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Torino, anziano rapinato in via Cassini: un uomo in carcere

08/10/2026

Torino, anziano rapinato in via Cassini: un uomo in carcere

Un uomo è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per una violenta rapina ai danni di un anziano, avvenuta il 30 luglio 2026 in via Cassini, a Torino. Il provvedimento è stato eseguito il 24 settembre dagli agenti della Polizia di Stato, che hanno individuato il sospettato nei pressi della stazione ferroviaria di Chivasso. Secondo la ricostruzione investigativa, l'aggressore avrebbe avvicinato la vittima con il pretesto di chiedere l'elemosina, per poi stringerle una cintura intorno al collo e strapparle due collane d'oro. L'uomo, cittadino marocchino già noto alle forze dell'ordine, è gravemente indiziato di rapina aggravata e lesioni personali.

Rapina in via Cassini, anziano aggredito dopo essere uscito di casa

L'episodio risale al pomeriggio del 30 luglio, quando un uomo anziano è stato avvicinato in strada poco dopo aver lasciato la propria abitazione.

Secondo quanto riferito dalla vittima agli agenti intervenuti, uno sconosciuto si sarebbe avvicinato chiedendo del denaro. La richiesta di elemosina sarebbe stata utilizzata come pretesto per ridurre la distanza e sorprendere l'anziano.

A quel punto, l'aggressore gli avrebbe avvolto una cintura da uomo intorno al collo, esercitando una stretta e impossessandosi con violenza delle due collane d'oro che indossava.

Dopo la segnalazione della rapina, sul posto è intervenuto personale dell'Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Torino, che ha raccolto le prime informazioni sull'accaduto.

L'anziano ha dichiarato fin dall'inizio di essere in grado di riconoscere il responsabile dell'aggressione. Successivamente si è presentato negli uffici della Squadra Mobile per formalizzare la denuncia.

Le indagini della Squadra Mobile e l'identificazione del sospettato

Gli investigatori della Squadra Mobile hanno avviato gli accertamenti sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Torino, ricostruendo le circostanze della rapina e raccogliendo elementi utili all'individuazione del presunto autore.

Le dichiarazioni della vittima e le ulteriori risultanze investigative hanno consentito di concentrare l'attenzione su un uomo già conosciuto dalle forze di polizia e con numerosi precedenti.

Secondo la ricostruzione della Questura, gli elementi raccolti hanno delineato un quadro indiziario ritenuto grave, preciso e concordante nei confronti dell'indagato.

Un aspetto valutato dagli investigatori riguarda le modalità dell'aggressione. L'utilizzo di una cintura per stringere il collo della vittima è stato considerato particolarmente significativo per la violenza della condotta contestata.

Gli inquirenti hanno inoltre richiamato la vulnerabilità della persona offesa e il rischio di reiterazione di episodi analoghi, elementi successivamente sottoposti alla valutazione dell'autorità giudiziaria.

Arresto a Chivasso, il sospettato trasferito nel carcere di Torino

Il provvedimento cautelare è stato eseguito nel pomeriggio del 24 settembre 2026, quando le pattuglie della Polizia di Stato denominate “Falco” hanno individuato il sospettato nei pressi della stazione ferroviaria di Chivasso.

Gli agenti hanno dato esecuzione all'ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino, su richiesta dell'autorità giudiziaria procedente.

Il provvedimento dispone la custodia cautelare in carcere per le ipotesi di reato di rapina aggravata e lesioni personali, contestate in relazione all'episodio avvenuto a luglio.

Terminate le formalità previste, l'uomo è stato accompagnato alla Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino, dove si trova a disposizione dell'autorità giudiziaria competente.

Dell'esecuzione della misura sono stati informati il difensore di fiducia dell'indagato e le autorità consolari competenti, secondo le procedure previste.

Custodia cautelare per rapina aggravata e lesioni personali

La decisione del giudice per le indagini preliminari è arrivata dopo l'esame del materiale raccolto dagli investigatori della Squadra Mobile nel corso degli accertamenti.

L'autorità giudiziaria ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza ed esigenze cautelari tali da giustificare la custodia in carcere.

La misura tiene conto, secondo quanto comunicato dalla Questura, della gravità delle modalità dell'aggressione e del rischio che possano essere commessi ulteriori reati della stessa natura.

L'episodio ha avuto come vittima una persona anziana, affrontata in strada e privata di due oggetti preziosi attraverso una condotta violenta. La ricostruzione dei fatti rimane tuttavia oggetto del procedimento penale ancora in corso.

Le indagini si trovano nella fase preliminare e la posizione dell'uomo non è stata definita da una sentenza di condanna.

La custodia cautelare costituisce infatti una misura disposta durante il procedimento per rispondere a specifiche esigenze individuate dal giudice, senza anticipare un accertamento definitivo della responsabilità penale.

Per l'indagato resta valida la presunzione di innocenza fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna. Gli ulteriori sviluppi del procedimento saranno affidati alle valutazioni dell'autorità giudiziaria torinese.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.