Novara, la Festa dell’Aria coinvolge 400 studenti tra educazione e consapevolezza ambientale
16/04/2026
Novara ha ospitato la terza edizione della Festa dell’Aria, appuntamento conclusivo del progetto educativo Noi e l’Aria: Agiamo insieme per un’aria più pulita!, che nell’anno scolastico 2025-2026 ha coinvolto le scuole cittadine in un lavoro articolato e concreto su uno dei temi ambientali più delicati della vita contemporanea. La giornata, che si è svolta il 15 aprile, ha portato al centro circa 400 alunne e alunni delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, protagonisti di un’esperienza che ha unito conoscenza scientifica, creatività e cittadinanza attiva.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Comune di Novara e con le scuole della rete ambientale cittadina, conferma la solidità di un modello che cresce di anno in anno e che, dopo le precedenti tappe di Torino e Settimo Torinese, trova nella città piemontese un’ulteriore prova della propria efficacia. Il progetto non si è limitato a una sequenza di attività divulgative, ma ha costruito un percorso vero, fondato sulla formazione dei docenti e sulla trasmissione di strumenti utili per affrontare in classe il tema della qualità dell’aria, delle fonti inquinanti, delle ricadute sulla salute e delle possibili azioni di mitigazione.
Una giornata diffusa tra scuola, parco e laboratori
La Festa dell’Aria si è articolata in diversi luoghi simbolici della città, dalla scuola Duca d’Aosta al Parco Golgi fino al Dipartimento Nord Est di Arpa Piemonte, trasformando questi spazi in un laboratorio urbano dedicato alla consapevolezza ambientale. La partecipazione studentesca ha dato forma a una mattinata intensa, costruita attraverso attività esperienziali, momenti artistici e proposte laboratoriali pensate per rendere accessibili temi spesso percepiti come tecnici o lontani.
Tra gli elementi più significativi dell’edizione 2026 c’è stata la mostra Le parole dell’aria, allestita da Arpa Piemonte con elaborati e materiali prodotti dalle classi coinvolte nelle diverse edizioni del progetto, arricchita dai contributi realizzati dagli studenti novaresi. È un dettaglio che conta, perché restituisce il senso più autentico dell’iniziativa: non una lezione calata dall’alto, ma una costruzione condivisa, in cui i ragazzi diventano interpreti e narratori del tema ambientale.
Molto importante anche la visita guidata alla centralina di rilevamento del Dipartimento Piemonte Nord Est, che ha permesso agli studenti di osservare da vicino gli strumenti e i metodi utilizzati per controllare gli inquinanti atmosferici. In questo passaggio si coglie bene il valore del progetto: collegare il sapere scolastico alla realtà, mostrando che dietro parole come PM10, biossido di azoto o ozono esistono dati, misurazioni, osservazioni continue e responsabilità pubbliche molto precise.
Qualità dell’aria e formazione: un percorso che parla al territorio
La Festa dell’Aria non si esaurisce nel suo momento conclusivo, perché porta con sé un messaggio più ampio che riguarda il rapporto tra educazione e territorio. Arpa Piemonte, attraverso il monitoraggio continuo degli inquinanti e la validazione dei dati, svolge un ruolo essenziale non soltanto sul piano tecnico, ma anche su quello civico, rendendo accessibili informazioni che aiutano istituzioni e cittadini a comprendere meglio ciò che accade nelle aree urbane della pianura padana.
A Novara, come in molte altre città del Nord Italia, il quadro della qualità dell’aria resta legato a dinamiche ben note: superamenti episodici dei limiti giornalieri di PM10 nei mesi più freddi, livelli di biossido di azoto strettamente connessi al traffico veicolare e concentrazioni di ozono più elevate nella stagione estiva. Portare questi temi dentro le scuole, farli diventare oggetto di studio, discussione e attività creative, significa lavorare in profondità su una cultura ambientale che non si riduca a slogan ma diventi capacità di leggere la realtà.
È proprio qui che l’iniziativa acquista il suo significato più pieno. La Festa dell’Aria ha restituito alla città il risultato di un lavoro collettivo che mette insieme scienza, educazione e partecipazione, riconoscendo nell’aria un bene comune da conoscere, proteggere e rispettare. Coinvolgere le nuove generazioni su questi temi non è un gesto simbolico, ma una scelta necessaria, perché la qualità dell’ambiente passa anche dalla qualità dello sguardo con cui si impara ad abitarlo.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to