Piemonte, stop al blocco Euro 5: via libera in Commissione
16/07/2026
La quinta Commissione del Consiglio regionale del Piemonte ha approvato a maggioranza l’aggiornamento del Piano per la qualità dell’aria, che sostituisce il blocco dei veicoli diesel Euro 5 previsto da ottobre 2026 con un insieme di interventi destinati a garantire una riduzione equivalente delle emissioni. Nella stessa seduta è stata licenziata anche una proposta per sperimentare nuove modalità di gestione degli abbruciamenti di sfalci, potature e altri residui vegetali.
I due provvedimenti, esaminati dalla Commissione presieduta da Sergio Bartoli, intervengono su mobilità, riscaldamento, agricoltura e pratiche rurali. L’obiettivo della Regione è rispettare i limiti ambientali senza applicare un divieto generalizzato alla circolazione delle auto diesel Euro 5, misura che avrebbe coinvolto numerosi cittadini e attività economiche.
Il blocco dei diesel sostituito da misure alternative
Il nuovo Piano regionale prevede incentivi per favorire l’impiego dei biocarburanti Hvo, combustibili ottenuti da materie prime rinnovabili e utilizzabili su veicoli diesel compatibili. Le agevolazioni riguarderanno sia il trasporto pubblico sia le automobili Euro 5 ed Euro 6.
La strategia comprende inoltre investimenti nella mobilità sostenibile, con interventi destinati a ridurre il traffico privato e migliorare gli spostamenti attraverso mezzi pubblici e soluzioni a minore impatto ambientale. Il pacchetto dovrà produrre risultati comparabili a quelli attesi con la limitazione della circolazione.
La proposta regionale punta dunque a intervenire sulle fonti emissive attraverso più strumenti, evitando di concentrare l’intero peso della riduzione degli inquinanti sugli automobilisti proprietari di veicoli Euro 5.
Filtri, superfici fotocatalitiche e intelligenza artificiale
Tra le misure inserite nell’aggiornamento figurano sistemi innovativi per il filtraggio dell’aria e l’utilizzo di rivestimenti fotocatalitici. Questi materiali sono progettati per favorire la degradazione di alcune sostanze inquinanti presenti nell’ambiente urbano quando vengono esposti alla luce.
Il Piano contempla anche tecnologie basate sull’intelligenza artificiale per la gestione del traffico. I sistemi potranno analizzare flussi, congestioni e condizioni della rete stradale, aiutando le amministrazioni a regolare la mobilità e a limitare le emissioni prodotte nelle aree più trafficate.
Gli interventi non riguarderanno soltanto i trasporti. Sono previste azioni sugli impianti di riscaldamento e sugli edifici, insieme a misure rivolte agli allevamenti, settore che contribuisce alla formazione di alcune sostanze responsabili dell’inquinamento atmosferico.
Arpa registra un calo degli inquinanti in Piemonte
Presentando il provvedimento nella seduta precedente, l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati aveva richiamato i dati elaborati da Arpa Piemonte. Nel 2025, per la prima volta, il biossido di azoto avrebbe rispettato il limite medio annuale in tutto il territorio regionale.
Anche le concentrazioni di particolato risultano in diminuzione. Questi risultati sono stati utilizzati dalla Giunta per sostenere la possibilità di adottare un piano alternativo al blocco dei diesel, mantenendo comunque gli impegni necessari per il miglioramento della qualità dell’aria.
Il monitoraggio resterà centrale nella fase di attuazione. Le misure dovranno infatti essere verificate attraverso dati sulle emissioni, sulle concentrazioni degli inquinanti e sull’effettivo utilizzo degli incentivi messi a disposizione.
Abbruciamenti, parte la sperimentazione regionale
La Commissione ha approvato anche l’avvio di una sperimentazione sulle limitazioni agli abbruciamenti dei residui vegetali. La proposta riguarda soprattutto sfalci e potature prodotti nelle attività agricole e nella manutenzione delle aree verdi.
Le eventuali deroghe potranno essere autorizzate esclusivamente in presenza di condizioni meteorologiche considerate favorevoli. Le valutazioni saranno effettuate sulla base dei bollettini previsionali diffusi da Arpa Piemonte, che dovranno indicare situazioni compatibili con una limitata dispersione degli inquinanti.
Resteranno pienamente applicabili le norme relative alla tutela della salute, alla qualità dell’aria e alla prevenzione degli incendi boschivi. La sperimentazione non introdurrà quindi una libertà generale di combustione, ma una possibile rimodulazione delle regole entro condizioni definite e controllate.
I risultati potranno modificare la zonizzazione
Al termine del periodo di prova, la Regione analizzerà gli effetti prodotti dalle deroghe e valuterà se aggiornare il Piano per la qualità dell’aria. L’esame potrà portare anche a una revisione della zonizzazione, distinguendo con maggiore precisione i territori in base alle condizioni ambientali, meteorologiche e alla concentrazione degli inquinanti.
Durante il confronto in Commissione sono intervenuti Marina Bordese e Roberto Ravello di Fratelli d’Italia, Alice Ravinale di Alleanza Verdi Sinistra, Gianna Pentenero del Partito democratico e Alberto Unia del Movimento 5 Stelle, che hanno chiesto chiarimenti sugli effetti delle nuove misure e sulle modalità di applicazione.
Dopo il voto in Commissione, le proposte proseguiranno il loro percorso istituzionale. L’attuazione concreta dipenderà dall’approvazione definitiva degli atti, dalla definizione degli incentivi e dalla verifica periodica dei risultati ottenuti sul fronte delle emissioni.
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