Lusetti sulle aperture festive: «Rispettiamo diritti e contratti»
18/08/2026
Mauro Lusetti, presidente di Conad e vicepresidente di Confcom, respinge le accuse rivolte alle imprese del commercio sul ricorso al lavoro durante ferie e festività. Intervistato da Repubblica dopo le critiche della Filcams Cgil sulle aperture festive, sul part-time involontario e sul lavoro povero, Lusetti sostiene che le aziende abbiano il diritto di organizzare turni e servizi nel rispetto delle norme e dei contratti collettivi, lasciando aperto il confronto con i sindacati nelle sedi previste dagli accordi.
Aperture festive, il confronto con la Filcams Cgil
Il punto di partenza dello scontro riguarda l’organizzazione del lavoro nel periodo estivo. Secondo Lusetti, con circa 13 milioni di italiani in vacanza, le imprese attive nel commercio e nei servizi devono riuscire a garantire un’offerta adeguata a cittadini e turisti, organizzando il personale sulla base delle regole già fissate dalla legislazione e dalla contrattazione.
Il vicepresidente di Confcom contesta in particolare l’immagine di dipendenti obbligati a lavorare per consentire ad altri di trascorrere le ferie. A suo giudizio, associare automaticamente le aperture festive allo sfruttamento dei lavoratori significa offrire una rappresentazione che le imprese del settore non riconoscono.
La Filcams Cgil ha invece sollevato il tema dei turni pesanti e del sacrificio dei giorni di riposo, chiedendo una riflessione sull’attuale sistema delle aperture. Lusetti non indica però la necessità di una revisione generalizzata. Sottolinea che i turni rispondono anche alla domanda di servizi proveniente da altri lavoratori e cittadini e che eventuali divergenze possono essere affrontate attraverso gli strumenti della contrattazione sindacale.
A settembre il tavolo sulla rappresentanza
Un altro passaggio riguarderà il confronto previsto per settembre, anche se Lusetti distingue la questione delle aperture festive dal tavolo sulla rappresentanza sindacale e datoriale. In quella sede saranno esaminate due piattaforme: una presentata da Cgil, Cisl e Uil e una sottoscritta da 14 organizzazioni datoriali.
Al centro della discussione ci sarà la revisione di alcuni elementi del sistema, a partire dai criteri con cui misurare la rappresentatività delle organizzazioni abilitate a sottoscrivere i contratti. Il rinnovo contrattuale, secondo quanto spiegato da Lusetti, arriverà in una fase successiva.
Per il dirigente, definire con maggiore precisione quali siano le organizzazioni maggiormente rappresentative potrebbe avere conseguenze concrete anche nel contrasto al lavoro povero e alla concorrenza basata su condizioni contrattuali deteriori.
Part-time involontario e contratti pirata
La Filcams ha richiamato l’attenzione anche sul part-time involontario e sui rapporti di lavoro formalmente a tempo parziale che potrebbero, in alcuni casi, nascondere ore lavorate senza regolare dichiarazione.
Lusetti separa queste situazioni dalle imprese che applicano correttamente i contratti e ribadisce la posizione della propria organizzazione contro evasione, lavoro nero e cosiddetti contratti pirata. Secondo il vicepresidente, l’utilizzo di formule contrattuali finalizzate a nascondere lavoro irregolare danneggia direttamente anche le aziende che rispettano le regole, creando condizioni di concorrenza sleale.
Il nodo economico resta centrale. Lusetti ritiene possibile intervenire sul fenomeno del lavoro povero definendo sia la rappresentatività delle organizzazioni firmatarie sia un trattamento economico di riferimento. I contratti considerati pirata, osserva, possono infatti prevedere retribuzioni inferiori insieme a minori garanzie in materia di sicurezza e diritti.
Il confronto tra imprese e sindacati proseguirà quindi nei prossimi mesi, con settembre indicato come primo passaggio per affrontare il tema della rappresentanza. Aperture festive e organizzazione dei turni restano invece terreno di confronto all’interno delle regole stabilite dalla contrattazione collettiva.
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