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Ebola, autosegnalazione per chi rientra da Congo e Uganda

03/06/2026

Ebola, autosegnalazione per chi rientra da Congo e Uganda

Chi entra in Italia dopo essere stato nella Repubblica Democratica del Congo o in Uganda nei 21 giorni precedenti deve autosegnalarsi entro 24 ore dall’arrivo, anche se non presenta sintomi. La misura è prevista dall’ordinanza del Ministero della Salute del 29 maggio 2026, adottata dopo il focolaio di Malattia da Virus Ebola registrato in Africa centrale e causato dal virus Bundibugyo.

Obbligo per chi arriva da aree a rischio

Le nuove procedure di sorveglianza sanitaria riguardano tutte le persone che provengono direttamente o indirettamente dalla Repubblica Democratica del Congo o dall’Uganda, oppure che hanno soggiornato in questi Paesi nei 21 giorni precedenti l’ingresso sul territorio nazionale. L’obiettivo è garantire un monitoraggio rapido dei viaggiatori potenzialmente esposti e ridurre eventuali rischi per la salute pubblica.

L’autosegnalazione deve essere inviata al Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’ASL di residenza o domicilio. La comunicazione è richiesta anche in assenza di febbre, malessere o altri segnali compatibili con la malattia. La prevenzione si basa infatti sulla tempestività delle informazioni e sulla possibilità, per le autorità sanitarie, di valutare il livello di rischio caso per caso.

Per i cittadini residenti o domiciliati in Piemonte è necessario compilare e firmare il modulo di autosegnalazione, allegando copia di un documento di identità. Il modulo deve essere trasmesso il prima possibile e comunque entro 24 ore dall’arrivo in Italia agli indirizzi [email protected] e [email protected].

Valutazione sanitaria dopo la comunicazione

Dopo l’invio della segnalazione, il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica competente contatterà la persona interessata per raccogliere le informazioni necessarie, valutare l’eventuale esposizione e fornire indicazioni personalizzate sulla sorveglianza sanitaria.

La procedura consente di individuare rapidamente eventuali situazioni da seguire con maggiore attenzione, senza creare accessi impropri alle strutture sanitarie. Le autorità ricordano infatti che, in caso di comparsa di sintomi compatibili con Ebola entro 21 giorni dall’uscita da un’area interessata, non bisogna recarsi autonomamente in ospedale o in ambulatorio.

Cosa fare in caso di sintomi

Se dovessero comparire febbre o altri sintomi sospetti, la persona deve autoisolarsi immediatamente, evitando contatti con conviventi e altre persone. È poi necessario contattare il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica competente per territorio, il numero unico di emergenza 112/118 o il recapito indicato dall’autorità sanitaria.

Durante il contatto con gli operatori devono essere comunicati il viaggio effettuato, la data di rientro, le aree visitate e le eventuali esposizioni a rischio. La collaborazione dei viaggiatori diventa così parte essenziale del sistema di prevenzione, permettendo alle strutture sanitarie di intervenire con procedure adeguate e in sicurezza.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.