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Torino, nasce il protocollo per la tutela degli animali d’affezione: integrazione tra welfare e sanità

17/03/2026

Torino, nasce il protocollo per la tutela degli animali d’affezione: integrazione tra welfare e sanità

Una rete istituzionale e sociale costruita attorno a un principio preciso: la cura degli animali domestici incide direttamente sulla qualità della vita delle persone e, di riflesso, sull’equilibrio della comunità. È su questa impostazione che si sviluppa il nuovo protocollo d’intesa presentato a Torino durante la riunione congiunta delle Commissioni Ambiente e Servizi Sociali, presieduta da Amalia Santiangeli.

Il documento formalizza una collaborazione tra Comune, ASL Città di Torino, Ordine dei Medici Veterinari, Università e associazionismo animalista, con la partecipazione della Lega antivivisezione. Un modello operativo che mette in relazione competenze diverse per affrontare una questione sempre più evidente: la gestione degli animali d’affezione da parte di cittadini in condizioni di fragilità economica o sociale.

Animali e fragilità sociale: un bisogno emergente

A Torino si contano oltre 80.000 cani registrati, a cui si affianca una presenza felina difficilmente quantificabile ma altrettanto significativa. In molti casi, l’animale domestico rappresenta un elemento di stabilità emotiva, un riferimento quotidiano che contrasta isolamento e marginalità. Tuttavia, la gestione comporta costi che possono diventare proibitivi, soprattutto per chi vive situazioni di precarietà.

Il protocollo interviene proprio su questo squilibrio, prevedendo l’inserimento del supporto agli animali all’interno dei circuiti di assistenza già attivi, come quelli legati alla distribuzione alimentare. La logica non è quella di creare percorsi separati, ma di integrare servizi esistenti, evitando sovrapposizioni e migliorando l’efficacia degli interventi.

È prevista inoltre l’istituzione di un tavolo permanente di monitoraggio, con il compito di valutare l’andamento delle attività, individuare criticità e adattare le risposte alle esigenze reali del territorio.

Ambulatori sociali veterinari e approccio One Health

Il progetto si inserisce nel quadro normativo regionale che ha introdotto l’Ambulatorio Sociale Veterinario, un servizio pensato per le persone già seguite dai servizi sociali e non accessibile indiscriminatamente. Una scelta che consente di concentrare le risorse su situazioni di maggiore necessità, mantenendo sostenibile il sistema.

Dal 2025 l’attività dell’ASL è entrata in una fase operativa stabile, con oltre cento interventi già effettuati. Le prestazioni comprendono l’identificazione degli animali tramite microchip, visite cliniche e screening più complessi. Nei casi in cui siano necessari interventi chirurgici o cure più onerose, il supporto economico della Lega antivivisezione permette di colmare le lacune operative.

Un ulteriore elemento riguarda l’accesso degli animali nei centri di accoglienza. La possibilità di accogliere persone senza dimora insieme ai propri animali evita scelte drastiche e contribuisce a mantenere un legame affettivo spesso determinante per il benessere psicologico.

L’impostazione adottata richiama il modello One Health, che considera salute umana, animale e ambientale come dimensioni interconnesse. In questo quadro, la tutela degli animali d’affezione assume un valore che va oltre la sfera individuale, incidendo sull’equilibrio complessivo della città.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.