Torino, anziani raggirati con la truffa del finto Carabiniere: nuova misura cautelare in carcere
20/04/2026
La vulnerabilità delle persone anziane continua a essere uno dei punti più esposti dell’azione criminale, soprattutto quando il raggiro si costruisce attraverso l’uso di figure istituzionali capaci di generare fiducia immediata e disorientamento. A Torino, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino italiano, gravemente indiziato di avere messo in atto una serie di reati predatori contro ultrasessantacinquenni, utilizzando un meccanismo ormai noto ma ancora estremamente efficace: quello del cosiddetto finto Carabiniere.
Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino, arriva al termine di un’attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile, che ha ricostruito episodi di tentata rapina impropria, furto aggravato in abitazione e indebito utilizzo di carte di pagamento elettronico. Al centro dell’inchiesta c’è un modello operativo ripetuto, costruito con freddezza e adattato per colpire vittime spesso sole, spaventate e meno attrezzate a leggere i segnali di una messinscena criminale.
Il raggiro costruito al telefono e completato davanti alla porta di casa
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo non avrebbe agito da solo. Le indagini descrivono infatti un’azione in concorso con un complice, al momento non identificato, che svolgeva il ruolo di telefonista. Il meccanismo si apriva con una chiamata rivolta alla vittima, durante la quale veniva prospettato un falso coinvolgimento in indagini relative a una rapina o ad altri fatti gravi. In questo clima di tensione, alla persona contattata veniva fatto credere di dover collaborare immediatamente con le forze dell’ordine.
A quel punto entrava in scena il secondo passaggio, quello più diretto e insidioso. L’uomo si presentava infatti presso l’abitazione fingendosi appartenente all’Arma, riuscendo così a ottenere accesso alla casa. Una volta all’interno, secondo l’ipotesi investigativa, sottraeva denaro contante, gioielli e carte bancomat, utilizzate poi per effettuare prelievi indebiti. È una dinamica che colpisce non soltanto per il danno economico, ma per la capacità di incrinare il senso di sicurezza personale delle vittime, trasformando la casa, che dovrebbe essere il luogo più protetto, in uno spazio violato attraverso l’inganno.
Le indagini della Squadra Mobile e il richiamo alla prudenza
Il nuovo provvedimento restrittivo è stato notificato all’indagato all’interno della casa circondariale torinese, dove si trova già detenuto dallo scorso 27 marzo. In quella data era stato arrestato in flagranza per un episodio analogo, sempre commesso a Torino e sempre ai danni di due anziani, secondo modalità molto simili a quelle ora oggetto dell’ordinanza cautelare. Proprio la ripetizione dello schema avrebbe consentito agli investigatori di delineare con maggiore precisione il profilo dell’azione contestata.
Contestualmente all’operazione, la Polizia di Stato ha rilanciato un appello alla massima attenzione, soprattutto nei confronti delle fasce più fragili della popolazione. Il richiamo è netto: nessuna forza dell’ordine chiede denaro o gioielli per chiudere indagini, né per cauzioni o procedure analoghe. Allo stesso modo, chi si presenta in abiti civili e dichiara di appartenere a un corpo di polizia deve sempre esibire un tesserino identificativo, e in caso di dubbio la regola resta una sola, cioè contattare immediatamente il 112 prima di consentire l’ingresso in casa.
La vicenda torinese riporta al centro una questione che non riguarda soltanto il contrasto penale, ma anche la prevenzione culturale e sociale di questi reati. Informare, ripetere le regole di prudenza, creare reti di attenzione attorno agli anziani significa ridurre lo spazio d’azione di chi sfrutta paura e fiducia per colpire. Resta fermo che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, per l’indagato, vale la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.