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Piemonte, vino in crescita export: +0,5% nel 2026

09/07/2026

Piemonte, vino in crescita export: +0,5% nel 2026

Il vino piemontese regge sui mercati esteri meglio del resto d’Italia, ma il comparto chiede strumenti più rapidi per affrontare eccedenze, dazi, calo dei consumi e tensioni internazionali. Il tema è stato al centro della seduta della terza Commissione del Consiglio regionale, presieduta da Claudio Sacchetto, convocata dopo le sollecitazioni arrivate da produttori, organizzazioni agricole e forze politiche.

Export in aumento mentre il dato nazionale arretra

Il presidente della Regione Alberto Cirio ha aperto il confronto parlando di una fase con aspetti positivi e criticità. Nel primo trimestre del 2026 il Piemonte è l’unica regione italiana a registrare un incremento delle esportazioni di vino, con un +0,5%, mentre il dato nazionale segna una contrazione dell’8,2%.

Secondo Cirio, il risultato conferma la capacità delle imprese piemontesi di reagire a uno scenario internazionale complesso, puntando sulla qualità delle produzioni e sulla ricerca di nuovi mercati. Il presidente ha ricordato anche l’impegno economico della Regione, con oltre 100 milioni di euro destinati al settore vitivinicolo.

Le risorse comprendono circa 80 milioni per investimenti nelle aziende agricole, 10 milioni per diversificazione, enoturismo e ospitalità, 18 milioni per la promozione dei vini piemontesi sui mercati italiani ed esteri e uno stanziamento straordinario di 1,7 milioni per le produzioni più colpite dalla crisi internazionale e dai dazi.

Nuovo Osservatorio vitivinicolo con Università e Agrion

L’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni ha sottolineato che il Piemonte è oggi la seconda regione italiana per esportazioni vitivinicole, dopo il Veneto. La strategia indicata dalla Giunta punta sull’apertura verso nuovi mercati e sulla capacità di leggere con precisione i cambiamenti della domanda mondiale.

In questa direzione nascerà il nuovo Osservatorio vitivinicolo del Piemonte, realizzato con l’Università di Torino e la Fondazione Agrion. L’organismo utilizzerà anche strumenti di intelligenza artificiale per monitorare l’evoluzione dei consumi internazionali, individuare i mercati più promettenti e fornire alle aziende indicazioni utili su strategie commerciali e investimenti.

Nel 2026 sono inoltre previsti 66 eventi di promozione in Italia e all’estero, nei quali il vino sarà presentato come ambasciatore dell’agroalimentare e del turismo piemontese. La Regione ha anche ricostituito il Tavolo verde e il Tavolo vitivinicolo, con organizzazioni agricole, industria e Consorzi di tutela.

Opposizioni e maggioranza chiedono misure mirate

Nel dibattito, Domenico Ravetti del Partito Democratico ha chiesto un confronto più ampio con il comparto e interventi differenziati, richiamando il tema della gestione delle eccedenze. Vittoria Nallo ha sollecitato chiarimenti sugli effetti dei dazi internazionali e sugli strumenti di prevenzione attivati dalla Regione.

Fabio Isnardi ha posto l’attenzione sulle cantine sociali, chiedendo misure strutturali anche per evitare fenomeni speculativi. Alberto Avetta ha invitato a prevenire criticità future anche per denominazioni oggi meno esposte, come l’Erbaluce di Caluso.

Giulia Marro ha richiamato le differenze tra piccoli e grandi produttori, chiedendo politiche capaci di tenere conto delle diverse dimensioni aziendali e delle condizioni di lavoro. Mauro Calderoni ha indicato nei vini dealcolati un possibile segmento di sviluppo sui mercati internazionali.

Mercati globali, giovani consumatori e nuove strategie

Dalla maggioranza, Fabio Carosso ha evidenziato che la qualità del vino piemontese resta un punto fermo, mentre le difficoltà derivano da una crisi globale dei mercati. Ha richiamato anche il tema della comunicazione verso i giovani consumatori, particolarmente complessa per le aziende di minori dimensioni.

Marco Protopapa ha invitato il settore ad affrontare i cambiamenti con realismo, accompagnando gli agricoltori verso scelte come riduzione delle produzioni, diversificazione e un nuovo patto tra istituzioni e mondo agricolo.

La seduta ha confermato un quadro articolato: il Piemonte mantiene una posizione forte nell’export del vino, ma la tenuta internazionale non cancella le difficoltà che attraversano aziende, denominazioni e territori. Per questo il confronto regionale punta ora a costruire strumenti condivisi, capaci di sostenere il comparto nella fase di trasformazione dei mercati.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.