Torino, giovani industriali al Campus Onu su leadership e parità
19/06/2026
Il Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali Torino ha dedicato la propria assemblea annuale al tema della leadership inclusiva e del superamento del divario di genere nel lavoro e nell’impresa. L’appuntamento, intitolato “Tides. New leadership standards”, si è svolto al Campus Onu di Torino e ha messo al centro buone pratiche in materia di Diversity, Equity & Inclusion, imprenditoria femminile e partecipazione delle studentesse nei percorsi Stem.
Sandrone: una leadership fondata su inclusione e impatto
Nel suo intervento, il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali Torino, Federico Sandrone, ha spiegato il significato del titolo scelto per l’assemblea. La parola “tides”, maree, richiama l’idea di un cambiamento collettivo già in movimento, fatto di esperienze, modelli e pratiche che stanno contribuendo alla formazione di una nuova generazione di leader.
Secondo Sandrone, ai giovani imprenditori spetta la responsabilità di accelerare questo cambiamento, senza limitarsi a riprodurre modelli già conosciuti. La leadership indicata dall’assemblea è legata alla capacità di includere, innovare e investire nelle persone, nel merito, nella qualità, nella volontà e nella passione.
Il pomeriggio di lavori ha visto la partecipazione di figure del mondo imprenditoriale, finanziario, formativo e internazionale, tra cui Marie-Christine Oghly, presidente di Fcem, Elena Lavezzi, ceo di ZNext, Cristina Tumiatti, ceo di Sea Marconi e referente del tavolo Diversity Equity & Inclusion dell’Unione Industriali Torino, Martina Di Gioia, managing director e responsabile degli investimenti privati diretti di Samhita, e Paola Babos, direttrice aggiunta dell’International Training Center of the Ilo.
Studentesse Stem sottorappresentate nei percorsi imprenditoriali
Durante l’evento è stata presentata anche un’indagine del Centro per l’Imprenditorialità e l’Innovazione, realizzata in collaborazione con il Centro Studi di Genere del Politecnico di Torino. La ricerca, basata sui dati Guesss, ha analizzato le intenzioni imprenditoriali degli studenti e delle studentesse del sistema universitario torinese.
I dati mostrano un divario significativo. Solo il 29,3% delle donne del campione risulta iscritto a corsi Stem, contro il 60,4% degli uomini. Questa differenza si riflette anche nelle prospettive professionali: il 26,4% delle studentesse dichiara l’intenzione di fondare una nuova impresa, mentre tra gli studenti la quota sale al 40,4%.
Il divario diventa ancora più marcato all’interno delle discipline Stem, dove il 23,2% delle donne immagina un futuro da founder, contro il 39,4% degli uomini. Anche tra chi sta già cercando di avviare un’attività, la distanza resta ampia: le imprenditrici nascenti sono il 5,9% tra le donne, mentre tra gli uomini raggiungono il 14%.
Il nodo non è la capacità, ma il contesto
Un elemento rilevante della ricerca riguarda la percezione delle competenze. Le donne iscritte a percorsi Stem dichiarano livelli di fiducia superiori agli uomini in attività come individuare opportunità di business, creare nuovi prodotti, gestire l’innovazione, costruire reti professionali e guidare un gruppo di lavoro.
Il dato suggerisce che il freno non sia legato alla mancanza di capacità o motivazione individuale, ma alla percezione di un ambiente meno accessibile, meno incoraggiante o meno costruito attorno alle aspirazioni femminili. Per i Giovani Imprenditori, il tema non riguarda soltanto Torino, perché le barriere culturali e sistemiche sono presenti in molti contesti, ma proprio nel territorio torinese sono già stati sviluppati strumenti concreti di intervento.
Nel sistema confindustriale sono attivi oltre 20 progetti dedicati a questi temi, con il coinvolgimento di associazioni territoriali e di categoria da Nord a Sud. Anche l’Unione Industriali Torino lavora su questo fronte, in particolare attraverso il Tavolo Diversity Equity & Inclusion.
Imprese, scuola e istituzioni chiamate a collaborare
Sandrone ha sottolineato che parlare di divario di genere non rappresenta un elemento di debolezza, ma una responsabilità che riguarda l’intera società. Il tema, ha spiegato, deve essere affrontato a tutti i livelli, partendo dalla scuola e arrivando alle imprese, con il coinvolgimento delle istituzioni, delle associazioni datoriali, del mondo associativo e del Terzo Settore.
L’assemblea ha quindi proposto un racconto fondato su esempi positivi e pratiche già avviate, ma anche sulla necessità di costruire un impegno stabile. L’obiettivo indicato dai Giovani Imprenditori è promuovere una cultura della leadership capace di unire inclusione, responsabilità e impatto, trasformando la parità di opportunità in un criterio concreto di sviluppo per il sistema produttivo torinese.
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