Torino, arrestato un minorenne: sequestrati oltre 600 grammi di hashish
30/01/2026
Un intervento della Polizia di Stato ha portato all’arresto di un diciassettenne italiano, indagato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. L’operazione, condotta dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, si è sviluppata nel pomeriggio lungo corso Trapani, dove il giovane è stato notato mentre si muoveva a bordo di un monopattino elettrico.
Alla vista della volante, il ragazzo avrebbe manifestato un atteggiamento giudicato anomalo dagli operatori, tentando di allontanarsi rapidamente. Gli agenti hanno quindi deciso di procedere al controllo, ma il minorenne ha accelerato nel tentativo di sottrarsi all’identificazione, abbandonando durante la fuga un panetto di hashish. L’inseguimento si è concluso poco dopo in via Frassineto, dove il giovane è stato fermato.
Il sequestro e gli accertamenti successivi
Le verifiche non si sono limitate al primo intervento su strada. A seguito del fermo, gli agenti hanno esteso i controlli alla cantina dell’abitazione del diciassettenne, dove sono stati rinvenuti altri sei panetti di hashish, per un peso complessivo superiore ai 600 grammi, oltre a materiale ritenuto idoneo al confezionamento delle dosi. All’interno dell’abitazione, invece, sono stati trovati 1.750 euro in contanti.
Nel corso della perquisizione sono emerse anche due casseforti, una collocata in cantina e una in casa, entrambe con tracce riconducibili a sostanza stupefacente. Tra gli oggetti sequestrati figura inoltre uno smartphone: il ragazzo ha dichiarato di averlo trovato tempo addietro presso una fermata dell’autobus, circostanza che ha comunque comportato una denuncia per ricettazione.
Le decisioni dell’autorità giudiziaria
L’arresto è stato successivamente convalidato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i Minorenni di Torino, che ha disposto nei confronti del giovane la misura del collocamento in comunità. Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari.
Come previsto dall’ordinamento, l’indagato deve essere considerato non colpevole fino a eventuale sentenza di condanna definitiva. Le attività investigative proseguono per chiarire la provenienza della sostanza sequestrata e ricostruire eventuali ulteriori responsabilità.