Torino, salvati mamma e cuccioli di malinois in uno stabile abbandonato
12/03/2026
Un intervento della Polizia di Stato ha portato al salvataggio di una cagna di razza malinois e dei suoi sei cuccioli, trovati in condizioni precarie all’interno di uno stabile abbandonato nel quartiere Madonna di Campagna, a Torino. L’operazione è scattata dopo la segnalazione di alcuni residenti, insospettiti dalla presenza di uomini che trasportavano cuccioli all’interno del palazzo.
Gli agenti delle Volanti del Commissariato San Donato e dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico sono intervenuti sul posto per verificare la situazione, avviando un controllo approfondito all’interno dell’edificio.
Il ritrovamento dei cuccioli nello stabile abbandonato
Lo stabile, composto da quattro piani, si presentava in stato di forte degrado e abbandono. Gli ambienti erano occupati da masserizie accatastate e caratterizzati da condizioni igieniche estremamente precarie.
Durante l’ispezione del secondo piano, gli agenti hanno individuato sei cuccioli di malinois addormentati in una stanza, mentre la madre era rinchiusa in un locale adiacente, separata dai piccoli e priva di qualsiasi possibilità di uscire. I locali risultavano invasi da sporcizia ed escrementi, segno di una permanenza prolungata in condizioni non adeguate al benessere degli animali.
Gli agenti hanno quindi provveduto a mettere in sicurezza i cani, avviando le verifiche necessarie per chiarire la provenienza degli animali e le responsabilità delle persone presenti nello stabile.
Indagini su presunto traffico illegale di cani
All’interno della palazzina è stato identificato un cittadino marocchino di trent’anni che dichiarava di essere il proprietario dei cani. Con lui si trovava un altro connazionale, risultato successivamente estraneo ai fatti. Entrambi sono stati identificati come irregolari sul territorio nazionale e non avevano ottemperato all’ordine del Questore di lasciare il Paese.
Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Polizia Locale e il personale dell’ENPA, che hanno collaborato nelle verifiche sugli animali. Durante i controlli è emerso che la cagna era dotata di microchip ed era intestata a una persona residente in un’altra provincia.
Al termine degli accertamenti, i due uomini sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per violazione della normativa sull’immigrazione. Nei confronti del trentenne è stata contestata anche la detenzione degli animali in condizioni incompatibili con il loro benessere e l’ipotesi di ricettazione.
Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dalla legge, per gli indagati vige la presunzione di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva.
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