“Cresci Piemonte”, via libera al Ddl 94: procedure urbanistiche più rapide fino al 2030
25/02/2026
Con 31 voti favorevoli, 6 contrari e 11 non partecipanti al voto, il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge n. 94, “Disposizioni temporanee in materia urbanistica per l’accelerazione dello sviluppo economico regionale”, ribattezzato “Cresci Piemonte”.
Il provvedimento introduce una disciplina transitoria, valida fino al 31 dicembre 2030, con l’obiettivo di snellire e ridurre – fino a dimezzarli – i tempi necessari per modificare gli strumenti di pianificazione urbanistica, quando tali modifiche siano funzionali all’approvazione di interventi finanziati con risorse pubbliche o private.
Il testo è stato licenziato con emendamenti presentati dall’Esecutivo, dalla maggioranza e dalle opposizioni, al termine di un confronto che ha messo in evidenza convergenze sulla necessità di aggiornare l’impianto normativo e divergenze sulle modalità con cui intervenire.
Semplificazione e attrattività: i contenuti del provvedimento
Il relatore Silvio Magliano (Lista Cirio) ha sottolineato come la legge intenda offrire ai Comuni strumenti operativi per accelerare le procedure urbanistiche, incidendo sui tempi delle varianti e delle modifiche ai piani regolatori. L’edilizia, nelle intenzioni del legislatore regionale, può rappresentare un volano per ripensare assetti urbani e sostenere occupazione e investimenti, mantenendo il rispetto delle regole.
La seconda relatrice di maggioranza, Marina Bordese (Fratelli d’Italia), ha definito la misura sperimentale, con l’auspicio che possa evolvere in disciplina strutturale. Il perimetro applicativo riguarda interventi sostenuti da fondi europei, statali e regionali, ma anche progetti finanziati esclusivamente con risorse private, qualificati come di interesse strategico regionale.
Per questi ultimi, il Ddl stabilisce criteri stringenti: investimento minimo di 5 milioni di euro; incremento occupazionale pari ad almeno il 10% e comunque non inferiore a 20 addetti; in caso di nuovo insediamento produttivo, almeno 100 nuovi occupati. Gli investimenti, ha precisato l’assessore Marco Gallo in chiusura di dibattito, saranno collegati a parametri misurabili in termini di ricadute occupazionali. Lo stanziamento previsto ammonta a 400 mila euro nel 2026 e a 500 mila euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.
Il provvedimento prevede inoltre l’istituzione di una cabina di regia, eventualmente affiancata da un tavolo tecnico, per coordinare i procedimenti più complessi, quali revisioni del Piano regolatore generale, varianti generali o nuovi Prg nei capoluoghi di provincia e nel Comune di Torino.
Il confronto politico: tra revisione organica e tutela ambientale
Nel dibattito consiliare è emersa la consapevolezza che l’attuale legge urbanistica regionale, risalente agli anni Settanta, richieda un aggiornamento complessivo. Daniele Valle (Pd), relatore di opposizione, ha richiamato la necessità di una riforma organica, osservando che la semplificazione dei procedimenti può rendere il territorio più attrattivo, ma non può sostituire un intervento sistemico.
Alice Ravinale (Avs) ha espresso perplessità sull’ampiezza delle deroghe previste per i progetti strategici, evidenziando che la riduzione dei tempi deve accompagnarsi a un rafforzamento del personale tecnico chiamato a gestire gli iter. Alberto Unia (M5s) ha posto l’accento sul rischio che la compressione dei tempi possa incidere sulla qualità del confronto e sulla pianificazione ambientale, che dovrebbe rimanere parte integrante del processo decisionale.
Sulla stessa linea, Nadia Conticelli (Pd) ha parlato di primo passo verso una revisione più ampia, ribadendo il ruolo centrale del governo del territorio nello sviluppo economico. Fabio Isnardi (Pd) ha osservato che i tempi da ridurre sono anche quelli preliminari, legati a conferenze di servizi e richieste di integrazioni, aspetti che richiederebbero un intervento più strutturato.
Di segno opposto gli interventi della maggioranza, con Daniela Cameroni (Fdi) che ha definito la legge una scelta strategica per superare rigidità burocratiche e offrire opportunità ai piccoli Comuni, e Mauro Fava (Fi) che ha richiamato il confronto costruttivo alla base del testo.
Collegati all’approvazione del Ddl sono stati votati due atti di indirizzo: l’ordine del giorno n. 591, che impegna a lavorare a una nuova legge urbanistica regionale, e il n. 592, volto alla creazione di un portale telematico unico regionale per la consultazione dei provvedimenti urbanistici.
La disciplina transitoria punta a intercettare finestre temporali legate a programmi come il PNRR e ai fondi europei, che impongono scadenze stringenti per l’utilizzo e la rendicontazione delle risorse. Resta aperto il cantiere di una riforma organica, tema sul quale maggioranza e opposizione hanno riconosciuto l’esigenza di un intervento più ampio.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to