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Piemonte, agricoltura digitale: nasce la Food Metaverse Platform tra dati, DSS e nuove stazioni meteo

22/01/2026

Piemonte, agricoltura digitale: nasce la Food Metaverse Platform tra dati, DSS e nuove stazioni meteo

Nel lessico dell’innovazione agricola, le parole contano meno dei numeri: quante misure si raccolgono, quanto sono affidabili, quanto rapidamente diventano decisioni operative in campo. È su questo terreno che il Piemonte prova ad accelerare con la “Food Metaverse Platform”, un progetto orientato allo sviluppo di servizi per il rilevamento e l’utilizzo dei dati agrometeorologici, presentato durante un convegno ospitato nel Grattacielo della Regione.

L’iniziativa nasce dall’accordo siglato a settembre a Bra, in occasione di Cheese, tra Regione Piemonte, Diagram Spa e Fondazione Agrion. L’obiettivo dichiarato è costruire un ecosistema digitale integrato che colleghi misurazioni, analisi e strumenti di supporto alle scelte agronomiche, con ricadute attese su qualità delle produzioni, gestione dell’acqua e riduzione degli input.

Un ecosistema che mette in rete filiere e informazioni

Il progetto coinvolge filiere vitivinicole, olearie, cerealicole e ortofrutticole, con l’idea di far convergere in un’unica piattaforma dati relativi a variabili decisive: direzione del vento, pioggia, umidità, temperatura, radiazione solare, caratteristiche del suolo e stato delle colture. Non si tratta di un archivio fine a se stesso: la raccolta serve a leggere meglio ciò che accade nel microclima aziendale e, di conseguenza, a calibrare interventi e tempi.

La promessa, sul piano agronomico, è concreta: aiutare le imprese a migliorare la qualità delle produzioni favorendo un impiego più razionale degli agrofarmaci e una gestione più efficiente dell’irrigazione. In pratica, la piattaforma punta a trasformare l’osservazione in prevenzione: intervenire quando serve, dove serve, con la misura più adeguata, riducendo sprechi e margini d’errore che, in agricoltura, diventano rapidamente costi.

400 nuove stazioni agrometeorologiche e integrazione con la rete regionale

Per rendere credibile una piattaforma basata sui dati, serve una rete capillare e ben mantenuta. Il piano prevede l’installazione entro marzo di 400 nuove stazioni agrometeorologiche, le cosiddette “capannine”, che si affiancheranno alle 144 già attive nella Rete agrometeorologica regionale (Ram). L’aumento della densità di rilevazione è un passaggio strategico: in molte aree agricole, soprattutto dove la variabilità locale è elevata, una misura “media” rischia di essere poco utile, mentre una misura vicina al campo può orientare scelte quotidiane.

L’infrastruttura digitale viene presentata come base per ottimizzare l’uso della risorsa idrica, pianificare in modo mirato gli interventi fitosanitari e supportare le decisioni agronomiche tramite sistemi DSS (Decision Support System). Nel lavoro reale, un DSS vale se restituisce indicazioni comprensibili e verificabili: non sostituisce l’esperienza dell’agricoltore o del tecnico, ma rende più solida la scelta, perché la collega a una lettura puntuale di condizioni meteo, stato della coltura e rischio.

Ricerca, competitività e valore per le aziende

In chiusura del convegno, l’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo Paolo Bongioanni, intervenuto in videocollegamento da Roma, ha collegato l’iniziativa a un contesto di trasformazioni rapide, dal clima ai mercati internazionali, che impongono risposte in tempi stretti. Ha richiamato anche il lavoro con Agrion su ricerca e innovazione, dalla componente climatica alla gestione dei parassiti alieni, fino alla genetica, come parte di una strategia più ampia.

Il punto, per la Regione, è far sì che l’agroalimentare piemontese continui a generare valore per i produttori, dialoghi in modo più stretto con turismo e promozione e rafforzi la capacità di posizionarsi sui mercati con le proprie eccellenze. La partita si gioca su un equilibrio delicato: tecnologia abbastanza avanzata da essere utile, abbastanza semplice da essere adottata, e soprattutto alimentata da dati di qualità. Le 400 “capannine” promesse, in questo senso, sono più di un dettaglio tecnico: sono la condizione perché una piattaforma non resti un’etichetta, ma diventi uno strumento di lavoro.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.