Piemonte, 27 milioni contro il rischio idrogeologico
30/06/2026
La Regione Piemonte ha inviato al Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica la proposta di programmazione 2026 per la mitigazione del rischio idrogeologico, con interventi per oltre 27 milioni di euro. Il piano comprende 15 opere distribuite sul territorio regionale e punta a rafforzare la sicurezza di abitati, versanti, corsi d’acqua e infrastrutture esposte a frane e alluvioni.
Quindici interventi tra fiumi, versanti e abitati a rischio
La proposta è stata predisposta dalla Direzione regionale Opere pubbliche e Difesa del suolo e comprende opere di difesa idraulica, consolidamenti, interventi prioritari e progetti di rilocalizzazione degli edifici più esposti.
Tra gli interventi principali figurano l’adeguamento del fiume Dora Riparia nel tratto cittadino di Torino, per 3,8 milioni di euro, la sistemazione idraulica del torrente Chiobbia a Piedicavallo, per 3,46 milioni, e la messa in sicurezza del bacino del torrente Stronetta a Gravellona Toce, per oltre 3,77 milioni.
Risorse rilevanti sono previste anche per Mongrando, dove la Regione propone 3,815 milioni per il fronte franoso in località Cerchia, e per Verrua Savoia, con oltre 3 milioni destinati all’adeguamento dell’argine sinistro del Po. Nell’elenco rientrano inoltre interventi a Savigliano, Volpeglino, Camburzano, Varallo e Carrega Ligure, dove l’opera di difesa della SP 147 richiede quasi 5 milioni di euro.
Rilocalizzazioni per eliminare il pericolo alla radice
Uno degli aspetti più innovativi del piano riguarda quattro interventi di rilocalizzazione, definiti “win-win”, pensati per trasferire edifici collocati in aree esposte a rischio idraulico o franoso.
Le proposte riguardano Trasquera, con la rilocalizzazione di un immobile residenziale in area a rischio franoso, Clavesana e Sant’Ambrogio di Torino, con edifici in aree soggette ad alluvione, e Arquata Scrivia, dove è previsto il trasferimento di un immobile esposto al rischio idraulico.
Questa scelta consente di superare la sola logica della difesa passiva. In alcuni casi, spostare gli edifici permette di cancellare definitivamente la condizione di pericolo, ridurre i costi futuri di manutenzione e restituire spazio ai corsi d’acqua, con benefici per la sicurezza delle persone e per l’ambiente.
Gabusi: prevenzione per proteggere i piemontesi
L’assessore regionale alle Opere pubbliche, Difesa del suolo e Protezione civile, Marco Gabusi, ha spiegato che la proposta nasce dalle esigenze concrete dei territori e dalle valutazioni tecniche degli uffici regionali. L’obiettivo è individuare gli interventi più urgenti e strategici, orientando le risorse verso la prevenzione.
Per Gabusi, investire nella prevenzione significa investire nella sicurezza dei cittadini. Accanto alle opere tradizionali di consolidamento e difesa idraulica, la Regione intende valorizzare strumenti capaci di cambiare approccio nella gestione del dissesto, soprattutto nei casi in cui la rilocalizzazione può eliminare il rischio invece di limitarne soltanto gli effetti.
Iter ministeriale ora atteso dalla Regione
Dopo la trasmissione al Ministero, la proposta dovrà completare l’iter previsto per l’assegnazione delle risorse. La Regione Piemonte sostiene di aver presentato un piano equilibrato, costruito su priorità tecniche e territoriali, con l’obiettivo di aumentare la resilienza davanti agli effetti dei cambiamenti climatici.
Il programma 2026 si inserisce quindi in una strategia più ampia di protezione del territorio, nella quale sicurezza idraulica, stabilità dei versanti, tutela degli abitati e uso più efficace delle risorse pubbliche diventano parti dello stesso percorso.
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