Biogas e biomasse in Piemonte, nessun taglio ai PMG 2026
18/06/2026
Gli impianti agricoli alimentati a biogas e biomasse non subiranno riduzioni delle ore equivalenti riconosciute nel 2026 nell’ambito del meccanismo dei Prezzi Minimi Garantiti. La conferma arriva dagli esiti della stima diffusa il 16 giugno dal Gestore dei Servizi Energetici, elaborata in applicazione dell’articolo 5 del decreto-legge 21/2026, il cosiddetto Decreto Bollette, convertito con modificazioni dalla legge 49/2026.
Costi sotto soglia per biogas e biomasse
Secondo le valutazioni rese note dal GSE, il costo stimato per gli impianti a biomasse si attesta a 398,2 milioni di euro, a fronte di un tendenziale di spesa pari a 582,4 milioni. Per il biogas, invece, la stima è di 90 milioni di euro, contro un riferimento tendenziale di 160 milioni. Numeri che restano ampiamente al di sotto delle soglie previste dalla normativa e che evitano, per queste due tipologie di impianti, l’applicazione dei tagli temuti dagli operatori.
Diversa la situazione per gli impianti alimentati a bioliquidi. In questo caso il costo stimato totale per il 2026 raggiunge 1.040,8 milioni di euro, superando il tendenziale di spesa fissato a 700 milioni. Per questa categoria sono quindi previste decurtazioni alla produzione, secondo modalità operative che dovranno essere definite e comunicate dal Gestore.
Confagricoltura Piemonte: segnale positivo per le aziende
La decisione viene accolta con favore da Confagricoltura Piemonte. Il presidente Enrico Allasia, alla guida anche di Confagricoltura Cuneo, parla di una notizia positiva per le aziende agricole piemontesi che hanno investito in biogas e biomasse. Il settore, ha ricordato, ha attraversato una fase di forte incertezza mentre prendeva forma il quadro regolatorio, tra il decreto legge di febbraio, la conversione parlamentare e la delibera ARERA 174/2026.
Per Allasia, l’assenza di tagli consente agli imprenditori agricoli di continuare a programmare investimenti e innovazione, mantenendo operativi impianti che non rappresentano soltanto unità di generazione elettrica, ma parti integrate dei cicli produttivi delle aziende zootecniche e cerealicole. In questo contesto, il meccanismo dei Prezzi Minimi Garantiti viene considerato uno strumento utile a sostenere la continuità di strutture legate alla produzione agricola e alla gestione delle biomasse.
In Piemonte circa 250 impianti agricoli coinvolti
Il tema ha un peso rilevante per il territorio piemontese. Nella regione operano circa 250 impianti di biogas elettrico agricolo, collegati a una filiera che coinvolge quasi 3.000 aziende. La presenza è particolarmente significativa nelle province di Cuneo, Torino e Alessandria, dove molti impianti funzionano in regime di Prezzi Minimi Garantiti dopo la conclusione del periodo incentivante.
Il GSE procederà ora con un aggiornamento mensile delle stime, sulla base dei dati consuntivati nel corso del secondo semestre 2026. Le eventuali modalità operative di riduzione delle ore equivalenti saranno rese note soltanto per le tipologie di impianti nelle quali lo sforamento dovesse essere confermato.
Confagricoltura Piemonte annuncia che continuerà a seguire l’evoluzione del dossier, in attesa dei valori effettivi delle ore equivalenti e delle modalità di liquidazione. L’obiettivo indicato dall’organizzazione è tutelare le imprese agricole che hanno puntato sulla produzione di energia rinnovabile da biomasse agricole, considerata una componente strutturale del futuro produttivo regionale.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.