Record di domande per il recupero dei terrazzamenti alpini in Piemonte
22/01/2026
Il bando promosso dalla Regione Piemonte per il recupero dei terrazzamenti montani ha registrato un’adesione superiore alle aspettative, confermando l’interesse concreto dei territori per interventi strutturali di tutela e valorizzazione del paesaggio alpino. Lo sportello ha raccolto 75 domande, con una richiesta complessiva di contributi pari a 5.516.000 euro, una cifra che supera di circa 1,4 milioni di euro le risorse disponibili, fissate a 4 milioni provenienti dal Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane. Un dato che fotografa con chiarezza la distanza tra il fabbisogno reale dei territori e le disponibilità finanziarie attualmente stanziate.
Territorio, ambiente e agricoltura di montagna
Il successo dell’iniziativa è stato letto come un segnale politico e amministrativo preciso: il recupero dei terrazzamenti non è un tema marginale, ma una priorità concreta per molti comuni e operatori locali. «La risposta dei territori è andata oltre ogni previsione, a dimostrazione di quanto il recupero dei terrazzamenti sia un bisogno reale, sentito e urgente», ha spiegato l’assessore allo Sviluppo e Promozione della Montagna Marco Gallo, sottolineando come queste strutture rappresentino vere e proprie infrastrutture verdi. I terrazzamenti, infatti, non svolgono soltanto una funzione agricola, ma contribuiscono alla stabilità dei versanti, alla protezione del suolo e alla capacità di adattamento dei territori montani ai fenomeni climatici estremi, sempre più frequenti e intensi.
In questo quadro, il valore dei terrazzamenti va oltre la dimensione produttiva: sono elementi di equilibrio ambientale, strumenti di difesa naturale contro frane e alluvioni, ma anche segni storici di una relazione secolare tra comunità e territorio. Il loro recupero incide sulla sicurezza idrogeologica, sulla qualità del paesaggio e sulla possibilità di mantenere viva un’agricoltura di montagna che, senza infrastrutture adeguate, rischia di diventare economicamente e socialmente insostenibile.
Un bando costruito per essere utilizzato
Tra i fattori che hanno determinato l’alto numero di domande, l’amministrazione regionale indica la struttura stessa del bando. La scelta di criteri chiari, procedure semplificate e requisiti accessibili ha consentito a enti locali e imprese di presentare progetti concreti, immediatamente cantierabili, riducendo le barriere burocratiche che spesso scoraggiano la partecipazione. L’impostazione operativa ha favorito una progettazione diffusa, legata a bisogni reali e non a interventi meramente formali.
I terrazzamenti, opere di ingegneria rurale costruite nel corso dei secoli per rendere coltivabili pendii ripidi e difficili, rappresentano oggi un patrimonio fragile, in molti casi abbandonato o privo di manutenzione. La loro riqualificazione non ha solo un valore simbolico o culturale, ma risponde a una logica di prevenzione del rischio e di gestione sostenibile del territorio. Il numero di domande presentate mostra come questa consapevolezza sia ormai diffusa tra amministrazioni locali e operatori economici, che vedono nel recupero dei terrazzamenti una leva concreta per la sicurezza ambientale e per il rilancio delle aree montane.