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Rinnovabili, tra progresso reale e luoghi comuni: cosa sta cambiando?

20/02/2026

Rinnovabili, tra progresso reale e luoghi comuni: cosa sta cambiando?

Il titolo scelto per la conferenza di Gianluca Ruggieri, “Le rinnovabili stanno vincendo? Miti e realtà del dibattito sull’energia”, fotografa con precisione una sensazione diffusa: il mondo dell’energia si sta trasformando a una velocità impressionante, mentre una parte del dibattito pubblico italiano continua a muoversi con categorie vecchie, spesso legate a paure, slogan e semplificazioni nate quando eolico e fotovoltaico erano ancora tecnologie marginali.

L’appuntamento è fissato per giovedì 19 febbraio 2026 alle ore 17.45, nella Sala dei Mappamondi in Via Accademia delle Scienze 6, con ingresso libero fino a esaurimento posti, nell’ambito del ciclo GiovedìScienza. Per chi non potrà essere presente, l’incontro sarà disponibile online sul canale YouTube di GiovedìScienza a partire dalle 17.45 di venerdì 20 febbraio 2026. Una scelta coerente con lo spirito dell’iniziativa: rendere accessibili temi complessi, senza abbassare il livello del ragionamento.

Un dibattito ancora bloccato, mentre il mondo cambia ritmo

In Italia la discussione sull’energia spesso sembra sospesa in una dimensione che ricorda gli anni Novanta, quando la transizione era un concetto vago e la produzione elettrica era dominata da logiche centralizzate. Il risultato è un confronto pubblico che si ripete ciclicamente, con le stesse parole e le stesse contrapposizioni, mentre nel frattempo le tecnologie cambiano, i costi si riducono e l’equilibrio industriale globale si sposta.

La questione non è soltanto tecnica. È culturale. Il modo in cui un Paese parla di energia definisce anche il modo in cui la progetta: le priorità di investimento, la velocità delle autorizzazioni, la percezione sociale delle infrastrutture, la fiducia o la diffidenza verso l’innovazione. E quando il dibattito si appoggia su schemi superati, il rischio è uno solo: rallentare decisioni necessarie, trasformando la transizione energetica in un percorso pieno di ostacoli artificiali.

È in questo spazio, tra narrazione e realtà, che si colloca l’intervento di Ruggieri, chiamato a distinguere ciò che è effettivamente in corso da ciò che viene raccontato in modo distorto.

Eolico e fotovoltaico: perché oggi non sono più “alternative”, ma struttura portante

Il punto di svolta che molti faticano a riconoscere è semplice: eolico e fotovoltaico non rappresentano più un’aggiunta marginale al sistema elettrico, bensì una componente che sta riscrivendo l’intera architettura della produzione.

La crescita delle rinnovabili non riguarda soltanto la capacità installata. Ha già prodotto un impatto evidente su tre piani fondamentali:

  • riduzione dei costi di produzione, con un effetto competitivo che mette in difficoltà le fonti tradizionali;

  • spinta tecnologica, soprattutto su reti intelligenti, digitalizzazione e gestione dei flussi;

  • nuove logiche di gestione, basate su flessibilità, accumulo e integrazione territoriale.

In questo scenario, parlare di rinnovabili come se fossero ancora una scelta “ideologica” o un settore di nicchia significa non cogliere la direzione presa dai mercati internazionali. Altrove, infatti, l’evoluzione è già entrata in una fase più matura: si discute di come stabilizzare il sistema, come potenziare gli accumuli, come riformare la rete e come gestire la variabilità, non se sia giusto o meno investire in fotovoltaico.

Ed è proprio qui che nasce la domanda più interessante: le rinnovabili stanno davvero vincendo, oppure la loro crescita sta generando nuove fragilità che rischiano di rallentarle?

La vera sfida: accumulo, rete e flessibilità, non la “guerra” tra fonti

Il cuore del tema non è stabilire se l’eolico sia migliore del gas o se il fotovoltaico possa sostituire tutto. La sfida reale è un’altra: capire come cambia un sistema elettrico quando la produzione non è più costante e programmabile, ma distribuita e legata alle condizioni meteorologiche.

Questo implica investimenti su:

  • accumuli energetici, con batterie e altre soluzioni in grado di gestire i picchi;

  • flessibilità della domanda, cioè consumi capaci di adattarsi alle ore di maggiore produzione;

  • potenziamento della rete, perché senza infrastrutture la produzione rinnovabile resta energia “potenziale” e non utilizzabile;

  • nuovi modelli di gestione, che ridisegnano il ruolo di aziende, territori e cittadini.

Ruggieri, con il taglio divulgativo ma rigoroso tipico di GiovedìScienza, affronterà probabilmente anche questo: la transizione non è una corsa lineare, ma un cambiamento di paradigma. Ed è proprio per questo che la comunicazione diventa decisiva, perché senza una comprensione diffusa i passaggi tecnici vengono percepiti come imposizioni e non come opportunità.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.