Piemonte, autonomia differenziata: trasferimenti su salute e Protezione civile
04/09/2026
Il percorso verso nuove forme di autonomia differenziata per il Piemonte entra nella fase delle prime determinazioni in Commissione regionale. La settima Commissione, presieduta da Elena Rocchi, ha esaminato il provvedimento che individua le competenze da trasferire dallo Stato alla Regione e le relative modalità di attuazione. Le materie coinvolte sono Protezione civile, professioni, previdenza complementare e integrativa, tutela della salute e coordinamento della finanza pubblica.
Protezione civile, più poteri alla Regione nelle emergenze
L’assessore regionale all’Autonomia differenziata Enrico Bussalino ha ricostruito l’iter della proposta, spiegando che il passaggio conclusivo dovrà avvenire in Consiglio regionale con l’approvazione degli schemi di intesa tra Governo e Regione Piemonte.
Per quanto riguarda la Protezione civile, la proposta prevede la possibilità di adottare ordinanze e di reclutare personale in deroga alla disciplina statale. In caso di emergenze di rilievo nazionale che interessino il territorio piemontese, inoltre, il presidente della Regione assumerebbe automaticamente il ruolo di commissario delegato.
Secondo Bussalino, il trasferimento delle funzioni è stato impostato tenendo conto delle caratteristiche territoriali e organizzative del Piemonte e dopo un confronto con Governo, Parlamento e autonomie locali.
Professioni e previdenza tra le competenze richieste
Un secondo ambito riguarda le cosiddette professioni di rilievo regionale. La Regione potrebbe disciplinarne l’attività e istituire uno specifico albo, definendo un quadro normativo rivolto alle professioni strettamente collegate alle esigenze del territorio.
Per la previdenza, invece, il progetto contempla la possibilità di istituire forme di previdenza complementare e integrativa su base regionale. Le nuove competenze andrebbero quindi ad affiancarsi al sistema nazionale, secondo le modalità definite dagli accordi con lo Stato.
Il provvedimento affronta anche il tema sanitario, uno dei settori di maggiore peso organizzativo e finanziario per le Regioni.
Sanità, maggiore flessibilità nel rispetto dei Lea
Sul fronte della tutela della salute e della finanza pubblica sanitaria, l’autonomia richiesta consentirebbe una gestione più flessibile della programmazione economica, tariffaria, organizzativa e strutturale del servizio regionale.
La Regione dovrebbe comunque garantire il pieno rispetto dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) stabiliti a livello nazionale. Il trasferimento di competenze non modificherebbe quindi gli standard minimi delle prestazioni sanitarie che devono essere assicurate ai cittadini sull’intero territorio italiano.
Consultazioni aperte fino al 16 settembre
Il percorso proseguirà con una fase di confronto pubblico. Le consultazioni online resteranno aperte fino al 16 settembre, mentre sono previste audizioni con le principali associazioni rappresentative degli enti locali.
Saranno ascoltate Anci, Anpci, Uncem, Ali e Upi. È inoltre prevista l’espressione del parere del Consiglio delle Autonomie locali. Durante la seduta sono intervenuti consiglieri di diversi gruppi politici, tra cui Alice Ravinale, Gianna Pentenero, Domenico Ravetti, Mauro Calderoni, Sarah Di Sabato, Fabrizio Ricca e Sergio Ebarnabo.
Dopo la fase delle consultazioni e delle audizioni, il provvedimento proseguirà il proprio iter istituzionale fino al passaggio in Consiglio regionale, chiamato a pronunciarsi sugli schemi di intesa con il Governo per l’attribuzione delle ulteriori forme di autonomia al Piemonte.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to