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Monviso, 92 giorni sopra zero: Regione apre il Tavolo sicurezza

17/09/2026

Monviso, 92 giorni sopra zero: Regione apre il Tavolo sicurezza

Per 92 giorni consecutivi, dal 10 giugno al 10 settembre, la temperatura rilevata dalla stazione Arpa sul Monviso, a oltre 3.300 metri di quota, non è mai scesa a zero gradi. Il dato, diffuso dalla Regione Piemonte dopo il primo Tavolo Monviso riunito il 16 settembre a Torino, fotografa l’anomalia termica dell’estate 2026 in alta montagna e alimenta gli approfondimenti sui recenti crolli che hanno interessato il massiccio.

Dopo i crolli del 1° e 14 settembre nuovi rilievi sul Monviso

Il confronto istituzionale è stato convocato dopo i due recenti distacchi: il primo avvenuto il 1° settembre sul versante nord-est, il secondo nella notte tra il 13 e il 14 settembre dai Torrioni Sari, sul versante sud. Quest’ultimo evento potrebbe avere dimensioni superiori al precedente e richiederà ulteriori verifiche, anche attraverso rilievi effettuati con drone.

Arpa Piemonte indica lo stress termico tra i possibili fattori legati ai distacchi recenti. La degradazione del permafrost viene considerata una possibile concausa in un ammasso roccioso già fortemente fratturato. Ogni episodio, precisano i tecnici, deve però essere valutato singolarmente sulla base dei dati raccolti. Al momento non vengono esclusi ulteriori fenomeni di instabilità.

I crolli sul Monviso non rappresentano un evento isolato. Fenomeni significativi erano già stati registrati nel 2019 e nel 2023, elemento che ha spinto le istituzioni a valutare un sistema di osservazione più strutturato sull’intero massiccio e, successivamente, sulle Alpi piemontesi.

Dal Tavolo Monviso a un monitoraggio permanente delle Alpi

Alla riunione hanno partecipato Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Comune di Crissolo, Arpa Piemonte, Politecnico di Torino, IRES Piemonte, Carabinieri forestali, guide alpine, Soccorso Alpino, CNR-GEO, CAI Piemonte, Legambiente, Parco del Monviso e altri soggetti che operano sul territorio montano.

Il Tavolo, presieduto dall’assessore regionale alla Montagna Marco Gallo, potrebbe evolvere in una sede permanente dedicata alla resilienza delle Alpi piemontesi, all’interno dell’Osservatorio regionale sui cambiamenti climatici. Il percorso continuerà il 22 settembre con il Tavolo Monte Rosa, dove saranno affrontate problematiche differenti, legate anche a ghiacciai, abitati, impianti e infrastrutture.

La Regione ha individuato cinque direttrici di intervento: migliorare la conoscenza dei fenomeni, rafforzare la prevenzione, adattare territori e attività alle condizioni future, aumentare l’informazione rivolta a chi frequenta la montagna e formare gli operatori che lavorano sulle Alpi.

Quarantamila persone sul Giro del Viso, 200mila passaggi nell’area

Accanto agli aspetti geologici e climatici, il Tavolo ha affrontato anche il tema della pressione turistica. Secondo i dati presentati, il Giro del Viso registra circa 40mila utenti, mentre nell’area intorno al massiccio vengono stimati complessivamente 200mila passaggi. Le guide alpine hanno inoltre segnalato circa 200 persone presenti sulla vetta soltanto nell’ultimo fine settimana.

Il Soccorso Alpino ha effettuato oltre cento interventi negli ultimi tre anni nell’area e quasi la metà dei casi ha riguardato persone che avevano smarrito il percorso. Da qui la proposta di rafforzare segnaletica, informazioni e accompagnamento, valutando anche modalità più organizzate di accesso nelle zone con maggiore concentrazione di escursionisti.

Tra le ipotesi allo studio figura anche un percorso alternativo verso il rifugio Quintino Sella. Saranno verificate le condizioni del possibile tracciato e analizzati i sentieri maggiormente esposti, senza escludere limitazioni temporanee qualora risultassero necessarie per ragioni di sicurezza.

Permafrost monitorato da Arpa dal 2006

Arpa Piemonte studia il permafrost alpino dal 2006. La rete regionale comprende cinque stazioni permanenti con sensori collocati in profondità nella roccia e altri 122 sensori utilizzati per misurare le temperature superficiali del suolo e delle pareti rocciose.

Tra i siti sottoposti a controllo c’è il Buco di Viso, storico traforo situato a circa 2.880 metri di altitudine, dove dal 2017 vengono monitorate continuamente la temperatura dell’aria e quella della roccia. Il permafrost è terreno o roccia che rimane congelato per almeno due anni consecutivi: il suo deterioramento può diminuire la resistenza degli ammassi rocciosi e favorire condizioni di instabilità.

Il sistema di osservazione comprende anche i ghiacciai. Nel 2025 Arpa ha monitorato 110 dei 161 corpi glaciali piemontesi e aggiornato le delimitazioni cartografiche di 150 ghiacciai, pari al 93% della superficie glacializzata regionale. Una prima restituzione condivisa degli studi, degli scenari e delle possibili misure operative sul Monviso è prevista per l’inizio della primavera 2027.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.