Caricamento...

News Piemonte Logo News Piemonte

Frane in Piemonte, presentata la guida “Frane d’Italia”: il lavoro di Arpa tra dati e monitoraggi

20/02/2026

Frane in Piemonte, presentata la guida “Frane d’Italia”: il lavoro di Arpa tra dati e monitoraggi

Nella sede di Arpa Piemonte si è tenuta la presentazione della guida “Frane d’Italia”, pubblicazione nata da un lavoro collettivo che riunisce oltre 130 contributi tra università, professionisti, enti di ricerca e istituzioni impegnate nella gestione del territorio. La cura scientifica è dell’Associazione Italiana di Geologia Applicata e Ambientale (AIGA), con l’obiettivo di offrire uno strumento tecnico ma leggibile, utile a chi opera sul campo e, allo stesso tempo, capace di chiarire perché il dissesto idrogeologico resti una questione che riguarda tutti, ben oltre la cerchia degli addetti ai lavori.

All’evento, rivolto in particolare a ricercatori e professionisti, hanno partecipato anche rappresentanti istituzionali nei saluti introduttivi, tra cui l’assessore regionale alla Protezione Civile Marco Gabusi e l’assessore alla Protezione Civile del Comune di Torino Francesco Tresso. Il tema, già di per sé centrale per il Piemonte, è stato ricondotto a una sensibilità diffusa: la riattivazione di grandi movimenti franosi in altre aree del Paese ha riportato l’attenzione pubblica su rischi, prevenzione e capacità di lettura dei segnali che precedono un evento.

La guida “Frane d’Italia” e la domanda di conoscenza sul dissesto

La guida presentata in Arpa si colloca dentro una necessità evidente: mettere ordine in un patrimonio di studi, casistiche, metodi di rilievo e strumenti previsionali che, se non organizzati, restano frammenti difficili da usare nelle decisioni quotidiane. Quando si parla di frane non si parla soltanto di geologia, ma di pianificazione, manutenzione, infrastrutture, protezione civile, responsabilità amministrative, comunicazione del rischio. Per questo una pubblicazione corale, costruita con competenze diverse, può diventare un riferimento pratico, soprattutto nei momenti in cui i territori chiedono risposte rapide e fondate.

Secondo Barbero, direttore generale di Arpa Piemonte, l’interesse per il dissesto idrogeologico si misura proprio nella partecipazione: non solo tecnici, ma anche politica e cittadini. L’Agenzia, ha ricordato, porta avanti da anni attività di studio, monitoraggio e analisi, rendendole accessibili attraverso il sito istituzionale e iniziative di divulgazione, perché la prevenzione, senza informazioni condivise, rischia di ridursi a un esercizio teorico.

Che cosa fa Arpa Piemonte sulle frane: banca dati, rete di controllo e tecnologie satellitari

Sul versante operativo, Arpa Piemonte lavora in geologia e geomorfologia con attenzione ai processi naturali che modellano il territorio: frane e alluvioni, ma anche fenomeni legati alla criosfera, quindi neve e valanghe, permafrost e ghiacciai. Le attività includono studio e controllo di fenomeni franosi, valutazioni sulla possibilità di innesco o riattivazione dei versanti, aggiornamento di archivi tecnici e, più in generale, un lavoro continuativo di raccolta e interpretazione dei dati.

Un perno informativo è il Sistema Informativo Frane in Piemonte (SIFraP), gestito da Arpa e pensato per integrare e aggiornare costantemente la base dati regionale. Il sistema si alimenta con rilievi in campo, analisi fotointerpretative su voli aerei multi-temporali e ricostruzioni tramite dati d’archivio: un lavoro paziente, che serve a trasformare episodi sparsi in una mappa dinamica del rischio.

Per il monitoraggio strumentale, Arpa gestisce la Rete Regionale di Controllo sui Movimenti Franosi (ReRCoMF), avviata a metà degli anni Novanta e oggi estesa con circa 210 siti distribuiti sul territorio piemontese. La rete utilizza misure superficiali, come capisaldi topografici GPS, e misure profonde, come inclinometri e piezometri automatizzati, sonde inclinometriche e colonne multiparametriche, strumenti che permettono di leggere variazioni lente e progressive, spesso decisive per anticipare scenari critici.

La gestione è incardinata in un disciplinare regionale che definisce procedure, qualità del dato e modalità di comunicazione, prevedendo anche un bollettino dedicato alle frane monitorate e un indice di evoluzione del fenomeno, il GDE (Grado di Evoluzione), utile a descrivere l’andamento nel tempo.

A completare il quadro ci sono i prodotti interferometrici satellitari, tecnologie che consentono di misurare movimenti del terreno con grande sensibilità, offrendo un ulteriore livello di osservazione che affianca il monitoraggio in sito e rafforza la capacità di individuare tendenze, anomalie e accelerazioni.

Andrea Bianchi Avatar
Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.