Torino, 150mila famiglie in affitto: piano per canoni sostenibili
27/07/2026
Circa 150mila nuclei familiari torinesi, pari al 30% delle 463mila famiglie presenti in città, vivono in un’abitazione in affitto. L’edilizia residenziale pubblica riesce però a coprire soltanto una parte limitata della domanda, con circa 15.200 nuclei ospitati negli alloggi disponibili. I dati sono stati illustrati il 24 luglio durante l’audizione di Alleanza per la Casa nella Quarta Commissione del Consiglio comunale di Torino.
Alloggi pubblici insufficienti rispetto alla domanda
Alla seduta, presieduta da Vincenzo Camarda, hanno partecipato Igor Piotto per la Cgil, Paolo Ferrero per la Cisl, Marco Secci per la Uil e Gianfranco Cattai per il Cicsene. Alleanza per la Casa riunisce inoltre la Pastorale Sociale e del Lavoro e opera per affrontare le difficoltà abitative presenti nel capoluogo piemontese.
Piotto ha spiegato che l’organizzazione ha inizialmente concentrato il proprio lavoro sulle criticità dell’Agenzia territoriale per la casa, ampliando successivamente l’attività alla regolazione del mercato immobiliare privato. Secondo i dati presentati, gli alloggi pubblici coprono circa il 10% del fabbisogno complessivo delle famiglie in locazione.
Per ridurre questa distanza, Alleanza per la Casa chiede di aumentare il patrimonio abitativo pubblico e di destinare maggiori risorse alla manutenzione degli appartamenti Atc oggi inutilizzabili o bisognosi di interventi. Una parte dell’offerta potrebbe essere recuperata rimettendo in circolo gli immobili già esistenti, evitando che restino vuoti per problemi strutturali o amministrativi.
Garanzie ai proprietari per rimettere sul mercato le case vuote
Un altro punto discusso in Commissione riguarda gli alloggi privati sfitti. La proposta è costruire un sistema di affitti calmierati accompagnato da garanzie pubbliche o sociali per i proprietari, rendendo più conveniente concedere l’immobile con un contratto a canone concordato anziché lasciarlo inutilizzato.
Luca Pidello ha richiamato la necessità di investimenti pubblici e di una collaborazione tra amministrazione e privato sociale per contenere il rischio di morosità. Tiziana Ciampolini ha sostenuto che la regolazione pubblica debba creare condizioni vantaggiose sia per chi mette a disposizione l’alloggio sia per chi deve sostenere il canone.
Pietro Tuttolomondo ha posto l’attenzione anche sugli studenti universitari, spesso costretti a cercare stanze e appartamenti in un mercato caratterizzato da disponibilità ridotta e prezzi elevati. Pierino Crema ha chiesto un approfondimento sulla differenza tra i canoni concordati e quelli applicati nel mercato libero.
Studentati e housing sociale tra le proposte
Angelo Catanzaro ha segnalato le difficoltà incontrate dalle famiglie nella ricerca di abitazioni a prezzi compatibili con il reddito. Emanuele Busconi ha chiesto maggiori risorse per le politiche della casa, proponendo interventi per ridurre la distanza tra canone di mercato e canone concordato e per realizzare nuovi studentati.
Ferrante De Benedictis ha indicato come priorità il recupero del patrimonio pubblico inutilizzato per carenza di manutenzione, richiamando le risorse previste dal Piano Casa nazionale. Silvio Viale ha invece sollecitato il passaggio dalle analisi a misure operative capaci di produrre risultati verificabili.
L’assessore al Welfare Jacopo Rosatelli ha ribadito la necessità di aumentare l’offerta pubblica di abitazioni e di contrastare la vendita degli immobili residenziali comunali situati nelle zone di pregio. L’obiettivo dell’amministrazione è mantenere una presenza di edilizia sociale in tutti i quartieri, evitando una separazione rigida tra aree centrali e periferiche.
Il Comune valuta nuove soluzioni per l’emergenza abitativa
Tra gli strumenti indicati figura la disponibilità di soluzioni di housing sociale destinate alle esigenze temporanee. Questi alloggi potrebbero offrire una risposta a persone e famiglie che attraversano una fase di difficoltà economica, una separazione, uno sfratto o una condizione lavorativa instabile.
Il presidente della Commissione Vincenzo Camarda ha annunciato ulteriori approfondimenti sul diritto all’abitare. I prossimi incontri dovranno esaminare i dati sugli appartamenti sfitti, i costi degli affitti, le condizioni del patrimonio Atc e le possibili garanzie da offrire ai proprietari che scelgono il canone concordato.
Il confronto punta a definire un modello che affianchi l’aumento degli alloggi pubblici alla riattivazione del patrimonio privato inutilizzato, con misure rivolte alle famiglie, agli studenti e alle persone che necessitano di una sistemazione temporanea.
Articolo Precedente
Trino, via libera al data center da 4 miliardi di euro