Carcere di Torino, appello sulla salute mentale dei detenuti
05/05/2026
La Garante regionale delle persone detenute, Monica Formaiano, interviene dopo il suicidio avvenuto ieri pomeriggio all’Istituto penitenziario Lorusso e Cutugno di Torino, esprimendo cordoglio ai familiari della persona deceduta e forte preoccupazione per un nuovo episodio che riporta al centro il tema della tutela della salute mentale in carcere.
Il cordoglio della Garante e la preoccupazione per il carcere
Formaiano ha parlato di un fatto doloroso che impone una riflessione immediata sulle condizioni di fragilità vissute da molte persone detenute, soprattutto nei contesti penitenziari più complessi. Il suo messaggio unisce la vicinanza alla famiglia colpita dal lutto alla richiesta di interventi più incisivi per individuare e seguire con maggiore attenzione i soggetti vulnerabili.
La Garante richiama la necessità di considerare la salute delle persone detenute come una priorità assoluta. In carcere, la privazione della libertà, l’isolamento, le difficoltà personali, le patologie psichiche e le situazioni sociali pregresse possono aggravare condizioni già delicate, rendendo indispensabile un sistema di ascolto, monitoraggio e presa in carico capace di intervenire prima che il disagio diventi emergenza.
Rafforzare i protocolli per le persone più fragili
Nel suo intervento, Formaiano rinnova l’appello a rafforzare i protocolli di monitoraggio delle situazioni di vulnerabilità. L’obiettivo è riconoscere tempestivamente i segnali di rischio, costruire percorsi di supporto più stabili e garantire una collaborazione efficace tra amministrazione penitenziaria, personale sanitario, operatori sociali e figure di garanzia.
La prevenzione, in questo ambito, non può essere affidata a interventi occasionali. Servono procedure chiare, personale adeguato, continuità nella valutazione dei casi e strumenti concreti per accompagnare le persone detenute che manifestano sofferenza psicologica. La tutela della salute mentale deve diventare parte integrante della sicurezza complessiva degli istituti, perché proteggere la vita e la dignità delle persone significa anche rendere più stabile e governabile l’ambiente carcerario.
Prevenzione, dignità e sicurezza come responsabilità comune
Secondo la Garante, intensificare la prevenzione e la tutela della salute mentale significa ridurre il rischio che tragedie simili possano ripetersi. La capacità di prevedere i fattori di rischio, afferma Formaiano, è anche una garanzia di sicurezza, oltre che un dovere nei confronti della vita e della dignità delle persone private della libertà.
L’episodio del Lorusso e Cutugno riporta quindi l’attenzione su un tema che riguarda l’intero sistema penitenziario: la necessità di riconoscere la sofferenza psichica come una condizione da intercettare, curare e accompagnare con strumenti adeguati. Il carcere, pur nella sua funzione detentiva, resta un luogo in cui lo Stato ha piena responsabilità sulla salute delle persone affidate alla sua custodia. Per questo l’appello della Garante chiede risposte concrete, monitoraggi più forti e un impegno stabile per evitare che la fragilità resti invisibile fino al momento più drammatico.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to