Trasporto disabili e compartecipazione: costi divisi in base all’Isee
25/03/2026
Il trasporto verso i centri diurni per le persone con disabilità continua a essere considerato un servizio di supporto alle prestazioni socio-sanitarie, con una gestione dei costi che prevede una compartecipazione tra ente pubblico e utenti, modulata in base alla situazione economica delle famiglie. Il tema è stato affrontato nel corso del question time in Consiglio regionale, su interrogazione relativa al peso economico del servizio e al suo ruolo nell’ambito dei percorsi assistenziali.
Il ruolo del trasporto nei servizi socio-sanitari
L’assessore Gianluca Vignale ha chiarito che il trasporto non viene classificato come prestazione sanitaria in senso stretto, bensì come servizio ausiliario e strumentale, necessario per accedere ai centri diurni e alle attività previste nei progetti individuali. Proprio per questa natura, il costo non è interamente a carico dell’amministrazione pubblica, ma viene suddiviso con l’utente secondo criteri che tengono conto della capacità economica.
Il riferimento normativo richiamato riguarda la disciplina regionale che assegna alla Regione funzioni di programmazione e coordinamento dei servizi sociali, lasciando però agli enti gestori la possibilità di definire modalità operative e criteri di compartecipazione.
Isee e valutazione della compartecipazione
La quota a carico delle famiglie viene stabilita attraverso l’Isee, che consente di valutare la condizione economica complessiva del nucleo familiare. In questo modo, la partecipazione alla spesa viene calibrata per garantire una certa equità, evitando che il costo del servizio incida in modo uniforme su situazioni molto diverse tra loro.
Secondo quanto evidenziato, gli enti gestori dei servizi sociali possono quindi richiedere una compartecipazione economica, applicando criteri proporzionati e tenendo conto delle condizioni specifiche degli utenti.
Il dibattito politico e le richieste di revisione
Nel corso del confronto istituzionale è stata sollevata la questione della sostenibilità economica per le famiglie e del riconoscimento del trasporto come componente essenziale per garantire l’effettivo accesso ai servizi. È stato sottolineato come, senza questo supporto, il diritto alla partecipazione ai percorsi socio-sanitari rischi di risultare limitato.
La posizione espressa dalla Giunta richiama anche orientamenti giurisprudenziali, secondo cui il trasporto può essere considerato un servizio accessorio, per il quale è legittima una compartecipazione da parte dell’utente, purché regolata da criteri trasparenti e proporzionati.
Il tema resta centrale nel confronto tra istituzioni e rappresentanti politici, con l’obiettivo di trovare un equilibrio tra sostenibilità dei servizi pubblici e tutela delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
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