Piemonte, sanità: 4.200 dipendenti in più dal 2019
21/07/2026
Il personale della sanità pubblica piemontese è passato da 55.000 a 59.200 dipendenti tra il 2019 e il 2026, con un incremento complessivo di 4.200 unità tra lavoratori del comparto e dirigenti. Il dato è stato illustrato dall’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, durante un’informativa in Quarta Commissione, presieduta da Luigi Icardi, dedicata alle recenti indicazioni operative trasmesse alle aziende sanitarie del Piemonte.
Alle aziende chiesta una mappa completa del personale
Secondo quanto riferito dall’assessore, l’aumento dell’organico è stato certificato dall’Osservatorio regionale sul personale, organismo al quale partecipano tutte le sigle sindacali. Per la Regione, i numeri dimostrano l’impegno assunto nel rafforzamento del servizio sanitario pubblico e costituiscono il punto di partenza per una nuova fase di programmazione delle assunzioni.
La nota inviata ai direttori generali delle aziende sanitarie richiede una ricognizione dettagliata della situazione esistente. Il monitoraggio dovrà indicare il numero dei dipendenti presenti nelle singole strutture, le competenze professionali disponibili, le mansioni assegnate e la distribuzione degli operatori nei diversi servizi territoriali e ospedalieri.
L’obiettivo dichiarato è individuare eventuali carenze, sovrapposizioni o squilibri organizzativi, così da programmare gli inserimenti sulla base delle esigenze effettive dei pazienti e dei territori. Riboldi ha escluso che l’iniziativa rappresenti un blocco delle assunzioni, precisando che la ricognizione dovrà precedere un piano di reclutamento mirato.
La riorganizzazione coinvolge 170 nuovi punti sanitari
Il censimento del personale si inserisce nella trasformazione della rete sanitaria regionale, che ha portato all’attivazione di 170 nuovi punti di erogazione. La riorganizzazione comprende Centrali operative territoriali, Case della Comunità e Ospedali di Comunità, strutture chiamate a rafforzare l’assistenza di prossimità e a ridurre la pressione sui presidi ospedalieri.
L’apertura dei nuovi servizi rende necessario verificare quanti professionisti siano disponibili e dove siano attualmente impiegati. La Regione intende quindi collegare le future assunzioni alla distribuzione delle attività, alle necessità delle singole aziende e alle caratteristiche demografiche e sanitarie delle diverse aree del Piemonte.
Secondo l’impostazione presentata in Commissione, ogni nuova autorizzazione dovrà rispondere a una carenza documentata. L’attenzione sarà rivolta sia al numero degli operatori sia ai profili professionali richiesti, con particolare riferimento ai servizi territoriali avviati attraverso la nuova organizzazione sanitaria.
Le opposizioni chiedono chiarimenti sul monitoraggio
Nel corso della seduta, diversi consiglieri di opposizione hanno espresso dubbi sulle tempistiche della ricognizione, sui criteri utilizzati per determinare il fabbisogno e sulle possibili conseguenze per le procedure di assunzione già programmate dalle aziende sanitarie.
Sono intervenuti Daniele Valle, Domenico Rossi, Gianna Pentenero e Domenico Ravetti del Partito Democratico, Alice Ravinale di Alleanza Verdi e Sinistra, Sarah Disabato e Pasquale Coluccio del Movimento 5 Stelle. Domande sono state poste anche da Paola Antonetto di Fratelli d’Italia.
Il confronto proseguirà sulla base dei dati che saranno trasmessi dalle aziende sanitarie. La ricognizione dovrà fornire alla Regione un quadro aggiornato degli organici e consentire di definire le prossime autorizzazioni, tenendo insieme assunzioni, competenze professionali e distribuzione del personale nei nuovi presidi territoriali.
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