torino, mostra sugli 80 anni dal primo voto delle donne

Palazzo Civico ospita dal 17 al 27 giugno la mostra fotografica “Torino 1946 - 2026. Ottant’anni dal primo voto delle donne”, allestita nella rinnovata Sala Carpanini in occasione dell’80° anniversario del suffragio femminile in Italia. L’esposizione sarà inaugurata mercoledì 17 giugno alle 18.30, con la partecipazione della vicesindaca Michela Favaro, dell’assessore alle Pari Opportunità Jacopo Rosatelli, della consigliera della Città metropolitana Sonia Cambursano, della direttrice della Fondazione Vera Nocentini Marcella Filippa e del curatore Franco Senestro.

Dodici pannelli per raccontare il voto del 1946

La mostra ripropone, in una nuova veste legata all’anniversario, l’esposizione “Torino 1946 - 2016. Settant’anni dal primo voto delle donne”, già presentata dieci anni fa dalla Città metropolitana di Torino. Il percorso fotografico documenta uno dei passaggi più significativi della storia repubblicana: la partecipazione delle donne alle elezioni per l’Assemblea Costituente, al referendum istituzionale e alle consultazioni amministrative del 1946.

L’allestimento è composto da 12 pannelli in formato 70x100, sei verticali e sei orizzontali, pensati per essere facilmente itineranti e adattabili a spazi diversi. Gli scatti restituiscono il clima di una stagione politica e sociale nuova, nella quale il voto femminile non rappresentò soltanto il riconoscimento di un diritto, ma anche l’ingresso pieno delle donne nella vita pubblica del Paese.

Nei volti, nelle code ai seggi e nei dettagli delle immagini emerge l’entusiasmo di quel momento. La mostra punta proprio a rendere visibile il carattere concreto di una conquista che cambiò profondamente la cittadinanza italiana, aprendo una fase di partecipazione, emancipazione e responsabilità civile.

L’archivio La Bottega del Ciabattino e le immagini ritrovate

Il valore documentario dell’esposizione è legato al lavoro di Franco Senestro, custode e proprietario dell’archivio “La Bottega del Ciabattino”. La storia di queste fotografie inizia nel 1983, durante la liquidazione della storica redazione torinese della Gazzetta del Popolo, in corso Valdocco.

Senestro ha raccontato di aver chiesto di visionare l’archivio fotografico custodito nel solaio della redazione, mentre cercava materiali tipografici per l’attività del padre. In un armadio trovò sette scatole di negativi che non erano state notate dal curatore fallimentare. Quel materiale si rivelò un patrimonio prezioso, capace di documentare la vita di Torino tra il 1945 e il 1950.

Tra quei negativi comparivano cronaca, eventi politici e immagini storiche delle donne ai seggi il 2 giugno 1946. Senestro ha poi digitalizzato e catalogato l’archivio, dedicandolo alla memoria del padre, che nel 1942, nella sua bottega da ciabattino, aveva svolto attività di supporto alla Resistenza.

Dalla mostra al film di Paola Cortellesi

Le fotografie dell’archivio hanno trovato una nuova risonanza anche grazie alla collaborazione con la produzione del film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi. Le immagini esposte nella mostra del 2016 erano state viste dalla produzione, che cercava riferimenti visivi autentici per ricostruire l’atmosfera del 1946, le file ai seggi e i volti delle donne chiamate per la prima volta al voto.

Il contributo dell’archivio è stato rilevante per l’accuratezza storica della pellicola, tanto che il nome “Archivio La Bottega del Ciabattino” compare nei titoli di coda del film. Questo passaggio conferma la forza di un materiale fotografico capace di parlare sia alla ricerca storica sia al grande pubblico, collegando memoria locale e immaginario nazionale.

La vicesindaca Michela Favaro ha sottolineato che la Città di Torino ha accolto con convinzione la possibilità di ospitare una mostra in grado di ricostruire il clima nel quale prese forma un evento dalla forte valenza emancipativa. Secondo Favaro, l’ingresso delle donne nella vita pubblica attiva ha accompagnato il Paese verso una modernità fondata su impegno e civismo, una memoria che le immagini aiutano a non indebolire.

L’assessore Jacopo Rosatelli ha richiamato il valore di una conquista che ha cambiato la storia italiana, indicando nel voto femminile l’avvio di un percorso di cittadinanza piena e di partecipazione che ancora oggi richiede tutela e continuità. Sonia Cambursano ha ricordato il successo dell’iniziativa sul territorio metropolitano, con oltre 80 Comuni che ne hanno fatto richiesta, segno di una comunità interessata a mantenere viva la memoria dei diritti conquistati.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.