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Qualità dell’aria in Piemonte nel 2025: cosa dicono i dati sul PM2,5

19/01/2026

Qualità dell’aria in Piemonte nel 2025: cosa dicono i dati sul PM2,5

I numeri raccolti nel corso del 2025 dagli analizzatori automatici di polveri offrono una fotografia utile dell’andamento del particolato fine PM2,5 in Piemonte. Si tratta, è bene ricordarlo, di dati preliminari: le misure non sono ancora passate dalla validazione finale prevista dalle procedure del Sistema di Gestione Integrato di Arpa Piemonte. Nonostante questo passaggio tecnico ancora in corso, le indicazioni che emergono sono abbastanza chiare e delineano un quadro complessivamente stabile, con valori che restano sotto il limite annuale oggi in vigore.

Gli indicatori utilizzati per il PM2,5 sono calcolati sulle stazioni della rete regionale che garantiscono una copertura dati elevata: oltre il 90% fino al 2022, e oltre l’85% dal 2023. Il riferimento normativo principale resta il D.Lgs. 155/2010, che fissa un limite annuale di 25 μg/m³.

Limite rispettato in tutte le stazioni e trend senza scosse

Nel 2025 il valore limite annuale è stato rispettato in tutte le 26 stazioni fisse che monitorano il PM2,5 tramite strumentazione automatica, in grado di registrare in continuo le concentrazioni. I dati delle misure gravimetriche non sono ancora disponibili perché sono in corso approfondimenti tecnici; verranno pubblicati una volta concluse le verifiche.

Il dato più significativo è la continuità: quello del 2025 risulta essere l’ottavo anno consecutivo con pieno rispetto del limite su tutto il territorio regionale. Sul confronto temporale, le concentrazioni medie annue risultano minori o uguali a quelle del 2024 in circa due terzi delle stazioni e mostrano un comportamento simile anche rispetto alle medie del 2023. In sintesi, non si osserva un peggioramento generalizzato: l’andamento appare sostanzialmente stabile, con qualche segnale di contenimento in diverse aree.

Torino e area metropolitana: i valori più alti, ma sotto soglia

Nel 2025 le medie annue più elevate si concentrano nell’area metropolitana torinese. Il valore massimo riportato per la media annuale è 20 μg/m³, registrato in alcune stazioni di traffico urbano e di fondo (tra cui Torino–Rebaudengo, Vinovo-Volontari e Torino-Lingotto). Subito dopo compaiono altre stazioni dell’area, con valori intorno ai 19 μg/m³.

All’estremo opposto, tra i capoluoghi di provincia, le concentrazioni più basse sono state misurate nelle stazioni di fondo urbano di Verbania-Gabardi e Biella-Sturzo, con 10 μg/m³. È un divario che racconta differenze note: densità urbana, traffico, assetto orografico, e una componente di inquinamento diffuso che tende ad accumularsi dove la ventilazione è meno favorevole.

Un elemento tecnico aiuta a leggere meglio la situazione: nelle stazioni in cui sono presenti entrambi i sensori, nel 2025 si osserva che in media il 69% del PM10 è costituito da PM2,5. Significa che una parte importante del particolato “più grossolano” include comunque una quota fine, quella più rilevante per gli impatti sulla salute.

Meteo e prospettive: oggi sotto limite, domani obiettivi più severi

Il 2025 è stato influenzato anche da condizioni meteorologiche in parte favorevoli alla dispersione degli inquinanti. In Piemonte si registra una precipitazione media annua di 1.113,8 mm, superiore alla norma 1991–2020 di circa 84,3 mm (circa l’8%). Più pioggia e fasi di rimescolamento atmosferico possono “pulire” l’aria in alcuni periodi; restano però settimane critiche, soprattutto quando dominano scarsa ventilazione e inversioni termiche, come nel bimestre ottobre-novembre.

Sul piano normativo, oggi per il PM2,5 è previsto solo un limite annuale (25 μg/m³), senza una soglia giornaliera numerica come accade per il PM10. Dal 2030, con l’entrata in vigore di criteri europei più severi, il quadro cambierà: si prospetta un limite giornaliero con un numero massimo di superamenti annui. L’analisi dei dati evidenzia un punto che pesa già adesso: applicando quel criterio futuro, molte stazioni piemontesi non risulterebbero conformi. Tradotto: per rispettare i prossimi obiettivi serviranno ulteriori riduzioni delle emissioni e interventi strutturali, non ritocchi marginali.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.