Iran, il Consiglio regionale del Piemonte condanna la repressione e sollecita una linea diplomatica più incisiva
24/01/2026
Il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che prende posizione contro la repressione in Iran e chiede un impegno istituzionale più forte sul terreno della tutela dei diritti umani. Il testo, proposto dall’intero Ufficio di Presidenza, impegna il presidente della Regione ad attivarsi presso il Governo nazionale affinché l’Italia mantenga una pressione diplomatica costante e coerente, in sede europea e alle Nazioni Unite, con tre obiettivi dichiarati: fermare la repressione, sospendere le esecuzioni e garantire il rispetto dei diritti fondamentali.
Nel documento viene richiamata anche la denuncia delle forze di opposizione iraniane presenti in Italia, che definiscono la violenza del regime un crimine contro l’umanità e chiedono alla comunità internazionale di schierarsi a fianco del popolo iraniano.
Un ordine del giorno che lega diritti umani, cooperazione e protezione dei civili
L’atto non si limita a una condanna politica. Tra gli impegni indicati, la Regione viene chiamata a sostenere – in raccordo con le istituzioni nazionali ed europee – iniziative di sensibilizzazione e di cooperazione internazionale orientate alla tutela dei diritti umani e alla protezione dei civili, con un’attenzione esplicita verso una popolazione descritta come vessata e sottoposta a forme sistematiche di repressione.
In Aula, la discussione è stata aperta dall’intervento di Yoosef Lesani, vicepresidente dell’associazione “Iran libero e democratico”, che ha portato un messaggio centrato sull’autodeterminazione: l’idea che il cambiamento non possa essere “delegato” a decisioni prese altrove, ma debba nascere dalla volontà e dalla tenuta di chi vive quella realtà.
Le posizioni in Aula: condanna, stop alla pena di morte, pressione internazionale
Nel dibattito sono intervenuti esponenti di maggioranza e opposizione, con accenti diversi ma convergenti sui punti essenziali. Il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco ha richiamato la necessità di non restare in silenzio, ribadendo la condanna delle violenze contro civili, donne, giovani e minoranze, il rifiuto dell’uso della pena capitale come strumento di repressione politica e la richiesta di un’azione diplomatica internazionale coordinata.
Il vicepresidente Domenico Ravetti ha sottolineato il lavoro di integrazione del testo e la scelta di affiancare parole legate alla denuncia a un lessico che rimanda a speranza, dialogo, pressione diplomatica e democrazia.
Nel corso della seduta, altri interventi hanno insistito sul sostegno alle istanze di libertà espresse dalle nuove generazioni iraniane e sulla necessità che ogni iniziativa internazionale resti ancorata al diritto e alla tutela delle persone, evitando scorciatoie retoriche e mantenendo una postura istituzionale chiara. Il voto unanime, per il Consiglio, diventa così un atto formale ma anche un segnale politico rivolto fuori dai confini regionali.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to