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Imprese, cresce la fiducia ma pesano energia e costo del credito

07/08/2026

Imprese, cresce la fiducia ma pesano energia e costo del credito

La crisi geo-economica internazionale continua a condizionare il clima generale di fiducia, ma le imprese italiane mostrano maggiore ottimismo quando valutano direttamente l’andamento della propria attività. È quanto emerge dall’indagine nazionale di Format Research, partner di Ascom Torino nell’Osservatorio trimestrale sulla fiducia delle imprese della Città metropolitana. Le aspettative migliorano rispetto al trimestre precedente e indicano un ulteriore progresso verso la fine dell’estate, sostenuto anche da un leggero incremento dei ricavi registrato a giugno rispetto a marzo.

Ricavi in miglioramento e aspettative positive per settembre

Il quadro restituito dalla ricerca evidenzia una distanza tra le preoccupazioni legate allo scenario internazionale e le valutazioni che gli imprenditori esprimono sulla propria attività economica. Le tensioni geopolitiche, commerciali ed energetiche continuano a rappresentare un elemento di incertezza, senza però tradursi, almeno per il momento, in un peggioramento delle prospettive aziendali.

I ricavi hanno fatto segnare a giugno un lieve miglioramento rispetto a marzo, mentre le previsioni formulate dagli operatori indicano la possibilità di un ulteriore incremento nel mese di settembre. Secondo l’analisi, questi segnali confermano una capacità di tenuta del sistema produttivo anche in presenza di shock esterni e di condizioni economiche difficili da prevedere.

Le imprese sembrano quindi mantenere una valutazione relativamente positiva della propria capacità di affrontare la seconda parte dell’anno, pur all’interno di uno scenario caratterizzato da forti elementi di instabilità. La fiducia sull’attività aziendale cresce sia nel confronto con il trimestre precedente sia guardando ai mesi successivi alla pausa estiva.

Materie prime ed energia continuano a pesare sui bilanci

Il principale elemento di criticità resta però l’aumento dei prezzi applicati dai fornitori. In alcuni comparti la situazione viene descritta come particolarmente pesante, soprattutto per quanto riguarda le materie prime energetiche. Il rincaro dell’energia produce conseguenze dirette sui costi operativi e restringe i margini delle aziende, aggravando i conti di quelle attività maggiormente esposte ai consumi energetici.

Il tema dei prezzi rappresenta quindi uno dei principali fattori di pressione sulla gestione ordinaria delle imprese. Alla crescita dei costi di approvvigionamento si aggiunge la necessità di mantenere competitivi i prezzi finali, con un equilibrio particolarmente delicato per le aziende di dimensioni più contenute.

Meno imprese chiedono credito alle banche

Dall’indagine emerge inoltre una nuova diminuzione della quota di imprese italiane che nel secondo trimestre dell’anno si sono rivolte agli istituti bancari per ottenere finanziamenti. Il calo della domanda di credito si accompagna però a un peggioramento delle condizioni economiche applicate ai finanziamenti.

Il costo del credito resta dunque un ulteriore elemento da monitorare, soprattutto per le imprese che devono finanziare nuovi investimenti, sostenere il capitale circolante o affrontare aumenti dei costi di produzione. Il quadro complessivo mostra aziende ancora prudenti rispetto alla situazione economica generale, ma maggiormente fiduciose sulla capacità della propria attività di mantenere risultati positivi nei prossimi mesi.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.