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Piemonte, 2,6 milioni per l’apprendistato duale

23/05/2026

Piemonte, 2,6 milioni per l’apprendistato duale

La Regione Piemonte investe oltre 2,6 milioni di euro nell’apprendistato duale di primo livello per accompagnare i giovani dalla scuola al lavoro con percorsi capaci di unire formazione, esperienza in impresa e qualificazione professionale. Il nuovo Atto di indirizzo, valido per il triennio 2026-2028 e finanziato attraverso il Fondo sociale europeo +, rinnova l’offerta formativa pubblica rivolta agli studenti che vogliono conseguire il diploma scolastico o quello di enotecnico lavorando direttamente in azienda, rafforzando un modello che negli ultimi anni ha mostrato risultati concreti sul piano occupazionale.

Formazione e lavoro nello stesso percorso

La misura punta a mettere i ragazzi nelle condizioni di costruire competenze spendibili nel mercato del lavoro, riducendo la distanza tra aula e impresa. L’apprendistato duale consente infatti di proseguire il percorso scolastico e, allo stesso tempo, di confrontarsi con attività professionali reali, dentro un contesto produttivo nel quale conoscenze teoriche e pratica quotidiana si integrano.

Tra le novità più rilevanti del nuovo triennio c’è la possibilità di introdurre l’apprendistato duale anche nei percorsi Ifts, ampliando l’offerta al post diploma. La scelta risponde alla necessità di accompagnare i giovani anche nella fase successiva alla scuola secondaria, offrendo occasioni di specializzazione legate ai fabbisogni delle imprese e ai profili professionali richiesti dal territorio.

L’assessore regionale all’Istruzione e Merito, Daniela Cameroni, sottolinea che troppo spesso ai giovani si parla di futuro senza fornire strumenti adeguati per realizzarlo. Secondo l’assessore, l’apprendistato duale rappresenta una risposta concreta alla disoccupazione giovanile e alla dispersione scolastica, perché permette di valorizzare inclinazioni differenti e modalità diverse di apprendimento.

Occupazione, competenze e risposta alle imprese

I dati richiamati dalla Regione confermano l’efficacia dello strumento. Al termine del percorso, la quasi totalità degli studenti risulta occupata o prosegue gli studi, mentre solo il 4 per cento si dichiara disoccupato o in cerca di occupazione. Più della metà dei ragazzi lavora inoltre nella stessa impresa in cui ha svolto l’apprendistato, segnale di un collegamento diretto tra formazione e inserimento professionale.

Per il Piemonte, il sistema duale diventa quindi un ponte tra scuola, specializzazione e lavoro, in una fase in cui le aziende cercano competenze tecniche aggiornate e i giovani chiedono percorsi meno astratti, più vicini alla realtà produttiva. Studiare lavorando significa entrare prima in contatto con il mondo delle imprese, comprendere le dinamiche organizzative e maturare maggiore autonomia nelle scelte professionali.

Cameroni evidenzia anche il bisogno di un territorio capace di trattenere giovani preparati, motivati e liberi di scegliere il proprio percorso. Mettere insieme le esigenze delle nuove generazioni e quelle delle imprese significa, per la Regione, creare crescita, occupazione e prospettive più solide. L’investimento sul triennio 2026-2028 va in questa direzione: trasformare la formazione in una leva concreta di futuro, evitando che il passaggio dalla scuola al lavoro resti affidato soltanto alla capacità individuale dei ragazzi o alla disponibilità delle singole aziende.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.