Caricamento...

News Piemonte Logo News Piemonte

"I precari non sono di serie B: queste sentenze cambiano la scuola italiana"

17/03/2026

"I precari non sono di serie B: queste sentenze cambiano la scuola italiana"

Roma, 16 marzo 2026 — C'è una battaglia legale silenziosa che si combatte da tre anni nei tribunali del lavoro italiani, e i precari della scuola la stanno vincendo. Il fronte si è allargato: da Milano a Roma, da Cremona ai TAR di Lombardia ed Emilia-Romagna, centinaia di docenti a tempo determinato hanno ottenuto per via giudiziaria ciò che il Ministero dell'Istruzione e del Merito continuava a negargli — la Carta del Docente da 500 euro annui, con arretrati che in alcuni casi superano i 2.500 euro per i cinque anni coperti dalla prescrizione.

A coordinare questa strategia processuale è l'Avv. Generoso Yuri Restina, avvocato del Foro di Roma con specializzazione in diritto del lavoro e previdenziale. Dal 2022, lo studio non ha registrato un solo insuccesso nei ricorsi presentati davanti ai Tribunali del Lavoro, costruendo un corpus giurisprudenziale che oggi rende la difesa del Ministero sempre più difficile da sostenere in aula.

Il nodo che il Ministero non ha mai sciolto

La Carta del Docente nasce dalla Legge 107/2015 — la cosiddetta "Buona Scuola" — come strumento di supporto alla formazione continua del corpo docente. Per anni, tuttavia, l'accesso al beneficio è stato circoscritto ai soli insegnanti con contratto a tempo indeterminato, lasciando fuori una parte consistente del personale scolastico: i supplenti, spesso impiegati per anni con contratti a termine rinnovati, che svolgono le stesse funzioni dei colleghi di ruolo senza godere degli stessi diritti.

La Corte di Giustizia Europea e il Consiglio di Stato avevano già messo i puntini sulle i: escludere i docenti non di ruolo dal beneficio viola il principio comunitario di parità di trattamento tra lavoratori a tempo determinato e lavoratori a tempo indeterminato. Nonostante questi pronunciamenti di vertice, il Ministero non ha mai adeguato in via automatica la propria prassi amministrativa. Il risultato? Migliaia di docenti precari che continuano — o hanno continuato per anni — a non ricevere un bonus a cui hanno pieno diritto. E uno studio legale che ha trasformato questa anomalia in un contenzioso seriale e vincente.

Le sentenze che stanno ridisegnando il quadro

Le pronunce accumulate dallo Studio Restina non sono episodi isolati: costituiscono un orientamento giurisprudenziale coerente, che i giudici del lavoro applicano con crescente uniformità in tutto il paese.

Tra le più significative degli ultimi mesi:

  • Tribunale di Milano, sentenza n. 664/2025 e ordinanza n. 215/2026: riconosciuto il diritto alla Carta del Docente a un supplente con contratti a tempo determinato; il Ministero è stato condannato all'accredito immediato dell'importo, degli interessi maturati e delle spese legali. Nell'ordinanza del 2026 è stato nominato un commissario ad acta per garantire l'esecuzione della sentenza in caso di ulteriore inerzia ministeriale.
  • Tribunale di Cremona, sentenze nn. 137 e 138/2025 e n. 89/2026: tre decisioni che hanno equiparato a tutti gli effetti i docenti precari ai colleghi di ruolo, estendendo il diritto anche a chi ha svolto supplenze brevi e saltuarie, purché nel computo annuale abbia raggiunto i 180 giorni di servizio.
  • Tribunale di Roma, sentenze n. 11564/2025 e n. 2347/2026: riconosciuto il diritto agli arretrati della Carta per gli anni di precariato compresi tra il 2018 e il 2025 a favore di docenti nel frattempo stabilizzati. Il Ministero è stato condannato al pagamento dei bonus non erogati, con interessi.
  • TAR Lombardia e TAR Emilia-Romagna: nei giudizi di ottemperanza, i Tribunali Amministrativi Regionali hanno ordinato l'esecuzione immediata delle sentenze favorevoli, con nomina di commissario ad acta nei casi di perdurante inadempienza ministeriale.

