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Piemonte, licenziato il ddl sullo stato di emergenza regionale

03/06/2026

Piemonte, licenziato il ddl sullo stato di emergenza regionale

La quinta Commissione del Consiglio regionale del Piemonte ha licenziato a maggioranza il disegno di legge sulle disposizioni urgenti per la dichiarazione e la gestione dello stato di emergenza di rilievo regionale. Il testo, esaminato alla presenza dell’assessore Marco Gabusi e sotto la presidenza di Sergio Bartoli, passa ora all’esame dell’Aula. Il provvedimento nasce dalla necessità di rafforzare la capacità operativa della Regione davanti a eventi calamitosi che, per natura, intensità o estensione, non possono essere affrontati con gli strumenti ordinari.

Poteri straordinari in caso di eventi calamitosi

Il disegno di legge riconosce alla Giunta regionale e al presidente della Regione la possibilità di esercitare poteri straordinari e adottare procedure derogatorie quando sia necessario tutelare la pubblica incolumità. La norma definisce però anche limiti precisi: i poteri potranno essere esercitati entro un perimetro giuridico e temporale determinato, nel rispetto dei principi di proporzionalità, temporaneità e legittimità degli atti adottati.

La dichiarazione dello stato di emergenza regionale dovrà essere deliberata dalla Giunta su proposta del presidente, previa istruttoria delle strutture tecniche competenti, anche su richiesta degli enti locali. Il provvedimento dovrà individuare in modo puntuale l’ambito territoriale interessato, le prime misure urgenti da attivare e la struttura regionale incaricata del coordinamento operativo.

La durata massima dello stato di emergenza sarà di 12 mesi, con possibilità di proroga per un periodo non superiore ad altri 12 mesi. Un termine definito che punta a garantire efficacia nell’azione pubblica senza trasformare i poteri straordinari in strumenti permanenti.

Ordinanze di protezione civile e limiti alle deroghe

Al presidente della Regione viene attribuito il potere di adottare ordinanze di protezione civile, con possibilità di derogare alla normativa regionale vigente solo nei limiti della stretta necessità. Le ordinanze dovranno comunque rispettare i principi generali dell’ordinamento, la normativa statale e quella europea.

Spetterà sempre alla Giunta deliberare la cessazione dello stato di emergenza, assicurando la continuità degli interventi già avviati. Dopo la chiusura della fase emergenziale, le attività proseguiranno senza poteri derogatori attraverso i soggetti attuatori individuati.

Il testo passa ora all’esame dell’Aula

Il ddl attua le indicazioni del Codice della protezione civile e mira ad adeguare il quadro regionale alle esigenze concrete di gestione delle emergenze. Secondo l’impostazione del provvedimento, la nuova disciplina dovrebbe garantire maggiore tempestività operativa e una più efficiente capacità amministrativa nell’accesso agli strumenti finanziari disponibili, compresi quelli statali o sovranazionali.

Sono stati individuati anche i relatori: per la maggioranza Marina Bordese di Fratelli d’Italia e Mauro Fava di Forza Italia; per la minoranza Alberto Unia del Movimento 5 Stelle e Vittoria Nallo di Stati Uniti d’Europa. Con la dichiarazione di urgenza, la legge entrerà in vigore immediatamente dopo l’approvazione, così da rendere operativo il nuovo quadro normativo senza attese ulteriori. Il testo non prevede nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.