Piemonte, imprese culturali chiedono fondi e meno burocrazia
15/10/2026
Il Comitato Emergenza Cultura ha chiesto alla Regione Piemonte interventi per sostenere le imprese culturali, ridurre gli ostacoli burocratici e garantire una distribuzione più equilibrata delle attività culturali sul territorio. Le richieste sono state presentate durante un’audizione congiunta delle Commissioni Cultura e Lavoro del Consiglio regionale, presiedute rispettivamente da Paola Antonetto e dalla vicepresidente Monica Canalis. Al centro del confronto, le difficoltà economiche e organizzative degli operatori, i tempi di erogazione dei finanziamenti pubblici e la necessità di rendere operativi gli strumenti di dialogo tra istituzioni e settore culturale.
Il Comitato Emergenza Cultura chiede Tavoli regionali operativi
Fondato nel 2010, il Comitato Emergenza Cultura riunisce circa 60 realtà del settore piemontese e rappresenta una rete di operatori impegnati nella tutela delle attività culturali e delle condizioni di lavoro.
Il presidente Alessandro Gaido ha descritto una situazione di forte difficoltà, chiedendo ai consiglieri regionali di utilizzare con maggiore efficacia due strumenti già previsti nel confronto istituzionale: il Tavolo tecnico e il Tavolo generale della Cultura.
Il primo dovrebbe contribuire a semplificare le procedure amministrative che interessano associazioni, imprese e organizzazioni culturali. Il secondo avrebbe invece il compito di favorire un confronto continuativo sulle politiche regionali, coinvolgendo direttamente gli operatori e i rappresentanti eletti.
Federico Toso ha insistito sulla necessità di trasformare questi organismi in sedi effettive di discussione e proposta. Tra gli appuntamenti richiamati figura il Tavolo previsto per il 16 novembre, considerato un'occasione per affrontare questioni ancora aperte, tra cui le modalità di assegnazione dei contributi e il precariato nel lavoro creativo.
La richiesta avanzata dal Comitato riguarda anche la regolarità delle convocazioni, che dovrebbero seguire un calendario definito per consentire agli operatori di programmare la propria partecipazione.
Il peso economico della cultura in Piemonte: imprese e occupazione
Durante l’audizione, Wanda Cremona ha richiamato il valore economico della filiera culturale piemontese, sostenendo la necessità di riconoscere piena dignità professionale alle imprese e ai lavoratori del comparto.
Secondo i dati illustrati dalla rappresentante del Comitato, ogni euro investito nella filiera culturale ne attiverebbe 1,7 nei settori collegati. Il comparto avrebbe inoltre contribuito per il 6,2% al Pil regionale nel 2025, collocando il Piemonte al terzo posto nazionale, dopo Lazio e Lombardia.
Un altro elemento evidenziato riguarda l’occupazione. Nel sistema produttivo culturale e creativo, composto da 21.284 imprese secondo i dati citati durante l’incontro, gli addetti sarebbero passati da 69.800 nel 2021 a 74.000 nel 2024.
Per i rappresentanti del Comitato, questi numeri dimostrano che il sostegno alla cultura deve essere considerato nell’ambito delle politiche di sviluppo economico e occupazionale, tenendo conto delle ricadute sulle attività collegate e sulle comunità locali.
Finanziamenti e legge regionale 11/2018 al centro del confronto
Nel corso della seduta sono intervenuti diversi consiglieri regionali, chiedendo approfondimenti sulle proposte presentate. Per il Partito Democratico hanno preso la parola Daniele Valle, Monica Canalis, Laura Pompeo ed Emanuela Verzella.
Rispondendo a una domanda di Valle, Alessandro Gaido ha proposto una modifica della legge regionale 11/2018, dedicata alle disposizioni coordinate in materia di cultura. L’obiettivo è consentire la convocazione dei Tavoli della Cultura anche su iniziativa di soggetti diversi dalla Giunta regionale, ampliando le possibilità di confronto istituzionale.
Un altro tema riguarda l'accesso alle risorse economiche. Nel confronto con Silvio Magliano, della Lista Cirio, Gaido ha richiamato la misura regionale Rafforza cultura, evidenziandone il ruolo nel facilitare l’accesso al credito.
Il Comitato ha chiesto inoltre procedure amministrative più snelle, soprattutto per le organizzazioni di dimensioni ridotte, che incontrano maggiori difficoltà nella gestione degli adempimenti richiesti.
La proposta prevede di accelerare le verifiche e la liquidazione dei contributi, mantenendo i controlli necessari sulla corretta destinazione delle risorse pubbliche.
Editoria locale e cultura nelle aree periferiche
Nel dibattito è emersa anche la questione della diffusione culturale nei territori meno centrali del Piemonte. Rispondendo al consigliere Carlo Riva Vercellotti, di Fratelli d’Italia, Wanda Cremona ha evidenziato il ruolo dell’editoria locale nella valorizzazione della storia e dell’identità delle comunità.
Secondo la rappresentante del Comitato, gli interventi regionali a favore delle librerie, degli editori e della promozione della lettura possono contribuire a rafforzare l’accesso alla cultura, con particolare attenzione alle aree marginali.
In risposta a Sarah Disabato, del Movimento 5 Stelle, Federico Toso ha infine ribadito la richiesta di convocare periodicamente i Tavoli della Cultura, attraverso una programmazione stabile e conosciuta dagli operatori.
Le questioni sollevate durante l’audizione restano ora al centro del confronto tra il Comitato Emergenza Cultura e le istituzioni regionali, con particolare attenzione al prossimo appuntamento del 16 novembre e alle possibili modifiche degli strumenti di partecipazione e sostegno al comparto.
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