Torino, CPR: meno della metà dei trattenuti viene rimpatriata
21/09/2026
Meno del 50% delle persone trattenute nel CPR di corso Brunelleschi a Torino viene effettivamente rimpatriato. È uno dei dati illustrati da Guido Giustetto, rappresentante del Comune nella Commissione di vigilanza istituita dalla Prefettura, durante una riunione congiunta delle Commissioni consiliari Legalità, Servizi sociali e Contrasto ai fenomeni di intolleranza e razzismo. La relazione ha affrontato anche le condizioni sanitarie e strutturali del centro, sulla base dell’attività di controllo svolta a partire dall’aprile 2025.
Dodici ispezioni nel CPR dall’aprile 2025
La Commissione di vigilanza ha iniziato la propria attività il 17 aprile 2025. Da allora sono state effettuate dodici ispezioni, con una frequenza media indicata in circa una ogni quaranta giorni, oltre a cinque incontri di coordinamento organizzati in Prefettura per verificare l’adeguamento della gestione agli standard previsti.
L’attività dell’organismo riguarda sicurezza, condizioni igieniche, tutela della salute fisica e psicologica dei trattenuti e rispetto degli obblighi contrattuali da parte dell’ente gestore. Durante la presentazione, Giustetto ha riferito diverse criticità e ha indicato nel tasso di rimpatrio inferiore al 50% uno degli elementi da considerare nella valutazione dell’efficacia del sistema.
Tra le situazioni richiamate nella relazione figurano anche quelle di persone provenienti dal carcere che, terminata la pena, vengono trasferite nel CPR. Giustetto ha sostenuto che una verifica anticipata della posizione amministrativa durante il periodo di detenzione potrebbe evitare alcuni di questi passaggi e le conseguenze che, secondo quanto riferito, possono derivarne sul piano psicologico.
Richieste valutazioni sanitarie più approfondite
Una parte significativa della relazione ha riguardato le procedure utilizzate per certificare l’idoneità alla permanenza nel centro. Secondo Giustetto, le visite effettuate all’ingresso tenderebbero a concentrarsi prevalentemente sulla presenza di malattie infettive o patologie acute.
La proposta presentata durante la seduta prevede invece valutazioni collegiali con psichiatri, internisti e mediatori culturali, in modo da considerare anche condizioni pregresse, salute mentale e capacità della persona di sostenere la permanenza nella struttura.
Giustetto ha inoltre riferito di episodi di autolesionismo riscontrati durante l’attività di vigilanza, compresi casi particolarmente gravi di ingestione di oggetti. Si tratta di elementi citati nella relazione per richiamare l’attenzione sulle condizioni psicologiche di alcune persone ospitate nel centro.
Berardinelli: criticità nell’assistenza e nella presa in carico
Nel corso della Commissione è intervenuta anche la Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, Diletta Berardinelli, che ha segnalato problemi nell’assistenza sanitaria e nelle valutazioni effettuate prima dell’ingresso.
Tra le carenze indicate figurano la disponibilità della documentazione clinica e dei mediatori interculturali, considerati necessari nella gestione di persone con patologie complesse, disturbi psichiatrici o epilessia. Berardinelli ha richiamato inoltre le difficoltà collegate ai trasferimenti, alle procedure sui permessi di soggiorno e alla continuità dell’assistenza sociale dopo eventuali dimissioni per inidoneità.
Il confronto politico nelle Commissioni comunali
Il presidente della Commissione, Luca Pidello, ha richiamato durante la seduta la posizione contraria ai CPR espressa dal Consiglio comunale di Torino attraverso precedenti atti. L’assessore al Welfare Jacopo Rosatelli ha precisato che la partecipazione di un rappresentante della Città all’organismo prefettizio viene considerata dall’amministrazione uno strumento di verifica delle condizioni e dei diritti delle persone trattenute, distinguendola dalla valutazione politica sul modello dei centri.
La relazione presentata alle Commissioni porta quindi all’attenzione del Consiglio comunale dati sull’attività di vigilanza, sulle procedure sanitarie e sugli esiti dei trattenimenti, elementi destinati a essere utilizzati nel confronto istituzionale sulla gestione del CPR di corso Brunelleschi.
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