Economia, consumi e turismo sostengono la crescita tra nuove incertezze
09/06/2026
Consumi, occupazione e turismo continuano a sostenere l’economia italiana in una fase internazionale segnata da rallentamento, tensioni geopolitiche e nuove pressioni sui costi dell’energia. Il quadro emerge dall’analisi diffusa da Confcommercio, che legge l’andamento congiunturale dentro uno scenario globale più fragile, nel quale famiglie e imprese mostrano capacità di tenuta ma restano esposte agli effetti dell’instabilità esterna.
Il contesto internazionale pesa su energia e commercio
L’economia mondiale continua a muoversi in un clima di incertezza. Le prospettive più recenti dell’OCSE indicano per il 2026 un rallentamento dell’attività in molte economie avanzate, mentre il conflitto in Medio Oriente alimenta preoccupazioni sui mercati energetici e sulle catene di approvvigionamento. Il rischio principale riguarda l’aumento dei costi, con ricadute su consumi, investimenti e capacità produttiva delle imprese.
Anche nell’area euro il quadro resta disomogeneo. Secondo Eurostat, nel primo trimestre dell’anno il PIL dell’Eurozona ha segnato una lieve contrazione dello 0,2%, mentre l’occupazione è cresciuta dello 0,1%. Il mercato del lavoro continua quindi ad assorbire una parte delle difficoltà congiunturali, ma i consumi mostrano segnali di debolezza: il commercio al dettaglio europeo ha registrato una diminuzione dello 0,4% nei volumi di vendita.
Sul fronte produttivo, i prezzi alla produzione industriale restano in aumento, riflettendo l’impatto dei costi energetici e delle materie prime. Nel manifatturiero, l’indagine S&P Global PMI segnala una prosecuzione della crescita nell’Eurozona, ma con ritmi più contenuti rispetto ai mesi precedenti.
L’Italia cresce poco, ma mantiene una dinamica stabile
In questo scenario, l’economia italiana mostra una crescita moderata. Secondo le previsioni Istat, il PIL è atteso in aumento dello 0,7% sia nel 2026 sia nel 2027, dopo il +0,5% registrato nel 2025. La domanda interna resta il principale motore dell’espansione, mentre la domanda estera risente maggiormente dell’instabilità internazionale.
L’OCSE evidenzia come un nuovo shock energetico possa pesare sui consumi delle famiglie, sugli investimenti e sulle esportazioni, limitando il potenziale di crescita nel breve periodo. Indicazioni simili arrivano dall’indicatore €-coin della Banca d’Italia, diminuito a maggio per effetto della minore fiducia di famiglie e imprese e dell’indebolimento della domanda.
L’Osservatorio di Confcommercio Friuli Venezia Giulia, realizzato da Format Research, mostra un clima prudente tra le imprese: circa otto aziende su dieci temono gli effetti economici della crisi in Medio Oriente, soprattutto per l’aumento dei costi di fornitura e i primi segnali di crescita del costo del credito. Il sistema regionale mantiene però una capacità di tenuta superiore alla media italiana e una fiducia più alta rispetto al dato nazionale.
Domanda interna sostenuta da lavoro, spesa e turismo
Le prospettive elaborate dall’Ufficio Studi di Confcommercio indicano in occupazione, consumi e turismo i principali fattori di sostegno dell’attività economica. Il lavoro resta su livelli elevati e l’inflazione di fondo appare sotto controllo, due elementi che contribuiscono a preservare la capacità di spesa delle famiglie.
Il turismo continua a rappresentare una leva rilevante per numerosi comparti del terziario, alimentando aspettative moderatamente positive in vista della stagione estiva. Anche le vendite al dettaglio confermano una domanda presente, seppure più selettiva: ad aprile, secondo Istat, sono rimaste ferme in valore rispetto al mese precedente, con una lieve diminuzione dei volumi. Il dato segnala consumatori ancora attivi, ma più attenti ai prezzi.
Segnali di graduale stabilizzazione arrivano anche dalle costruzioni. L’indagine PMI del settore edile registra un rallentamento della contrazione dell’attività e dei nuovi ordini, insieme a una ripresa della fiducia sulle prospettive dei prossimi dodici mesi.
Produttività, giovani e distribuzione della ricchezza
Accanto ai dati congiunturali restano aperti alcuni nodi strutturali. Unioncamere richiama il legame tra presenza di giovani lavoratori e crescita della produttività, sottolineando il ruolo del ricambio generazionale nella competitività e nella trasformazione digitale delle imprese.
Sul piano sociale, il Misery Index Confcommercio registra a maggio un lieve aumento del disagio, pur rimanendo su livelli storicamente contenuti. I dati della Banca d’Italia indicano inoltre una crescita della ricchezza netta delle famiglie italiane, accompagnata però da una distribuzione ancora fortemente concentrata.
Il quadro che emerge è quindi quello di un’economia capace di resistere, ma non priva di fragilità. La domanda interna offre un sostegno importante, trainata da lavoro, consumi e turismo, mentre il contesto internazionale continua a rappresentare il principale fattore di rischio. Per imprese e territori, la sfida resta rafforzare produttività, competenze e capacità di investimento, mantenendo equilibrio tra crescita economica e coesione sociale.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to