Torino, studenti accoltellati e rapinati. 2 arresti.
27/02/2026
Un’aggressione violenta, consumata in pieno giorno e in un’area abitualmente frequentata da studenti universitari, ha trovato un primo approdo giudiziario con l’esecuzione di tre misure cautelari in carcere disposte dall’Autorità Giudiziaria di Torino.
La Polizia di Stato ha arrestato due giovani cittadini egiziani, ritenuti gravemente indiziati di aver preso parte alla rapina avvenuta lo scorso 29 novembre nei pressi del Ponte Balbis. Un terzo soggetto, anch’egli coinvolto secondo gli investigatori e risultato irregolare sul territorio nazionale, è stato espulso coattivamente dall’Italia nei giorni scorsi.
L’episodio aveva suscitato forte preoccupazione per modalità e contesto: un attacco rapido, organizzato, portato a termine con strumenti atti a offendere e in un orario – intorno alle 14 – in cui la zona è attraversata da numerosi studenti.
La dinamica dell’aggressione
Secondo quanto ricostruito dagli uomini della Squadra Mobile, due fratelli, entrambi studenti universitari a Torino, sarebbero stati avvicinati da un gruppo di giovani. L’azione si sarebbe sviluppata in pochi istanti: prima lo spray al peperoncino, utilizzato per accecare e disorientare le vittime, poi l’aggressione fisica. Nella colluttazione sarebbe stata impiegata anche un’arma da taglio, elemento che ha aggravato il quadro accusatorio.
Obiettivo dei presunti aggressori, le collane in oro indossate dai due ragazzi, sottratte con violenza. I fratelli, feriti durante l’attacco, sono stati soccorsi e trasportati in ospedale. Le lesioni riportate sono state giudicate guaribili in trenta giorni, un dato clinico che restituisce la misura della gravità dell’episodio.
L’utilizzo combinato di spray urticante e arma bianca, in un contesto urbano e affollato, evidenzia un livello di pericolosità che ha richiesto un intervento investigativo tempestivo e approfondito.
Le indagini e i provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria
Determinante si è rivelata l’attività della Sezione “Falchi” della Squadra Mobile, reparto specializzato nei servizi antirapina e nel contrasto alla criminalità diffusa. Attraverso accertamenti tecnici, analisi delle immagini di videosorveglianza e riscontri investigativi, gli agenti sono riusciti a identificare i presunti responsabili.
Nel corso delle operazioni sono stati rinvenuti diversi oggetti ritenuti riconducibili all’episodio: pistole a salve prive del tappo rosso – quindi potenzialmente idonee a generare allarme e intimidazione –, spray al peperoncino, coltelli e capi di abbigliamento con tracce ematiche. Elementi che, valutati nel loro insieme, hanno contribuito a delineare un quadro indiziario ritenuto grave dall’Autorità Giudiziaria.
Sulla base delle risultanze investigative, il giudice ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre cittadini egiziani. Due di loro sono stati arrestati dalla Polizia di Stato; il terzo, come detto, è stato destinatario di un provvedimento di espulsione ed è stato rimpatriato.
Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari. In questa fase, l’ordinamento riconosce agli indagati la presunzione di non colpevolezza fino a eventuale sentenza definitiva. Le misure cautelari, tuttavia, presuppongono la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e specifiche esigenze cautelari, valutate dal giudice sulla base degli atti trasmessi dalla Procura.
L’intervento delle forze dell’ordine rappresenta un passaggio rilevante per la tutela della sicurezza in un’area sensibile della città, frequentata quotidianamente da giovani e studenti. Resta ora affidato al prosieguo dell’iter giudiziario il compito di accertare in via definitiva responsabilità e circostanze dell’accaduto.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.