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Truffa a un’anziana tra Brescia e Torino, arrestati tre uomini

13/07/2026

Truffa a un’anziana tra Brescia e Torino, arrestati tre uomini

Tre uomini sono stati arrestati dalla Polizia di Stato con l’accusa di truffa aggravata in concorso ai danni di un’anziana residente a Brescia. A fermarli sono stati gli agenti della Squadra Mobile di Torino, dopo aver intercettato un’automobile rientrata nel capoluogo piemontese con a bordo un cittadino brasiliano di 39 anni e due italiani di 20 e 22 anni. Nel veicolo è stato trovato un borsello contenente numerosi monili d’oro, ritenuti il bottino del raggiro.

L’auto fermata nel parcheggio della stazione Rebaudengo

L’autovettura era stata notata mentre percorreva le strade di Torino effettuando frequenti e improvvisi cambi di corsia. Il comportamento del conducente ha attirato l’attenzione degli investigatori, che hanno seguito il mezzo fino al parcheggio della stazione ferroviaria Rebaudengo-Fossata, dove una Volante ha proceduto al controllo.

Durante la perquisizione dell’abitacolo, i poliziotti hanno scoperto sotto il sedile anteriore un borsello pieno di gioielli in oro. Secondo la ricostruzione della Polizia, il trentanovenne avrebbe quindi aperto la portiera tentando di allontanarsi. Nel corso della colluttazione avrebbe fatto cadere a terra gli agenti, colpendoli e opponendo resistenza prima di essere bloccato. Per questo episodio è stato denunciato anche per resistenza a pubblico ufficiale.

La telefonata alla vittima e il falso maresciallo

Gli accertamenti svolti dalla Squadra Mobile torinese hanno permesso di collegare i tre fermati a una truffa avvenuta poco prima a Brescia. La vittima, una donna anziana, sarebbe stata contattata telefonicamente da persone che si erano presentate come appartenenti alle Forze dell’Ordine.

Nel corso della chiamata, alla donna sarebbe stato raccontato che il marito, deceduto da diversi anni, risultava coinvolto in una rapina commessa ai danni di una gioielleria. Per chiarire la provenienza dei preziosi presenti nell’abitazione, uno dei sospettati, qualificatosi come maresciallo dei Carabinieri, avrebbe annunciato l’arrivo di un incaricato.

Poco dopo, un uomo si sarebbe presentato a casa della vittima e avrebbe ritirato un borsello contenente tutti i monili d’oro disponibili. Terminata la consegna, il presunto complice avrebbe raggiunto gli altri due uomini, ripartendo in direzione di Torino. Il materiale recuperato nell’automobile è stato sequestrato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Hashish e schede SIM trovati durante le perquisizioni

Le verifiche sono proseguite nelle abitazioni dei tre indagati. Presso l’indirizzo riconducibile al ventenne sono stati rinvenuti altri oggetti in oro, sui quali sono in corso ulteriori accertamenti per stabilirne la provenienza.

Nell’abitazione del ventiduenne, gli agenti hanno invece sequestrato diverse schede SIM e circa 100 grammi di hashish. Il giovane è stato denunciato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

La Polizia invita i cittadini, con particolare attenzione alle persone anziane, a diffidare di chi richiede denaro o gioielli sostenendo di dover chiudere un’indagine oppure pagare una cauzione. Le Forze dell’Ordine non ritirano preziosi nelle abitazioni e non chiedono versamenti con queste modalità. Chi si presenta come appartenente a un corpo di polizia deve esibire il tesserino di riconoscimento; in caso di sospetto è necessario contattare immediatamente il Numero unico di emergenza 112 prima di aprire la porta o consegnare beni.

I procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari. Per tutte le persone coinvolte resta valida la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.