Violenza di genere: la Regione Piemonte investe su lavoro, scuola e prevenzione
21/01/2026
Il contrasto alla violenza maschile contro le donne entra in una fase di rafforzamento concreto in Regione Piemonte, che mette a disposizione 670mila euro per finanziare interventi di prevenzione, autonomia e sensibilizzazione sull’intero territorio regionale. Le risorse, riferite alle annualità 2025 e 2026, si inseriscono nel quadro del Piano strategico nazionale contro la violenza di genere e puntano a un’azione coordinata, capace di agire sulle cause strutturali del fenomeno oltre che sul sostegno alle vittime.
L’impostazione scelta evita interventi isolati e frammentari. Al centro c’è un lavoro multilivello che coinvolge enti locali, scuole, terzo settore e reti territoriali, con l’obiettivo di rendere più efficaci le politiche pubbliche attraverso il radicamento nei contesti di vita e la collaborazione tra soggetti diversi. La violenza di genere viene affrontata come una questione sociale, culturale ed economica, non come un’emergenza episodica.
Autonomia e lavoro come strumenti di fuoriuscita dalla violenza
Una quota rilevante dei finanziamenti è destinata a progetti di inserimento e reinserimento lavorativo, accompagnamento all’autonomia e percorsi di uscita da situazioni di violenza. La scelta riconosce nel lavoro un fattore decisivo di emancipazione: non soltanto una fonte di reddito, ma una leva di sicurezza, autodeterminazione e ricostruzione di una prospettiva di vita indipendente.
Questi interventi mirano a sostenere le donne in un passaggio delicato, quello che segue la rottura con contesti violenti, quando la fragilità economica può trasformarsi in un ostacolo concreto alla libertà. L’approccio è pensato per essere personalizzato e integrato, in modo da accompagnare i percorsi individuali senza ridurli a schemi standard.
Scuole e prevenzione culturale: intervenire prima
Un secondo asse di intervento riguarda informazione, comunicazione, formazione e sensibilizzazione nelle scuole. L’obiettivo è promuovere una cultura del rispetto, delle pari opportunità e delle relazioni sane fin dalle giovani generazioni. La prevenzione, in questa prospettiva, non è un’azione accessoria ma un investimento di lungo periodo, capace di incidere sui modelli culturali che alimentano la violenza.
Affrontare il tema nei contesti educativi significa lavorare sulle rappresentazioni, sui linguaggi e sulle dinamiche relazionali prima che si cristallizzino. È una scelta che guarda al futuro e che richiede continuità, competenze e una forte collaborazione con il sistema scolastico.
Reti territoriali e responsabilità collettiva
La terza linea di finanziamento è dedicata a percorsi di sensibilizzazione e prevenzione rivolti ai nodi chiave della rete territoriale: centri famiglia, luoghi di lavoro, università e contesti comunitari. L’idea di fondo è rafforzare la responsabilità collettiva, riconoscendo che la violenza di genere non riguarda solo le vittime e i servizi specializzati, ma l’intera comunità.
Questi interventi si collocano all’interno delle risorse assegnate dal Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e mirano a rendere più capillare e coerente il sistema di prevenzione e supporto.
Come ha sottolineato l’assessore alle Pari opportunità Marina Chiarelli, la lotta alla violenza maschile contro le donne richiede politiche strutturate e continuative, capaci di agire su più piani. L’investimento regionale va in questa direzione: autonomia delle donne, educazione delle giovani generazioni e coinvolgimento delle comunità come condizioni necessarie per produrre un cambiamento reale e duraturo.
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