Torino, acqua pubblica: Sala Rossa approva la mozione su SMAT
16/09/2026
Il Consiglio comunale di Torino ha approvato con 20 voti favorevoli e tre contrari una mozione dedicata al servizio idrico integrato e alla gestione di SMAT. Il provvedimento, che ha come prima firmataria la consigliera Anna Borasi, impegna l’Amministrazione a sostenere nelle sedi istituzionali competenti la natura pubblica del servizio, la titolarità pubblica e inalienabile delle reti e delle infrastrutture e una gestione senza scopo di lucro. Tra gli indirizzi approvati figurano anche il mantenimento dell’affidamento in house providing e del controllo pubblico sulla società.
Un report annuale su morosità, sostegni e accesso all’acqua
La mozione chiede alla Giunta di attivarsi nei confronti di SMAT affinché venga predisposto e condiviso ogni anno un documento dettagliato sull’andamento del servizio. Il report dovrà indicare le politiche adottate per garantire l’accesso all’acqua, con particolare attenzione alle persone che si trovano in condizioni di disagio economico o territoriale.
Dovranno essere monitorati anche il livello complessivo della morosità, le attività di recupero dei crediti, l’efficacia delle misure contro l’insolvenza e il numero dei piani di rientro concessi e rispettati. Il documento dovrà inoltre riportare le misure di sostegno disponibili per le famiglie in difficoltà, specificando modalità di accesso e numero dei beneficiari.
L’80% degli utili destinato agli investimenti sulla rete
Il provvedimento ribadisce il principio della destinazione dell’80% degli utili di SMAT, secondo quanto previsto dallo statuto e dalla convenzione, agli investimenti sul sistema idrico. Le risorse dovrebbero essere utilizzate in particolare per contenere le perdite della rete, aumentare l’efficienza energetica e accelerare la trasformazione digitale della gestione dei servizi acquedottistici dell’ATO 3 Torinese.
Tra gli obiettivi figura anche il mantenimento della qualità dell’acqua distribuita e il rafforzamento delle attività di individuazione e monitoraggio degli inquinanti emergenti, compresi i PFAS, anche alla luce dell’evoluzione della normativa europea.
Obiettivo ridurre la dispersione idrica verso il 25%
Uno dei punti centrali riguarda la quantità di acqua dispersa lungo la rete. Il Consiglio chiede che SMAT lavori per un progressivo avvicinamento al 25% di dispersione, affiancando agli interventi tecnici anche iniziative rivolte alla cittadinanza.
La società dovrebbe inoltre promuovere una programmazione specifica per la protezione delle fonti di approvvigionamento, comprendendo pozzi e sorgenti. Il percorso previsto coinvolgerebbe Regione Piemonte, ARPA e Comuni nella definizione e nel rafforzamento delle aree di salvaguardia attorno alle captazioni, dove possono essere stabilite limitazioni alle attività potenzialmente inquinanti.
Analisi sul principio “chi inquina paga” e campagne informative
Il documento segnala inoltre l’opportunità che SMAT e ATO 3 Torinese effettuino analisi tecniche sulle possibili modalità applicative del principio “chi inquina paga” previsto dalla direttiva europea 2000/60/CE, dopo l’adozione dei relativi atti delegati europei e in attesa delle determinazioni di ARERA.
Alla società viene infine chiesto di intensificare le campagne informative e le iniziative formative sull’uso responsabile dell’acqua potabile, presentata nel provvedimento come una risorsa limitata da tutelare anche attraverso i comportamenti quotidiani.
Prima del voto sono intervenuti a sostegno della mozione i consiglieri e le consigliere Borasi, Santiangeli, Ciampolini, Busconi e Viale, mentre De Benedictis e Russi hanno espresso posizioni critiche. La mozione è stata approvata dalla Sala Rossa il 14 settembre 2026.
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