Lette nel complesso, queste pronunce tracciano un percorso giurisprudenziale difficilmente reversibile. I giudici hanno ribadito con chiarezza che la tipologia contrattuale non può condizionare l'accesso a strumenti di aggiornamento professionale direttamente connessi alla funzione docente — soprattutto quando l'attività è svolta in modo continuativo e sostanzialmente identico a quella dei colleghi a tempo indeterminato.

Chi può agire e quanto può recuperare

Il ricorso è aperto a due categorie principali:

  • Docenti precari attualmente in servizio con contratti a tempo determinato — supplenze annuali, fino al 30 giugno o brevi prorogate — che abbiano raggiunto i 180 giorni di servizio per anno scolastico o maturato l’anzianità di servizio per l’anno di rapporto.
  • Docenti di ruolo che intendono recuperare il bonus per gli anni di precariato precedenti alla stabilizzazione.

L'orizzonte temporale di riferimento è quello della prescrizione quinquennale: è possibile recuperare la Carta del Docente per gli ultimi cinque anni scolastici in cui si è maturato il requisito, per un totale che può arrivare a 2.500 euro (500 euro per ciascun anno scolastico).

Zero spese, zero anticipi: come funziona il modello dello Studio Restina

Uno degli elementi che ha reso questa strategia legale accessibile a una platea ampia di insegnanti è la formula adottata dallo studio: nessun anticipo di spese, nessuna commissione sul risultato. Quando il Tribunale accoglie il ricorso, condanna il Ministero a rimborsare anche le spese legali sostenute dal ricorrente. Il docente non sostiene alcun esborso, né in ingresso né a conclusione del procedimento.

«Un diritto negato, se non viene difeso, diventa normalità», afferma l'Avv. Restina. «Dal 2022 abbiamo ottenuto oltre 100 sentenze favorevoli in tribunali di tutta Italia. Il Consiglio di Stato aveva già chiarito il quadro normativo: il Ministero ha scelto di ignorarlo. Oggi sono i giudici del lavoro a presentargli il conto, e lo fanno con coerenza crescente. Il nostro compito è affiancare i docenti con trasparenza — spiegando cosa accadrà, quali risultati possiamo realisticamente attenderci, senza promesse facili ma con la forza di un precedente giurisprudenziale ormai consolidato.»

Chi è l'Avv. Generoso Yuri Restina

Nato ad Avellino nel 1991, Generoso Yuri Restina è avvocato del Foro di Roma, laureato in Giurisprudenza. Esercita dal 2017 presso il proprio studio occupandosi di diritto del lavoro e previdenziale, diritto bancario, contenzioso elettorale e diritto della navigazione. La sua specializzazione in materia di lavoro lo ha portato a seguire centinaia di casi legati al mondo della scuola, con attenzione particolare alla tutela dei docenti precari e alla difesa dei loro diritti contrattuali e previdenziali.

Una finestra ancora aperta — ma con scadenze da rispettare

Nonostante il numero crescente di sentenze favorevoli, la possibilità di ottenere la Carta del Docente tramite ricorso rimane poco conosciuta tra gli insegnanti precari. Molti continuano a ritenere il bonus un beneficio riservato ai colleghi di ruolo, ignorando che esiste una via legale concreta per recuperarlo. La prescrizione quinquennale fissa il limite temporale: ogni anno scolastico non coperto da azione legale è un anno che rischia di cadere fuori dall'orizzonte di recupero.

 

Contatti Studio Legale Restina Via Cesare Beccaria, 11 — 00187 Roma Sito: www.ricorsocartadocenti.it Email: [email protected]

Contatti stampa — interviste e dichiarazioni: [email protected]

Foto dell'Avv. Restina disponibile su richiesta. (in allegato)

Contatti Studio Legale Restina Via Cesare Beccaria, 11 — 00187 Roma

Sito: www.ricorsocartadocenti.it

Email: [email protected]

Via Cesare Beccaria 11, 00187 Roma

 Tel: [3288267392]