Carceri Piemonte, aggressioni a Saluzzo e Torino: l’allarme della Garante
19/08/2026
Le recenti aggressioni avvenute negli istituti penitenziari di Saluzzo e Torino, che hanno coinvolto una dirigente e alcuni agenti della Polizia Penitenziaria, riaccendono l’attenzione sulle condizioni di sicurezza nelle carceri piemontesi. La Garante regionale delle persone detenute, Monica Formaiano, ha espresso solidarietà alle persone coinvolte e ha chiesto che gli episodi vengano chiariti rapidamente, affiancando agli accertamenti interventi strutturali sulle criticità che possono alimentare tensioni all’interno degli istituti.
Formaiano: le aggressioni non possono diventare normalità
La Garante ha condannato con fermezza gli episodi registrati nelle due strutture e rivolto un augurio di pronta guarigione alla dirigente e agli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria coinvolti. Secondo Formaiano, ogni episodio di violenza deve essere valutato con attenzione, senza considerarlo una componente inevitabile della vita carceraria.
La richiesta è che vengano ricostruite rapidamente le circostanze nelle quali si sono verificate le aggressioni e che resti alta l’attenzione sulle condizioni di lavoro del personale penitenziario. La sicurezza degli operatori, osserva la Garante, costituisce infatti uno degli elementi necessari per garantire il corretto funzionamento degli istituti e tutelare contemporaneamente le persone detenute.
Gli episodi di Torino e Saluzzo vengono quindi inseriti in un quadro più ampio. Per Formaiano, affrontare singolarmente le aggressioni senza intervenire sulle condizioni nelle quali si sviluppano rischia di limitare la risposta alla sola gestione dell’emergenza.
Personale, strutture e attività trattamentali tra le criticità
Tra i fattori indicati dalla Garante figurano le condizioni strutturali degli istituti, che non sempre risultano adeguate alle necessità della popolazione detenuta e degli operatori, e le difficoltà legate alla presenza di persone con particolari fragilità.
A questi elementi si aggiunge la situazione del periodo estivo, durante il quale può verificarsi una riduzione delle attività trattamentali e della presenza di personale. Una combinazione che, nei contesti già caratterizzati da situazioni complesse, può aumentare la pressione all’interno delle sezioni e favorire condizioni di maggiore conflittualità.
Per prevenire nuovi episodi, Formaiano richiama quindi la necessità di garantire organici adeguati, formazione, spazi più funzionali e continuità delle attività rivolte ai detenuti. La prevenzione, secondo la Garante, deve diventare parte dell’organizzazione quotidiana degli istituti e non essere attivata soltanto dopo il verificarsi di situazioni violente.
Sicurezza degli agenti e diritti dei detenuti devono procedere insieme
Un punto centrale dell’intervento riguarda il rapporto tra tutela della Polizia Penitenziaria e diritti delle persone ristrette. Formaiano respinge una lettura che presenti i due obiettivi come contrapposti: condizioni di lavoro sicure per gli operatori e condizioni dignitose di detenzione vengono considerate componenti dello stesso sistema.
Garantire la sicurezza all’interno di un carcere significa infatti proteggere chi vi lavora, ma anche ridurre situazioni di esasperazione capaci di incidere sulla quotidianità delle persone detenute. Per questo la Garante invita a intervenire sulle cause delle tensioni attraverso strumenti organizzativi, professionali e strutturali.
La disponibilità di personale sufficiente, una formazione mirata alla gestione delle situazioni complesse, ambienti adeguati e attività trattamentali regolari vengono indicati come elementi utili per contenere il rischio di conflitti e migliorare complessivamente la gestione degli istituti piemontesi.
Richiesto un intervento strutturale sulle carceri piemontesi
Gli episodi registrati a Saluzzo e Torino riportano quindi l’attenzione su una questione che supera le singole aggressioni. Secondo Formaiano, la risposta deve comprendere una verifica delle condizioni organizzative e materiali nelle quali il personale della Polizia Penitenziaria è chiamato a operare quotidianamente.
La Garante regionale chiede di costruire la sicurezza attraverso risorse, professionalità, prevenzione e migliori condizioni di vita e di lavoro, riducendo il ricorso a una gestione basata esclusivamente sulla capacità degli operatori di affrontare le emergenze. Una strategia che, nelle intenzioni indicate, dovrebbe tutelare contemporaneamente il personale e le persone detenute, rafforzando la tenuta complessiva del sistema penitenziario piemontese.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to