Torino, rapina in un negozio di antiquariato: arrestato un 58enne, bottino da 28mila euro
16/02/2026
Un colpo studiato con freddezza, consumato in pieno centro e con modalità particolarmente violente. La Polizia di Stato ha eseguito a Torino un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino italiano di 58 anni, ritenuto gravemente indiziato di una rapina avvenuta la scorsa estate all’interno di un negozio di antiquariato.
Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Torino e notificato nei giorni scorsi presso la casa circondariale “Lorusso e Cutugno”, dove l’uomo risulta già detenuto.
La rapina: minacce con coltello e vittima immobilizzata con nastro adesivo
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo si sarebbe presentato nell’attività commerciale fingendosi interessato all’acquisto di alcuni gioielli. Una dinamica che, almeno inizialmente, non avrebbe destato sospetti. Una volta entrato, però, avrebbe improvvisamente cambiato atteggiamento, intimando alla titolare di consegnare i preziosi sotto minaccia di un coltello.
Nel corso della rapina sarebbe nata una colluttazione. L’aggressione, tuttavia, sarebbe degenerata rapidamente: il 58enne avrebbe afferrato la donna per le braccia e l’avrebbe trascinata sul retro del negozio, immobilizzandola con nastro adesivo. Le avrebbe legato polsi e caviglie, coprendole anche la bocca per impedirle di chiedere aiuto.
Una violenza che, oltre al trauma fisico e psicologico, avrebbe consentito al rapinatore di agire indisturbato e completare il colpo.
Bottino da 28mila euro e indagini della Squadra Mobile
Il bottino complessivo della rapina è stato stimato in circa 28.000 euro. L’uomo sarebbe riuscito a impossessarsi di un cofanetto contenente monili e oggetti di gioielleria per un valore stimato intorno ai 20.000 euro, oltre a 8.000 euro in contanti presenti nell’attività. Dopo aver raccolto quanto possibile, si sarebbe dato alla fuga.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Torino, si sono basate su attività investigative tradizionali e riscontri tecnici: analisi dei tabulati telefonici e individuazioni fotografiche hanno consentito di ricostruire elementi utili all’identificazione del presunto autore.
Un passaggio rilevante sarebbe arrivato nel settembre 2025, quando l’uomo avrebbe reso dichiarazioni confessorie relative alla rapina presso gli uffici della Polizia Ferroviaria della stazione di Mestre, in provincia di Venezia.
La misura cautelare è stata disposta sulla base dei gravi indizi di colpevolezza raccolti. L’uomo, come precisato, risulta detenuto dal novembre 2025 dopo un arresto in flagranza per lesioni ai danni di personale sanitario dell’ospedale torinese “San Giovanni Bosco”.
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e resta valida la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.