Oltre 10 milioni per i servizi essenziali: la Regione Piemonte investe sulla montagna
15/01/2026
Un investimento che guarda alla montagna come spazio abitato, produttivo e capace di futuro. La Regione Piemonte annuncia una misura strutturale destinata a rafforzare i servizi essenziali e ad accompagnare lo sviluppo economico dei territori montani, mettendo a disposizione oltre 10 milioni di euro a favore delle Unioni montane.
Le risorse provengono dal Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane e segnano una scelta politica precisa: intervenire dove i bisogni sono più acuti, affidando agli enti locali la responsabilità della programmazione.
La presentazione si è svolta nel Centro Congressi della Regione, alla presenza dell’assessore allo Sviluppo e Promozione della Montagna Marco Gallo, del presidente di Uncem Piemonte Roberto Colombero e dei presidenti delle Unioni montane piemontesi.
Un cambio di passo nella gestione delle risorse
«È un cambio di passo», ha sottolineato Marco Gallo, chiarendo il senso dell’intervento: risorse importanti vengono assegnate direttamente alle Unioni montane, riconoscendone la capacità di leggere i bisogni reali dei territori e di tradurli in progetti operativi. L’obiettivo dichiarato è contrastare lo spopolamento con strumenti concreti: garantire servizi, sostenere le famiglie, accompagnare le imprese, valorizzare il patrimonio naturale e culturale.
La misura prevede una programmazione su un orizzonte triennale, elemento che consente agli enti locali di pianificare interventi coerenti e di medio periodo, evitando frammentazioni e risposte emergenziali.
Servizi, imprese e qualità della vita
L’intervento nasce dalla consapevolezza di un contesto complesso. Da una parte, le aree montane affrontano criticità strutturali: calo demografico, invecchiamento della popolazione, difficoltà di accesso ai servizi fondamentali. Dall’altra, la montagna piemontese dimostra vitalità, capacità di attrarre turismo, nuove imprese e progettualità legate alla sostenibilità, all’agricoltura di qualità e alla valorizzazione delle risorse locali.
Affidare una dotazione finanziaria significativa alle Unioni montane significa riconoscere questa doppia realtà e rispondere con strumenti flessibili e mirati, costruiti sulle specificità dei singoli territori.
Autonomia locale e responsabilità condivisa
La scelta della Regione rafforza il principio di autonomia e responsabilità delle comunità locali. Le Unioni montane potranno definire le priorità di intervento in base alle esigenze concrete: servizi alla persona, mobilità, supporto alle attività economiche, infrastrutture leggere, tutela del patrimonio ambientale. Una governance di prossimità che punta a rendere più efficiente l’uso delle risorse pubbliche e a migliorare la qualità della vita nelle aree interne.
Tempi e modalità di partecipazione
La presentazione delle domande sarà possibile dal 19 gennaio al 16 marzo 2026, secondo le indicazioni del bando che verrà pubblicato sul portale regionale dedicato ai finanziamenti. Un arco temporale definito che consente agli enti di preparare proposte solide e coerenti con le linee guida della misura.
L’investimento rappresenta una scommessa sulla montagna come parte integrante dello sviluppo regionale: non periferia da sostenere in modo residuale, ma territorio strategico da accompagnare con politiche strutturate e visione di lungo periodo.